Il solo pensiero di spostarsi a Philadelphia sotto per 0-2 nella serie ha motivato abbastanza i Boston Celtics da infliggere al TD Garden una delle peggiori sconfitte stagionali ai 76ers, per 121-87 in una partita che è stata tale solo per un tempo di gioco.
Boston ha mandato a bersaglio 20 delle 51 triple tentate in gara 2, con Jaylen Brown, Malcolm Brogdon e Grant Williams a guidare la carica, e dopo un primo tempo in cui Philadelphia è riuscita nonostante delle cattive percentuali a restare a contatto (57-49 all’intervallo) ha dilagato nel terzo periodo toccando anche il +29 di vantaggio.
Jayson Tatum ha giocato appena 19 minuti e chiuso con 1 su 7 al tiro e 3 falli nel primo tempo, ai punti hanno provveduto Brown (25 punti con 9 su 17 al tiro), Brogdon con 23 punti e la coppia Marcus Smart-Derrick White. I Sixers dall’altra parte hanno riaccolto come annunciato Joel Embiid, in campo per 27 minuti e che si fa notare soprattutto per 5 stoppate nel primo tempo, ma hanno avuto zero da James Harden che ha chiuso con 12 punti e 2 su 14 dal campo senza segnare da tre.
Philadelphia tira con il 39% dal campo e con 6 su 30 dalla lunga distanza, e dopo la vittoria in gara 1 e il rientro di un buon Embiid, per mobilità e attività difensiva, si può ritenere soddisfatta delle prime due partite della serie.
Chi aveva qualcosa da dimostrare in termini di concentrazione erano i Celtics. La vittoria di gara 2 è la terza più larga nella storia della franchigia ai playoffs: “Nella prima partita avevamo fatto troppo male, dobbiamo avere più amor proprio e orgoglio, oggi volevamo giocare al meglio delle nostre capacità e lo abbiamo fatto“, ha detto Jaylen Brown dopo la partita.
Nel terzo periodo i Celtics hanno piazzato un parziale da 35-16 che ha chiuso la partita, nel quarto quarto spazio alle panchine mentre i vantaggio dei padroni di casa cresceva fino al 100-68.
“Come mi sono sentito in campo? Arrugginito“, ha detto Embiid, 15 punti con 3 rimbalzi “ma sarebbe stato lo stesso se fossi rientrato in gara 3 per cui era importante togliersi il pensiero. Sono deluso dal KO ma è un passo in avanti per me. Con l’infortunio che ho avuto sarei dovuto restare fuori 4-6 settimane, non sarò al 100% per tutto il tempo ma posso comunque dare una mano in attacco e in difesa. Come risponderà il ginocchio? Mi auguro il meglio ma penso che starò bene, ho giocato su infortuni peggiori“.

