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Raptors, Kyle Lowry è preparato: “Trade? Ujiri farà ciò che deve, gli interessi della squadra al primo posto”

di Michele Gibin
Kyle Lowry

La Eastern Conference è appena diventata un posto un poco peggiore per tutte le squadre che non si chiamino Philadelphia 76ers.

 

La maxi-trade che ha portato Tobias Harris ai Sixers potrebbe aver reso la squadra allenata da coach Brett Brown un ostacolo insuperabile per le altre prime della classe ad Est, e la volontà del GM dei 76ers Elton Brand di trattenere a tutti i costi il nuovo arrivato Harris e Jimmy Butler oltre la presente stagione potrebbe spingere le rivali a correre ai ripari, già entro giovedì.

 

I Milwaukee Bucks si guardano attorno da giorni. L’interesse dei capiclassifica della Eastern Conference per Anthony Davis non ha avuto alcun seguito concreto, e le uniche operazioni davvero ponderate dal GM Jon Horst riguardano il mercato in uscita (Tony Snell) e – chissà – qualche occasione dell’ultimo minuto in entrata (Nikola Mirotic).

 

 

Discorso più complesso per i Toronto Raptors. Masai Ujiri ha tentato nella serata di martedì un approccio con i Memphis Grizzlies per entrambi Mike Conley e Marc Gasol, proponendo Jonas Valanciunas e Kyle Lowry quali contropartite.

 

I colloqui tra le due squadre si sarebbero arenati velocemente, ma l’ex executive dei Denver Nuggets Ujiri avrebbe informato la sua point-guard 5 volte All-Star (sarà a Charlotte) dell’eventualità di essere coinvolto in una trade entro la trade deadline di giovedì notte.

 

Qualcosa a cui Kyle Lowry è da tempo preparato.

 

Kyle Lowry: “Fa parte del gioco, i Raptors faranno ciò che sarà meglio per loro”

 

Prima di mettere radici a Toronto, Ontario, Kyle Lowry è stato protagonista di due trade distinte. La prima spedì il prodotto di Villanova a Houston, dopo due stagioni passate a Memphis. La seconda portò Lowry in Canada quattro anni dopo.

 

Fa parte del gioco, funziona così. So che può sembrare banale. I rumors? non so nulla, sarebbe bello ricevere una chiamata di rassicurazioni ma non è una cosa che (i Raptors, ndr) sono tenuti a fare. Io sono un giocatore e sono pagato per fare il mio lavoro, se vorranno chiamarmi, lo apprezzerò. Se non lo faranno, capisco le ragioni (…) sono a Toronto da sei anni, ho dato tutto per questa squadra. Sono sicuro che se ci fosse qualcosa in ballo, mi chiamerebbero e mi direbbero: ‘Kyle, questa è la situazione al momento’

 

– Kyle Lowry sulle voci di trade –

 

Dopo la trade che coinvolse in estate il compagno di reparto e sodale DeMar DeRozan, i rapporti tra Lowry e Masai Ujiri – l’uomo che nel 2013 credette nel talento dell’ex point guard degli Houston Rockets – si sono raffreddati: “(Ujiri) è il Presidente della mia squadra, e niente di più. Io vengo qui tutti i giorni e faccio il mio lavoro, e lo stesso per lui. La situazione è questa“, così Kyle Lowry poco più di un mese fa a Rachel Nichols di ESPN.

 

Prosegue Lowry:

 

Credo che i Raptors faranno ciò che sarà meglio per loro, e prenderanno una decisione autonoma. Non credo ci sia nulla che io possa dire o fare per cambiare lo stato delle cose. Un management agisce nell’interesse della squadra. Qualsiasi decisione verrà presa, sarà fatta nell’esclusivo interesse dell’intera organizzazione

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