2. Lauri Markkanen
La speranza è che l’infortunio alla spalla destra non lo blocchi a lungo, la certezza è che prima di fermarsi Lauri Markkanen stesse giocando la miglior stagione in carriera.
Oltre 19 punti e 6 rimbalzi di media, col 39% da tre punti su oltre 7 tentativi a gara da seconda opzione offensiva accanto a Zach LaVine.
Il punto per i nuovi Bulls? Per quanto forti siano, LaVine e Markkanen non possono essere i numeri 1 e 2 di una squadra con grandi ambizioni. Il finlandese sarà restricted free agent a fine stagione, Zach LaVine nel 2022.
Markkanen equivale a John Collins in attacco, ma rispetto a quest’ultimo attirerà un contratto meno impegnativo e le offerte da parte di squadre che cercano uno “stretch 5” che faccia da terza opzione offensiva non dovrebbero mancare. I Bulls potranno decidere di pareggiare l’offerta, ma qual è la cifra oltre cui non sono disposti ad andare?
1. Mike Conley
Al primo posto perché situazione davvero difficile da leggere, Mike Conley al suo secondo anno agli Utah Jazz è tornato (quasi) quello dei Memphis Grizzlies del grit & grind, e soprattutto vera point guard della squadra dopo un anno passato in mezzo al guado, tra infortuni e ambiguità tattiche sul suo ruolo.
A 34 anni Conley sarà di nuovo free agent, per trattenerlo (anche a cifre minori di sostanzialmente la metà rispetto ai 34 milioni di dollari odierni) i Jazz si dovrebbero svenare, molto dipenderà da come finirà la stagione a Utah.
Se sarà finale di conference, finale NBA o addirittura titolo, Conley si sarà guadagnato la chance di riprovarci con un contratto annuale a cifre ragionevolmente alte. Se sarà flop, i Jazz avranno davanti una scelta difficile: lasciar partire Conley sapendo di non avere nessuno alle sue spalle, oppure riconfermarlo comunque.

