Thompson-Warriors, niente massimo salariale? In caso Hawks alla finestra
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Klay Thompson, gli Hawks saranno alla finestra se gli Warriors non gli offriranno il massimo salariale

Klay Thompson, gli Hawks saranno alla finestra se gli Warriors non gli offriranno il massimo salariale

Il contratto da 18 milioni annui che lega Klay Thompson ai Golden State Warriors scadrà tra poche settimane. Il giocatore tre volte campione NBA sarà così un free-agent senza restrizioni, libero, cioè, di accettare qualsiasi proposta. La franchigia per cui ha giocato per tutta la sua carriera potrà offrirgli un contratto al massimo salariale, da 190 milioni di dollari spalmati in 5 anni di rapporto sportivo. Qualora l’offerta della squadra di Oakland non rispecchierà queste cifre, secondo alcune fonti, Thompson potrebbe essere disposto ad ascoltare proposte delle altre squadre interessate, tra cui gli Altanta Hawks.

Nulla di concreto, tuttavia, lascia pensare che il giocatore abbia davvero interesse ad abbandonare la Baia. A livello societario gli Warriors sono tra le franchigie più funzionali della lega, mentre i risultati sportivi positivi sono sotto gli occhi di tutti. L’unico deterrente, che potrebbe portare Thompson a guardarsi intorno, potrebbe consistere in un’offerta davvero deludente dal punto di vista economico. C’è da tenere conto, infatti, che i californiani dovranno gestire la vacanza contrattuale anche dell’altra stella, Kevin Durant.

A Golden State sono stati pagati, già in questa stagione, ben 66 milioni di luxury tax (tassa che scatta quanto il monte ingaggi della squadra supera di troppo il massimo salariale totale consentito). La franchigia, allora, proponendo ad entrambi un contratto al massimo salariale, dovrebbe pagare 100 milioni di luxury tax nella prossima stagione, e addirittura 150 in quella successiva, 2020/21.

Questo scenario, a dir poco spiacevole, rende improbabile una doppia offerta del genere. Non è chiaro, tuttavia, in che modo si muoveranno e a chi dei due daranno priorità nell’offrire quelle cifre.

Hawks in finestra, a sperare nella separazione

Qualora Thompson decidesse davvero di ascoltare altre proposte, gli Hawks non si farebbero attendere. Come riporta Michael Cunningham, per AJC.com, la squadra potrebbe beneficiare in più modi da una mossa del genere.

Innanzitutto, il solo sedersi ad un tavolo con un giocatore di tale rilievo darebbe un certo tono ad Atlanta agli occhi degli altri free-agents. Poi, in seguito a un eventuale approdo, Thompson potrebbe essere molto utile per aiutare lo sviluppo del progetto degli Hawks. Progetto che un tiratore tanto pregiato quanto lui incarnerebbe alla perfezione, rendendolo ancora più appetibile per ulteriori giocatori di livello.

Infine, come osserva Cunningham, l’attulae GM degli Hawks, Travis Schlenk, svolgeva il ruolo di executive presso Golden State nel 2011, proprio l’anno in cui Klay era stato selezionato al Draft.

Comunque, ad oggi, i più si aspettano che Thompson tornerà alla corte di Coach Steve Kerr. Nulla lascia pensare che un matrimonio tanto di successo potrebbe finire per questioni economiche. Per tutta la sua carriera il giocatore ha dimostrato di esser disposto a sacrificare il proprio stipendio in favore del bene delle casse societarie. Allo stesso tempo, però, nulla vieta di pensare che arrivato, a 29 anni, probabilmente al suo ultimo contratto importante, possa prediligere una retribuzione più proficua.

Tutto, comunque, è rimandato al periodo della free-agency, che inizierà il prossimo 30 giugno e scioglierà ogni dubbio o speculazione.

Lorenzo Brancati
lolbra99@gmail.com

Malato di sport a 360 gradi. Seguo e faccio finta di capire di diversi sport, dal basket al calcio, fino ai motori, passando per il football americano e il baseball. Mi piace leggere e provare a scrivere farneticazioni a riguardo. Aspettando Godot, mi diverto a giocare con le parole e la palla a spicchi.

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