fbpx

Analizziamo oggi una pratica non molto usuale nella NBA, ma che si adatta perfettamente ad alcune situazioni particolari che si potrebbero incontrare nel corso di una offseason, più particolarmente nel corso di una Free Agency.

Nel caso in cui una squadra sia in procinto di firmare un nuovo giocatore, Unrestricted Free Agent fino a quel momento, ma la squadra precedente voglia mantenerlo a roster si potrebbe trovare un equilibrio tra gli interessi delle due organizzazioni con l’attuazione della sign-and-trade. Quando avviene questa operazione un giocatore firma con una squadra e viene subito scambiato con la nuova franchigia. Una sign-and-trade può essere favorevole per tutti, ma maggiormente per il free agent. Questo perché giocherà per la squadra in cui desideri e perché possa farlo ottenendo un contratto più alto di quanto sarebbe stato quello assegnatogli dalla nuova franchigia con una normale transazione.

Le sign-and-trade sono una realtà nella NBA grazie alle regole precedentemente esistenti nella CBA, secondo le quali le squadre che avrebbero perso uno o più Free Agents sarebbero state ricompensate con scelte o denaro. Nella NBA non esiste più questa prassi, ma se le squadre e i giocatori sono d’accordo si può attuare una sign-and-trade per cercare di ricalcare una transazione simile a quella del passato.

Il giocatore che firma un nuovo contratto dovrà essere scambiato immediatamente dopo il raggiungimento dell’accordo. Una squadra non può tenersi un giocatore a roster dopo aver sfruttato una migliore situazione salariale altrui per ottenere il raggiungimento del cosiddetto agreement. Il contratto del giocatore ex-free agent dovrà essere di una durata minima di 3 anni, con il primo garantito.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi