Zach LaVine è diventato la versione NBA della “Bella di Torriglia” che come recita la filastrocca “tutti la vogliono, ma nessuno se la piglia“. Sul mercato ovviamente.
I Chicago Bulls stanno cercando da mesi una trade per LaVine, che ha ancora due impegnativi anni di contratto fino al 2026 (45.9 nel 2024-25 e 48.6 l’anno successivo con player option) ma che alla luce dei nuovi contratti firmati nelle ultime settimane non pare neppure poi così apocalittico. I Detroit Pistons erano molto vicini a procedere alla trade deadline 2024, poi l’infortunio di LaVine ha rimandato tutto e ora Detroit ha preso tutta un’altra strada.
L’ultima squadra in ordine temporale a aver dimostrato interesse per Zach LaVine sono gli LA Clippers, che hanno perso via free agency Paul George. Warriors, Kings (che hanno invece preso DeMar DeRozan), Pistons, gli stessi Sixers, e i Los Angeles Lakers per ragioni salariali non sono più destinazioni plausibili per LaVine e allora i Clippers potrebbero permettersi di valutare con più calma una sua aggiunta a roster.
Anche perché giocoforza i Bulls dovranno abbassare ancora le pretese via trade. Quanto? Norman Powell e il suo contratto dovrebbero rientrare per forza in ogni scambio per Zach LaVine, i Clippers scaricherebbero volentieri PJ Tucker e forse anche Bones Hyland, e Chicago chiederebbe almeno una prima scelta futura al draft, di cui LA dispone.
Resta da capire quanto effettivamente LaVine migliorerebbe i Clippers rispetto all’assetto odierno. Perso George, i Clippers hanno aggiunto a roster Derrick Jones Jr, Nic Batum, Mo Bamba, Kris Dunn e Kevin Porter Jr e rinnovato il contratto con James Harden. Kawhi Leonard resta il miglior giocatore della squadra e i dubbi su di lui sono sulla tenuta fisica e gli infortuni, ma anche col miglior Leonard di sempre è difficile immaginarsi questi Clips migliori di quelli dello scorso anno.

