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NBA Draft Analysis – Denver Nuggets, Mudiay è la novità in Colorado

di Gabriel Greotti

I Denver Nuggets escono da una stagione disastrosa: in Colorado, nonostante il recupero di qualche giocatore importante che la scorsa stagione era infortunato, non si è riusciti ad andare oltre le  30 vittorie con 52 sconfitte, destando così il malcontento dei tifosi e non solo. La stagione è culminata con il licenziamento di Brian Shaw, ex head-coach dei Nuggets, e la nomina di Melvin Hunt coach ad hinterim sino al termine della stagione. Durante il primo scorcio di offseason, in Colorado, si è arrivati alla firma di Micheal Malone come nuovo capo-allenatore. Se si pensa che le sorprese in quel di Denver siano finite qui, la risposta è no: l’ennesima (e l’ultima, per ora) sorpresa arriva dal Draft, dove ci si aspettava che la dirigenza puntasse a migliorare il reparto lunghi o il reparto esterni. Niente di tutto ciò, con la settima chiamata assoluta i Denver Nuggets scelgono Emmanuel Mudiay, combo-guard di 6’5″ piedi che ha trascorso la sua carriera giovanile con i Guangdong Southern Tigers in Cina. dove si è abituato a giocare nel ruolo di PG.

Il gioco

Con l’arrivo di Mudiay a Denver, quasi contemporaneo all’arrivo di un nuovo allenatore, i Nuggets potrebbero cambiare radicalmente faccia. Mudiay fa delle letture (offensive e difensive) del pick ‘n’ roll il suo pane quotidiano, ed in questo senso il gioco a due con i lunghi di Denver, rapidi e veloci con i piedi, possa risultare una soluzione davvero interessante. Un’altra soluzione interessante ed adattabile al giocatore di origini congolesi è il pick ‘n’ pop, con uno dei lunghi che si apre per un tiro da tre. In questo senso potrebbe essere determinante la permanenza o meno di Gallinari nel roster di Denver, il quale ha spesso ricoperto il ruolo di stretch-four con il compito principale di aprire il campo. Il ragazzo ex Tigers è inoltre anche un’ottimo shooter: la passata stagione ha fatto registrare una percentuale dal campo vicinissima al 50% (47.8%). La sua stazza e la sua rapidità di piedi gli consentono di essere un buon difensore, ne deriva che il quintetto dei Nuggets, in caso di una ormai quasi scontata partenza di Ty Lawson, ci guadagnerebbe in fase difensiva. Aprire il campo dev’essere anche una prerogativa di tutto il quintetto, infatti Mudiay possiede un innato ball-handling che lo rende pericoloso soprattutto dalle partenze in palleggio. Capitolo rimbalzi: se prima a Denver spettava a Gallinari e a Faried raccogliere la gran parte dei rimbalzi sotto entrambi i tabelloni, ora i Nuggets potranno fare affidamento su una PG da 6.2 rimbalzi di media a partita. Punti, rimbalzi e assist: Mudiay è una PG completa, a metà tra le PG “old school” come Kidd e le PG più moderne. Il giocatore ha viaggiato con medie di 18 punti, 6 rimbalzi e 6 assist nella scorsa stagione.

EmmanuelMudiay

Emmanuel Mudiay in palleggio

Il mercato

Vista la situazione in Colorado, ormai bisogna solo risalire. Alla luce della chiamata di Mudiay, è facilmente prevedibile una partenza di Ty Lawson che potrebbe essere sacrificato per un esterno futuribile o un lungo che sia complementare a Kenneth Faried. Il salary cap attualmente occupato dai Nuggets è di 57 milioni di dollari sui 72 milioni di monte salari totale, dunque lo spazio per muoversi durante la free agency c’è e non è poco: starà alla dirigenza ora decidere se muoversi nel reparto lunghi durante la free agency e tentare l’acquisto di un esterno tramite uno scambio (in cui, molto probabilmente, verrà coinvolto Lawson che percepirà un salario di 12.4 milioni di dollari nella prossima stagione e diventerà free agent al termine di quella successiva) o se fare l’esatto contrario. A Denver c’è bisogno di novità e freschezza in tutti i ruoli, con l’arrivo di Mudiay in Colorado si può considerare aperto il processo di rebuilding della società.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

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