Dopo 7, sanguinosissime partite, i Cleveland Cavaliers sono i campioni NBA.
Nella squadra allenata da Coach Lue, l’MVP è stato indubbiamente LeBron James ma, il prescelto, è stato ben sostenuto da alcuni compagni di squadra come Irving e Thompson. Alcuni giocatori hanno, però, deluso le aspettative ma la cosa importante è che il titolo, dopo tanti anni di attesa, è giunto in Ohio.
Ecco le pagelle dei Cleveland Cavaliers della redazione nbapassion.com:

LeBron James è stato il migliore
LeBron James voto 10- Una promessa mantenuta: dopo essere “scappato” a Miami, il “Re” è tornato a casa e con prestazioni sopra le righe ha guidato i Cavs al titolo NBA. MVP di queste finali, in alcuni frangenti ha mostrato basket spaziale. In 42 minuti di media ( solo in Gara-2 dominata dai Warriors LBJ ha giocato meno di 40 minuti) il numero 23 ha messo a referto 29,7 punti, 12 rimbalzi, 8,8 assist, 2.6 rubate e 2.3 stoppate a partita( il migliore di tutti in tutte le categorie). Inoltre, il nativo di Akron ha innalzato il suo livello difensivo in queste finali e le numerose e spettacolari stoppate lo dimostrano. Emblematica, la stoppata in Gara-7 su Iguodala ormai certo di aver battuto tutti i difensori. A Cleveland, è già un eroe. Semplicemente dominante
kyrie Irving voto 8,5- Il voto è molto influenzato dalle prime due partite: il play dei Cavs, all’ Oracle Arena, stava tirando male e difendendo peggio. Le sue prestazioni sono salite di livello da Gara-3, dove Kyrie mise a referto 16 punti nel solo primo quarto che spinsero la sua squadra a riaprire la serie. I 27 punti di media sono inferiori solamente a quelli di James ma va detto che Gara-2, in cui Irving mise a referto solamente 10 punti, abbassa nettamente questa media. Da tutti, verrà ricordata la tripla decisiva in Gara-7: sul punteggio di 89 pari, Irving stampò la tripla decisiva in faccia a Curry decidendo di fatto l’incontro. “Pensavo solamente di avere la Memba Mentality”: se questa sarà la sua mentalità, nel suo futuro non potranno che esserci numerosi altri successi. Stella nascente
Kevin Love voto 5,5- Il peggiore dei Big Three. 8 punti di media per il beach boy che non è mai stato decisivo in queste finali. Anzi, i Cavs hanno iniziato a giocare proprio quando Love -messo disgraziatamente KO da una gomitata in gara-2- ha iniziato a dividere i suoi minuti con il veterano Jefferson. A tratti inguardabile, poco coraggioso e molto spento. Mezzo voto in più per l’ultima partita, in cui l’ex Minnesota Timberwolves ci ha messo un pò di energia, andando a catturare 14 rimbalzi e difendendo con più attenzione. Da motivare
Tristan Thompson voto 7,5- Pur non eccellendo in qualità, Tristan Thompson è il classico giocatore che non vorresti mai marcare: a rimbalzo, è stato a tratti dominanti e l’inerzia della serie è cambiata proprio quando Double T ha iniziato a produrre secondi possessi determinanti per la propria squadra. In Gara-7 ha segnato 9 punti di fondamentale importanza e ha dimostrato pure di essere migliorato ai liberi, vietando di fatto la strategia dell’hack per i rivali. Il capolavoro è stato in gara-6, quando il centro ha messo a referto una doppia-doppia da 15 punti e 16 rimbalzi così come Gara-3 con 13 rimbalzi e 14 punti. Piovra gigante
JR Smith voto 6- Del quintetto, è quello che ha deluso di più. Nonostante l’alto minutaggio non ha mai dato l’impressione di essere nella serie. La sufficienza, però, è d’obbligo: con 2 triple folli, ha ricucito l’unico strappo che i Golden State Warriors stavano creando nel terzo quarto dell’ultima tesissima partita. Non pervenuto in Gara-1 e Gara-2, dove stava facendo addirittura peggio delle scorse finali in cui J.R fu il peggiore. I 20 punti in Gara-3 lo hanno caricato e da lì in poi la guardia è diventato “leggermente” un’arma più pericolosa per Cleveland. Pazzo scatenato
Richard Jefferson voto 6,5- Il 36enne ha vinto e ha dichiarato l’addio. La sua energia è stata straordinaria e si è caricato sulle spalle i propri compagni. Come se non bastasse, il suo 50% dal campo è stato un fattore nelle NBA Finals ma a fare la differenza la sua pazzesca voglia di difendere. Non male chiudere la sua carriera con oltre 20 minuti di media in campo alle Finali. Modello da seguire
Iman Shumpert voto 5- Il voto, sia chiaro, non è collegato alla sua pettinatura(voto 1). Pessime finali, in cui meriterebbe l’insufficienza totale(Lue gli ha dato comunque fiducia facendogli giocare oltre 15 minuti di media a partita) ma pesano i 6 punti in Gara-7 nell’economia del successo dei Cleveland Cavaliers. Scoraggiato
Channing Frye s.v- In questi playoff, fino alle finali, era stato uno dei migliori al punto da scalzare anche Kevin Love. Nelle finali è stato quasi un fantasma e non ha mai visto il campo più di un minuto. Molto strano, poiché sembrava essere una nuova arma ma, per come sono andate le cose, ha pagato la scelta di Lue ( titolo ai Cavaliers). Casper Frye
Matthew Dellavedova voto 4- L’anno scorso, sembrava essere l’uomo del destino. Quest’anno, è stato il peggiore di tutti. Bravo Coach Lue a concedergli pochi minuti, in quanto nelle poche volte in cui l’australiano stava in campo, faceva falli a ripetizione. La sua grande determinazione si è trasformata in foga. Da ritrovare
Timofey Mozgov s.v- Il russo indosserà l’anello al dito senza aver fatto praticamente nulla. Spettatore non pagante dei Cavs, dopo che l’anno scorso aveva fatto delle Finals più che dignitose.
Mo Williams, Dahantay Jones e James Jones s.v
Tyronn Lue voto 8- Senza cimentarci in inutili commenti sul gioco (isolamenti su isolamenti, ma se hai LeBron da 30 di media non puoi assolutamente cambiare) ha avuto il merito di compattare lo spogliatoio dei Cleveland Cavaliers e portare quella serenità che tanto mancava con il povero Blatt. Bravo anche a dare minutaggio a Richard Jefferson, che ha chiuso la carriera come meglio non si può e bravo a ridurre la rotazione dato lo straordinario stato di forma di James e Irving (Gara 1 fu persa proprio quando James stava in panchina). Un’unica pecca? Voto 3 alle sue espressioni: possibile che in ogni inquadratura Lue abbia sempre la stessa espressione da pesce fuor d’acqua?

