I New York Knicks sono emersi come una delle contendenti per Chris Paul, superstar dei Phoenix Suns che quest’estate avrà la possibilità di rifiutare l’opzione giocatore sull’ultimo anno di contratto per sondare la free agency. Paul, molto probabilmente, rifiuterà tale opzione indipendentemente dai suoi piani futuri: è in questo contesto che si inserisce la franchigia della Grande Mela.
Con i diversi contratti in scadenza e l’attuale spazio di manovra, i Knicks hanno la possibilità di firmare due massimi salariali, uno dei quali potrebbe essere proprio Paul. Ian Bagley di SportsNet New York riporta questa voce inerente alla precedenti considerazioni: “Chris Paul è emerso come candidato della free agency dei Knicks nel caso non dovesse trovare un accordo con i Suns, e diversi agenti ritengono che Paul possa essere veramente interessato ai Knicks”.
Cosa potrebbe spingere il dieci volte all-NBA ad abbandonare la squadra con cui ha raggiunto la prima finale in sedici anni di carriera? Nel caso di una eventuale vittoria del titolo, la quale simboleggerebbe non solo il coronamento di una notevole carriera ma anche la fine di una lunga attesa, Paul potrebbe decidere di cercare vittorie e successi altrove per l’atto conclusivo del suo percorso tra i professionisti.
Per di più, i Knicks potrebbero far leva sul rapporto tra Chris Paul e Leon Rose, quest’ultimo non solo presidente dei Knicks ma anche ex agente del prodotto di Wake Forest.
Che impatto avrebbe Chris Paul sui Knicks?
Da un punto di vesta strettamente economico, come detto in precedenza, i Knicks non incontrerebbero difficoltà nel firmare Paul: contratti come quelli delle due point-guard Frank Ntilikina ed Elfrid Payton, in scadenza quest’estate, potrebbero essere tranquillamente non firmati per fare spazio al trentaseienne.
Per quanto riguarda l’impatto sul campo da basket, e sulla squadra, la carriera di Chris Paul ed in particolare le ultime stagioni parlano già da sole: New York potrebbe fare un ulteriore salto di qualità non solo in stagione regolare, che conta relativamente poco, ma in particolare nei playoffs. Quest’anno i Knicks si sono piazzati quarti ad est, tuttavia la corsa al titolo ha messo chiaramente in mostra le lacune ed i limiti di una squadra per gran parte inesperta.
Uno dei maggiori benefattori dello sbarco di Paul potrebbe essere la giovane guardia R.J. Barrett, che ha dimostrato di poter esplorare il ruolo di portatore di palla ma è forse alle prime armi per potersi già dedicare a ciò. Con Paul in squadra, il canadese potrebbe appendere l’arte del mestiere dedicandosi contemporaneamente a ciò che gli riesce meglio: far canestro.
Le percentuali dello stesso Barrett vedrebbero un secondo miglioramento, come conseguenza dei passaggi e della visione di gioco di Paul, che è l’uomo adatto per mettere il ventunenne ex Duke in una posizione agevole da cui far canestro. Già quest’anno Barrett era passato dal 40.2% dal campo al 44.1%, e dal 32.0% da tre ad un eccellente 40.1% su 4.3 tentativi a gara.
Infine, Paul andrebbe ad agevolare anche la fase offensiva di Julius Randle, che è sicuramente abile nel gestire il pallone ma è lontano dall’essere il facilitatore di cui New York tanto necessita. Tutto ciò potrebbe avvenire senza dover rinunciare ad un preziosissimo Derrick Rose, dato che i Knicks dispongono dello spazio sufficiente ad estenderlo.
Le intenzioni dei Knicks dipenderanno da quelle dei Suns
Il discorso precedentemente fatto risulterà del tutto vano se Chris Paul dovesse rimanere a Phoenix. Ma il suo futuro in Arizona è così certo? Non del tutto, ciò nonostante i successi dei Suns potrebbero invogliare il trentaseienne a disfare in modo definitivo i bagagli.
Per quanto la free agency dei Suns possa sembrare circoscritta e finalizzata alla firma di Paul, in realtà Phoenix dovrà sbrigare faccende molto più delicate e complesse. Due punti focali a cui prestare un particolare interesse saranno le estensioni contrattuali di Deandre Ayton e Mikal Bridges, entrambi due giocatori più che fondamentali per i successi presenti e futuri dei Suns.
Fino a poco tempo fa’ Ayton sembrava piuttosto indietro, cestisticamente parlando, rispetto ai suoi compagni di draft Luka Doncic e Trae Young, eppure questi playoffs hanno ben rimescolato le carte in tavola. Non che Ayton sia già al livello di uno come Doncic, ma il notevole impatto che il lungo ventiduenne sta avendo sulla sua squadra è difficile da negare.
Come sempre accade, ciò che impatta in senso positivo e quindi favorisce una squadra deve essere opportunamente remunerato, e la situazione economica di Ayton ne è l’emblema: il suo contratto da poco più di dieci milioni annui scade al termine della prossima stagione, e secondo le regole NBA il bahamense sarà eleggibile per una estensione già nei prossimi mesi.
Tale estensione subentrerebbe ovviamente dalla stagione 2022/23, e secondo quanto riportato da Eric Pincus di Bleacher Report i Suns potrebbero optare per un massimo salariale da 28.9 milioni annui a salire. In totale, il contratto dovrebbe valere circa 168 milioni spalmati su una base quinquennale.
Un discorso molto simile vale per Bridges, anch’esso free agent con restrizioni al termine della prossima annata ed eleggibile per una estensione contrattuale. Nel suo caso il nuovo contratto potrebbe valere anche più di 20 milioni annui. Per fare un paragone, la scorsa estate Jerami Grant ha firmato un triennale da 60 milioni complessivi come parte di un sign-and-trade che lo ha spedito a Detroit, ed egli era reduce da una stagione in ascesa molto simile a quella di Bridges.
Ciò che rende Bridges non solo una componente importante della rotazione dei Suns, ma anche un giocatore che in futuro verrà retribuito in modo abbastanza oneroso, sono le sue caratteristiche fisiche e tecniche: il ventiquattrenne possiede tutte le carte in regola per essere uno dei migliori 3&D di questa lega, e le statistiche lo supportano pienamente. 54.3% dal campo e 42.5% da tre (4.4 tentativi a gara) con una difesa altrettanto valida.
In conclusione, il front office dei Suns dovrà gestire le diverse estensioni contrattuali ed al contempo monitorare la free agency di Chris Paul, tenendo ovviamente conto che Phoenix, guidata ai piani alti dall’executive dell’anno James Jones, cercherà di firmare ed accontentare tutti.

