E se Kyrie Irving e Kevin Durant tornassero a giocare assieme?
Ovviamente ai Phoenix Suns, nuova casa di KD che ha scelto l’Arizona e Devin Booker una volta deciso che fosse ora di lasciare i Brooklyn Nets. A febbraio e dopo l’ennesimo infortunio di Durant, che aveva chiuso paradossalmente il periodo più brillante dei quasi 4 anni di esperimento superteam ai Nets, KD e Irving avevano richiesto e ottenuto una trade per voltare pagina, e consentire di conseguenza a Brooklyn di farlo.
Kyrie è stato spedito ai Dallas Mavericks dove ha contribuito all’eliminazione persino dal torneo di play-in della squadra. Durant ha giocato appena 8 partite in stagione regolare a Phoenix prima dei playoffs e al momento di scrivere si trova sotto per 0-2 contro i Denver Nuggets alle semifinali di conference.
Durant e Irving non hanno mai “rotto” almeno pubblicamente, e restano amici. E viste le situazioni di Mavs e Suns l’ipotesi di rivederli ancora compagni di squadra in futuro non è sballata. Perché?
I Suns si stanno rendendo contro durante la serie contro i Nuggets che Deandre Ayton non può essere un centro al livello dei top 3-5 della NBA (sotto a Embiid, Jokic e Davis), e che probabilmente anche per il suo bene è tempo di pensare a un cambio di scenario e di squadra. Con un Chris Paul ormai 38enne e l’asse della squadra decisamente spostato, e ci mancherebbe pure, sul duo Booker-Durant, il ruolo del giocatore bahamense è cambiato, sono diminuiti i possessi, i tocchi spalle a canestro e i partner di pick and roll.
Nulla di irreparabile, ma se la stagione dei Suns dovesse davvero finire con una sconfitta in semifinale di conference sarebbe fin troppo facile rivolgere le critiche all’ex prima scelta assoluta al draft 2019, impegnato in un duello bello tosto contro Nikola Jokic.
A parole, i Dallas Mavericks vorrebbero trattenere Kyrie Irving ma si tratta più di una mancanza di alternative, che di una vera convinzione che un giocatore così inaffidabile possa essere la mossa giusta per tenere contento Luka Doncic. Davvero i Mavs se la sentono di impegnarsi con un contratto lungo (4 anni) e ricco con Irving?
I Los Angeles Lakers che al momento sembrano ben contenti di ciò che hanno attorno a LeBron James e Anthony Davis – ovvero D’Angelo Russell, Dennis Schroder, Austin Reaves, Rui Hachimura e Jarred Vanderbilt, tutti giocatori da confermare – non sarebbero più bontà loro interessati a Irving. Dalle altre 28 squadre NBA non sono arrivati segnali di particolare interesse per l’ex Nets, Celtics e Cavs.
Suns e Mavs potrebbero lavorare a una sign and trade per scambiarsi Ayton e Irving? Tecnicamente si, anche domani.
Deandre Ayton ha ancora 3 anni contratto davanti a sé e sarebbe il miglior centro mai avuto a disposizione da Luka Doncic. Per una squadra poi che si è rivolta in mezzo all’area in questa stagione a JaVale McGee, Maxi Kleber e Dwight Powell, e a Christian Wood che dovrebbe lasciare senza troppe cerimonie da free agent.
A Dallas Ayton avrebbe un ruolo molto più centrale in attacco e potrebbe essere il perno su cui ricostruire una buona difesa, come nella stagione 2021-22. Il lungo di Phoenix farà 25 anni a luglio ed è comunque reduce da una stagione da 18 punti e 10 rimbalzi a partita.
A Phoenix, va da sé, Kyrie Irving sarebbe il successore di Chris Paul al quale però andrebbe trovata sistemazione. Facile a dirsi, meno a farsi, CP3 ha ancora due anni contratto e 60 milioni di dollari parzialmente garantiti fino al 2025, è quindi troppo presto per parlare di buyout e – forse – per trovare squadre disponibili per una trade.
A complicare l’ipotetica sign and trade potrebbero poi esserci le pretese economiche di Irving. Kyrie è eleggibile per un’estensione al massimo salariale fino a 47 milioni di dollari per il primo anno, 15 in più di quelli previsti dal contratto di Ayton per il 2023-24. Questo significa che i Suns, a meno che non sia Irving ad abbassare le sue richieste per favorire la trade, dovrebbero aggiungere un secondo giocatore nello scambio, ovvero Landry Shamet, l’unico al momento disponibile.

