La NBA jersey per un giocatore è tutto, ciò che lo identifica, che lo riconosce come parte di un progetto, una famiglia, una mentalità. Ci sono alcune maglie che sono entrate nella storia per le persone che l’hanno indossata, per i nomi cuciti, per le giocate con cui si è scritto il destino di un intera franchigia. Per noi tifosi la jersey è particolarmente importante, ci fa sentire parte di qualcosa più grande di noi. I pomeriggi passati al campetto con la maglia di Kobe, di Jordan, di LeBron, KD, Curry, ect… imitare le loro mosse e sentirci leggende per poche ore.
NBA la classifica delle 15 magliette più vendute: chi c’è al primo posto?
Nel 2021, nonostante una pandemia che ci costringe a casa e non ci fa uscire per giocare a basket, la sinfonia è sempre la stessa e come gli anni scorsi a dominare nella vendita delle magliette NBA è King James, d’altronde è il Re per un motivo.
Negli USA nella prima metà della stagione 2020\21 la maglia più venduta è della star dei Los Angeles Lakers. Seguono Luka Doncic dei Dallas Mavericks, Kevin Durant dei Brooklyn Nets e Stephen Curry dei Golden State Warriors.
Anche in Italia e Europa Lebron è primo in questa speciale classifica, con KD che segue e Curry al gradino più basso del podio.
La notizia arriva pochi giorni dopo la presentazione dell 16 divise Earned Edition che celebrano i playoff della bolla di Orlando.
NBA, ecco le nuove Jersey Earned Edition
Nike ha ufficializzato le nuove divise “Earned Edition” per questa stagione. Disegnate per celebrare le sedici squadre che si sono date battaglia nella bolla di Orlando ai precedenti playoffs.
Le divise 2020\21 Earned Edition inizieranno a debuttare sul campo il 10 marzo e saranno disponibili per la vendita dal 18 marzo.
Ogni divisa presenta dettagli argento, tranne i Lakers che data la vittoria del titolo aggiungono dettagli d’orati.
“Come un cenno aggiunto alle squadre che hanno partecipato alla lotta dei Playoff NBA, 15 delle uniformi sono ornate con insegne d’argento speciale tra cui un argento Nike swoosh sulla parte anteriore sinistra superiore delle uniformi; un jocktag argento Earned Edition sulla parte anteriore destra inferiore; e un logo NBA argento sul retro, sopra il nome del giocatore.” dichiara la NBA in un comunicato.
“L’uniforme Earned Edition per i Los Angeles Lakers campioni NBA 2020 si distingue dalle altre con dei segni decorati in oro per onorare il campionato NBA che la squadra ha guadagnato a Orlando, conclusione di una storica stagione NBA.”
Di seguito ripercorriamo il cammino delle sedici franchigie e diamo uno sguardo alla loro personale maglia che celebra questa storica e turbolenta annata.
Boston Celitcs
I Boston di coach Brad Stevens erano sicuramente una contender, arrivati terzi nella classifica di Conference con un record di 48-24, ci si aspettava molto da questi giovani Celtics. In effetti i playoffs sono iniziati nel migliore dei modi, distruggendo i 76ers, orfani di Simmons e con un Embiid troppo solo. Alle semifinali riescono a battere gli ex campioni, i Raptors, solo in gara 7, regalando emozioni soprattutto in gara 6. La corsa finisce in gara 6 della finale di conference contro degli sconvolgenti Miami Heat.
La divisa riprende i soliti colori di Boston con diverse tonalità di verde.
Dallas Maverics
Dopo 4 anni di assenza alla post-season sono tornati alla guida del loro pupillo, nonostante ciò per i Dallas di Luka Magic, playoffs amari contro una delle squadre più attese, i Clippers dell’ex MVP delle finals, Kawhi Leonard. Nonostante un buzzer beater di Doncic in gara 4 che aveva portato la serie in parità, i Mavs si sono dovuti arrendere in sei gare alla franchigia losangelina.
Brooklyn Nets
Con i loro migliori giocatori ai box, i playoffs dei Nets non sono stati così memorabili, anzi. Usciti al primo turno contro i Raptors senza particolari pretese, ci si aspetta una musica completamente diversa quest’anno dove possono sicuramente arrivare a contendersi il titolo.
La jersey si presenta con del delle linee zig zag di diverse tonalità di grigi e neri, colorazione dark, classica dei Nets.
Denver Nuggets
I playoffs dei Nuggets si ricorderanno nella storia della pallacanestro. Arrivati terzi nella Western Conference, il loro cammino ai playoffs sembrava in salita dopo essere andati sotto 3-1 al primo turno contro i Jazz di Donovan Mitchell. Invece guidati da Jokic e uno straordinario Murray sono riusciti a rimontare passando alle semifinali di Conference. Stessa sorte è toccata ai Clippers, che avanti 3-1 si sono visti recuperare e sorpassare in gara 7. La loro avanzata si è scontrata contro i Lakers di King James, che non ha fatto sconti. 4-1 e biglietto per tornare a Denver in mano.
Indiana Pacers
Ad Indiana la bolla di Orlando non ha regalato tante emozioni, usciti al primo turno contro i Miami Heat con un netto 4-0, non c’è molto da ricordare. Particolare la sfida nella sfida tra Butler e Warren, i due hanno fatto chiaramente capire quanto non si sopportino a vicenda.
Una jersey che ricorda molto le vechie retro a righe dei Pacers anni ‘90-2000.
Houston Rockets
Nell’ultimo anno di James Harden a Houston probabilmente ci si aspettava di più, l’aggiunta dell’ex OKC Westbrook doveva garantire quel qualcosa in più, invece la scintilla non si è accesa. Battuti in 7 gare i Thunder, si sono scontranti in semifinale contro i Lakers di AD e Lebron. Nessuna speranza e ricostruzione iniziata.
La jersey è sicuramente d’impatto, un total black con i contorni rossi che ricorda le divise da football americano.
Miami Heat
La cenerentola del ballo degli scorsi playoffs verrà ricordata nella storia. Una cavalcata epocale che ha fatto cadere giganti come i Bucks di Giannis Antetokounmpo e i Boston Celtics. Un roster giovane, divertente e sfacciato che ha dovuto arrendersi solo alle Finals contro i Los Angeles Lakers in sei gare.
La jersey si presenta completamente in tinta unita, il colore usato è il thropy gold, presente in molte divise degli anni passati. “Volevamo prendere quella striscia d’oro che rappresenta la nostra eredità nel campionato e la nostra lotta per i campionati in ogni anno e creare un’uniforme basata su questo”, ha riferito Michael McCullough, vicepresidente esecutivo degli Heat.
Los Angeles Clippers
Nel primo anno della coppia Leonard–George onestamente ci si aspettava di più. Arrivati come secondi nella conference, il cammino dei Clippers è stato subito incerto. Un 4 a 2 contro Dallas sembrava aver messo a tacere gli incubi, invece il problema è arrivato quando dopo essere andati sul 3-1 contro i Nuggets si sono fatti recuperare. Complici dei playoffs disastrosi di PG13 i Clippers non saranno stati sicuramente soddisfatti del loro rendimento.
La divisa si presenta grigia con la scritta clippers in evidenza, onestamente un po’ piatta.
Milwaukee Bucks
La franchigia del due volte MVP Giannis Antetokounmpo ha dimostrate alcune lacune, e come l’anno scorso dopo essere arrivata prima nella conference, non si è dimostrata all’altezza nella post season. Nel primo turno, hanno superato gli Orlando Magic, 4-1, prima di cadere alla fine agli Heat guidati da Jimmy Butler nelle semifinali di Conference in una serie di cinque partite.
La divisa è semplice, molto simile alle precedenti con dettagli gradevoli come le corna del cervo ai lati della jersey.
Los angeles Lakers
Il cammino dei Lakers ha riportato il titolo nella città losangelina, proprio nell’anno in cui la città ha perso il suo figlio più amato. Primi nella conference, hanno spazzato via prima i Blazers, poi i Rockets e infine i Nuggets. Tutte le serie sono finite 4-1 per i Lakers. Il finale era già stato scritto, contro i Miami Heat non ci fu storia. Troppo forti e motivati da qualcosa più grande di loro. For Kobe.
La maglia ricorda un po’ la Black Mamba con tonalità scure e design semplice. Unica jersey con dettagli oro a simboleggiare il trofeo portato a casa.
Orlando Magic
La stagione di Magic si è conclusa con il primo round dei playoffs NBA, quando sono caduti contro i Milwaukee Bucks guidati da Giannis Antetokounmpo in una serie di cinque partite. Niente di memorabile.
La jersey total white con il logo in grande funziona, il design è semplice ma gradevole.
Oklahoma City Thunder
Neanche per OKC c’è stata gloria ai playofsf. Sconfitti al primo turno dai Rockets, si portano a casa una partecipazione alla post-season ma niente di più.
Design già visto, si poteva fare meglio.
Philadelphia 76ers
Playoff da dimenticare per la città dell’amore fraterno. Usciti al primo turno contro i Boston Celtics, molti si chiedevano se il “Trust the process” si dovesse abbandonare, invece con il senno di poi, il roster funziona e si iniziano a vedere i frutti.
Design miminal con la Liberty Bell in primo piano, stona leggermente.
Portland trail Blazers
Le incredibili prestazioni di Lillard, inclusa una raffica di 61 punti, hanno portato Portland ai playoffs come 8° dopo una partita di play-in vincente prende tutto con i Memphis Grizzlies.
Una volta solidificati nel girone dei playoffs, i Blazers hanno strappato una partita del primo turno ai Los Angeles Lakers prima di cadere 4-1 per i campioni NBA.
Design elegante con strisce di diverse tonalità di grigrio.
Toronto Raptors
Orfani della loro stella Kawhi, i Raptors hanno sbalordito tutti arrivano come secondi alla post-season, dopo aver battuto degli acciaccati Brooklyn Nets, si sono dovuti arrendere in gara 7 a Tatum e i suoi Celtics.
Il design ripercorre la serie di jersey di quest’anno, aggiungendo il colore viola come predominante accostato al nero.
Utah Jazz
Epilogo drammatico per dei Jazz che si vedevano già alle semifinali di conference ma che si sono arresi alla rimonta dei Denver Nuggets. Serie playoffs non bellissima ma con una grande sfida stile campetto tra Mitchell e Murray.
La divisa verde con dettagli gialli risulta non del tutto funzionale.
16 divise per 16 storie, cammini, strade con un’unica destinazione, l’anello e il titolo NBA.

