3. Joel Embiid

Joel Embiid e Ben Simmons ci riprovano. La squadra attorno a loro è cambiata ancora, a partire dall’allenatore (Doc Rivers) al presidente (il geniale Daryl Morey) al personale in campo (Danny Green, Seth Curry, Dwigh Howard).
Lo scorso anno, Embiid chiuse con 23 punti e 11.6 rimbalzi di media in soli 29.5 minuti a partita, tentativo dei 76ers di preservarlo dagli infortuni che si sono presentati puntuali nel 2018 e 2019 ai playoffs. Tutto vano, perché a farsi male è stato Simmons e contro i Boston Celtics, dei Sixers decimati non hanno avuto chance al primo turno.
Con più tiratori (Curry e Green) il roster è tornato ad avere più senso e coerenza rispetto alla squadra anacronistica che ha giocato nel 2019\20, ed è anche più profonda con Howard, un Matisse Thybulle al secondo anno e la possibilità di variare quintetti con la presenza di Shake Milton, Danny Green, Terrance Ferguson (titolare per quasi due anni a OKC), Furkan Korkmaz e il rookie da Kentucky Tyrese Maxey.
La domanda è sempre la stessa: i 76ers sono la squadra di Joel Embiid o di Ben Simmons? Ecco un elemento che potrebbe portare sia noi che Joel a riflettere: Anthony Davis (classe 1993) e Giannis Antetokounmpo (classe 1994) sono già arrivati in cima alla montagna, nuove leve (Bam Adebayo) si fanno già avanti con carattere, Nikola Jokic non ha dalla sua premi individuali ma dei playoffs da gigante nelle ultime due stagioni. Embiid ha ancora l’aria di quello che si è attardato perché, in fondo, è convinto che recupererà in fretta il ritardo.
E allora gambe in spalla, Joel.


1 commento
I miei Early MVP sono: 1. Doncic, 2. Davis, 3. Curry, 4. Tatum, 5. Mitchell.
Menzioni d’onore: Lillard, James, Antetokounpo, Butler e Jokic.