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Knicks. colloquio con Thibodeau che resta uno dei favoriti per la panchina

di Filippo Beltrami

Tom Thibodeau è stato considerato come il favorito per la panchina dei Knicks fin dal primo giorno in cui Leon Rose è diventato presidente. New York, giustamente, ha parlato anche con altri candidati (Jason Kidd, Kenny Atkinson, Mike Woodson, Mike Brown, Ime Udoka, Will Hardy, Pat Delaney, Jamahl Mosley, Chris Fleming e il coach che ha guidato la squadra fino ad adesso, Mike Miller), ma Thibodeau è sempre risultato essere il primo della lista, anche secondo molte fonti in giro per la lega.

Giovedì, finalmente, è toccato all’ex allenatore dei Bulls, sottoporsi al colloquio, secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

Thibodeau vorrebbe tornare ad allenare una squadra NBA e la sua stretta amicizia con Rose sembra possa dargli un vantaggio in più rispetto agli altri candidati. La vera domanda è, Thibodeau è veramente adatto? Cosa che porta ad altre due domande: Che tipo di squadra stanno cercando di creare i Knicks? E come intendono costruirla?

Thibodeau, l’allenatore giusto per i Knicks?

Thibodeau ha mostrato già in precedenza di essere un allenatore che vuole vincere subito e che punta sui veterani e sulle rotazioni corte.

Se New York sta cercando di scegliere e sviluppare un gruppo di giovani giocatori che possano essere una base duratura per vincere in futuro, è giusto chiedersi se Thibodeau sia l’allenatore giusto. L’ex allenatore dei T-Wolves ha detto che è migliorato e che cercherà di allargare la sua concezione del lavoro.

In cerca dei migliori giocatori

I Knicks hanno qualche giocatore che potrebbe far parte di un progetto di ricostruzione a lungo termine. Nonostante questo, sentono anche che sono in una buona posizione anche per quanto riguarda fare una trade per una star nel caso qualcuna diventasse disponibile.

Come hanno fatto i Lakers, anche la franchigia della Grande Mela sta cercando qualche giovane di scorta, per cercare di vincere con loro. Ma, nel caso arrivasse la giusta trade, vedi Anthony Davis ai Lakers, non esiteranno a spedire la gioventù altrove. Tutto questo sembra suonare bene, ma per farlo diventare realtà, gli allenatori dovranno costruire un programma di sviluppo giocatori, che non è mai stato il punto di forza della franchigia.

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