Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDetroit PistonsNBA Draft Analysis: Pistons, Stanley Johnson è il LeBron della Motor City?

NBA Draft Analysis: Pistons, Stanley Johnson è il LeBron della Motor City?

di Leo Lucio Screnci

I Detroit Pistons hanno iniziato nella passata stagione, con l’assunzione di Stan Van Gundy, nel ruolo sia di head coach che di president of basketball operations, un processo di ricostruzione che potrebbe, inaspettatamente, portare i primi risultati positivi già nella prossima stagione. Aver esercitato la clausola amnesty su Josh Smith potrebbe essere stata una delle migliori decisioni prese dalla dirigenza Pistons. Sicuramente un’altra mossa vincente è stata quella di utilizzare la propria pick numero 8 al draft 2015 per selezionare Stanley Johnson, small forward classe 1996 da Arizona. Cerchiamo ora di capire il ruolo che il ragazzo potrebbe assumere con la maglietta della squadra di Motor City.

Stanley Johnson e Darrun Hilliard durante la loro conferenza di presentazione

Stanley Johnson e Darrun Hilliard durante la loro conferenza di presentazione

IL GIOCO:

“I’m sorry, I mean, we may be seeing the reincarnation of LeBron James. I mean, LeBron James had this type of body at his age”

“Mi dispiace, ma dico che potremmo assistere alla reincarnazione di LeBron James. Dico che solo LeBron James aveva il suo tipo di corpo alla sua età” 

Con queste parole l’ex giocatore dei Pacers Reggie Miller ha avuto il “coraggio” di paragonare il giocatore nativo della California a sua maestà King James.  La verità? il paragone non sembra un’eresia. Le unica differenze, per il momento, abbastanza evidenti tra i due sono l’altezza (a favore di Lebron) e la naturalezza e fluidità nel tentare le conclusioni da dietro l’arco (a favore di Stanley). Per il resto sono davvero molto simili: fisico possente già pronto per l’NBA (rarità per un giocatore di soli 19 anni), predisposizione naturale nel giocare spalle a canestro, ottima capacità di attaccare in transizione e di tirare dal palleggio, incredibile velocità di piedi che lo rendono un difensore rognoso, buon istinto da rimbalzista e discreto QI cestistico – che gli consente spesso di leggere in anticipo lo svilupparsi dell’azione avversaria. Ok sembra un’esagerazione. Ma non lo è, e prenderlo “solo” all’ottava pick è stato un affarone.

COME CAMBIANO LE STRATEGIE DI MERCATO:

Il roster è intasato e va ridimensionato ma la priorità della dirigenza rimane, comunque, rifirmare Reggie Jackson, diventato restricted free-agent il 25 Giugno quando i Pistons hanno esteto la qualifying offer sul playmaker. Il nativo di Pordenone è riuscito a dimostrare tutte le sue capacità, per le quali chiedeva più spazio e responsabilità in maglia Thunder, nel Michigan dove ha giocato 27 partite, guadagnandosi la fiducia e la conferma del coach. L’unico dubbio che sorge sulla sua conferma riguarda la convivenza con Brendon Jennings. I due, a causa dell’infortunio subito dall’ex Virtus Roma, non hanno mai giocato insieme e non è detto che si trovino immediatamente a proprio agio. Una soluzione potrebbe essere spostare Jackson nel ruolo di guardia, ruolo da lui già assunto (non in maniera entusiasmante) in 3 stagioni e mezzo in maglia Oklahoma City. Il frount-court, invece, è stato totalmente rivoluzionato dal draft e dal mercato; e la rivoluzione potrebbe non essere terminata. Non è infatti scontato che i nuovi arrivati Stanley Johnson e Ersan Ilyasova faranno parte del futuro starting-five. E’ oramai risaputo che a partire dal primo di Luglio la dirigenza farà un tentativo per riportare nella sua terra natia Draymond Green (restricted free agent). L’ala ex Michigan State prenderebbe il posto da 4 nel quintetto titolare al posto del turco. Stessa situazione per il rookie che potrebbe essere destinato a fare da backup ad un giocatore più pronto ed esperto. Il nome che circola, secondo alcuni rumors, è quello di Tobias Harris. La small forward è data come partente dagli Orlando Magic dopo l’assunzione nel ruolo di head coach di Scott Skiles. La causa sarebbe il rapporto non certamente idilliaco che i due hanno avuto al tempo dei Milwuakee Bucks. In tale ottica va letta la mossa dei Magic che hanno pescato dal draft un prospetto come Mario Hezonja, ala piccola dal sicuro divenire. I Pistons stanno alla finestra, sempre pronti ad intervenire.

Per NBA Passion,

Leo Lucio Screnci

 

 

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