I Phoenix Suns hanno autorizzato Bradley Beal a valutare “attivamente” le sue opzioni con altre squadre prima di arrivare a un buyout, data l’impossibilità di chiudere alcuna trade, e la volontà dei Suns di chiudere definitivamente la separazione.
Come già spiegato, il buyout per Bradley Beal presenta delle difficoltà salariali non indifferenti per i Suns che non possono far valere sul suo contratto la clausola di “waive and stretch” per spalmare su più anni i 110 milioni di dollari ancora dovuti. E un buyout “secco” lascerebbe per due anni Phoenix in una situazione salariale identica a quella se il giocatore restasse semplicemente a roster, con oltre 50 milioni di dollari l’anno per due anni di “dead cap“. Un macigno.
L’idea dei Suns è che Beal possa trovare con una nuova squadra un pre-accordo, e quindi chiedere al giocatore di “abbuonare” a Phoenix in sede di buyout almeno la cifra che gli sarà corrisposta dal suo nuovo team. Oppure almeno i 13.9 milioni di dollari che permetterebbero loro di scendere sotto la soglia del 15% di “dead cap” annuale che ogni squadra puù accumulare al massimo, consentendo così ai Suns di accedere alla clausola di “waive and stretch”. Da free agent e con la possibilità di firmare contratti ben più leggeri, il valore di mercato di Bradley Beal tornerebbe a salire con tante squadre interessate. Miami Heat, LA Clippers, Milwaukee Bucks e Los Angeles Lakers alcuni dei nomi indicati.

