Celtics Breakdown: chi lascerà Boston?
La preaseason sta quasi per volgere al termine e ci avviciniamo sempre di più al periodo più bello dell’anno: l’inizio della regular season.
I Boston Celtics stanno per finire le partite di avvicinamento alla regular season e si preparano a fare sul serio. La squadra del Massachusetts ha affrontato con il giusto atteggiamento le prime sei partite giocate giocate, salvo poi cadere malamente nell’ultima gara di ieri, tenutasi al TD Garden contro i Knicks di coach Hornacek. Non sono mancate note positive e negative. Di seguito una carrellata veloce dei risultati settimanali:
BOS @ BRK 100 – 97 (Horford 13 pts, Rozier 7 ast, Horford 9 rbs)
BOS @ NYK 119 – 107 (Hunter 17 pts, Jackson 6 ast, Johnson 6 rbs)
BOS vs BRK 120 – 99 (Thomas 19 pts, Green 4 ast, Jerebko 7 rbs)
BOS vs NYK 96 – 121 (Brown 17 punti, Jackson 4 ast, Young 7 rbs)
Guard power: Thomas e Bradley protagonisti

Isaiah Thomas che arringa il Garden
Il fattore che risalta più all’occhio, è sicuramente il miglioramento del reparto guardie con Isaiah Thomas che è sempre di più una minaccia quando accelera (capace di segnare in ogni modo e allo stesso tempo di servire il compagno più libero) nonostante le basse percentuali dal campo tenute nelle prime gare. Avery Bradley invece viene coinvolto maggiormente negli schemi offensivi di coach Stevens (anche dal punto di vista del playmaking). Il numero zero è entrato in modo prepotente nell’attacco bianco verde con prestazioni ottime al tiro, e confermandosi ancora della difesa, mettendosi in luce per i molti palloni vaganti catturati (2 nei primi 4 minuti contro i Knicks). Hunter e Young finalmente mostrano sprazzi di qualità, con giocate offensive cristalline, anche se alternate a momenti di buio totale. Sarà molto difficile per Danny Ainge decidere chi lasciare a casa.
Largo ai giovani: in evidenza Smart e Brown

Jaylen Brown al ferro
Dalla panchina, invece, sta emergendo Marcus Smart il quale è chiamato al definitivo salto di qualità, vista la dipartita di Evan Turner, finito ai Portland Trail Blazers con un quadriennale da 70 milioni. I progressi nel gioco del prodotto di Oklahoma State sono evidenti: il ragazzo ha lavorato molto quest’estate sul tiro da fuori e perfezionato la già ottima difesa che gli permette spesso e volentieri di marcare giocatori molto più fisici di lui.
Altro fattore importante per la stagione dei Celtics sarà l’inserimento di Jaylen Brown che sta mostrando sprazzi di atletismo pazzesco. Quando è impiegato da PF, però, soffre ancora a rimbalzo a causa della sua stazza, come testimonia la partita contro i Brooklyn Nets quando nel giro di pochi minuti ha concesso a Trevor Booker possessi extra per la sua squadra.
Reparto lunghi: correnti alterne
Il reparto lunghi, in generale, è dominato da una certa incostanza nelle prestazioni, Horford a parte. Le rotazioni non sono ancora complete in virtù dell’assenza di Kelly Olynyk, che deve recuperare dall’intervento alla spalla subito sul finire dell’estate. La coppia di lunghi titolare, Horford e Johnson, si completa alla perfezione: di solito è il numero 90 a prendere il 5 avversario in marcatura, ma la versatilità di questi due ragazzi fa si che si possano scambiare molto spesso di posizione.
Dalla panchina, per ora, Stevens ha provato diverse soluzioni, offrendo molti minuti a Zeller e Jerebko, ma ha anche provato in dosi massicce i quintetti da small-ball, con Crowder o Brown a ricoprire lo spot di PF, e Horford o Johnson nello spot di 5. Crowder può difensivamente dire la sua in questo ruolo, ma è inadatto a ricoprirlo con un minutaggio massiccio. Diverso è invece il discorso per Jerebko, che ha alternato sprazzi di una pallacanestro molto pulita a black out inspiegabili. Discorso diverso per Zeller, invece, parso molto in difficoltà nelle ultime due stagioni. In primis, Tyler deve cambiare atteggiamento: è forse l’unico elemento del roster a non aver evidenziato miglioramenti.
Da ultimi, Jordan Mickey e Ben Bentil hanno ricevuto un minutaggio limitato, mettendo a referto prestazioni non del tutto convincenti. L’ultimo probabilmente non farà parte del roster definitivo, mentre il secondo potrà forse strappare un contratto nel Maine, con i Red Claws, squadra della D-League affiliata ai Celtics, o rimanere a roster ricoprendo un ruolo limitato, viste alcune prestazioni abbastanza positive, soprattutto nella propria metà campo, come quella di ieri notte.
Osservati speciali: Green e Rozier positivi

Gerald Green
Anche Gerald Green e Terry Rozier si stanno ritagliando un buon ruolo da role players nel roster biancoverde:
l’atletismo di Green è congeniale su entrambi i lati del campo, mentre Rozier sembra sempre più convinto dei suoi mezzi offensivi, anche se la sua crescita ora dovrà concentrarsi anche sui fondamentali della difesa.
Green ha mostrato di avere nel suo arsenale offensivo non solo l’atletismo per attaccare il ferro, bensì anche il jump shot da piazzato o il tiro aperto da fuori. Discorso simile per Rozier, che sta dimostrando una facilità impressionante di attaccare il ferro con continuità e buoni risultati.
Lotta all’ultimo posto: chi lascerà il Massachussets?

James Young & R.J. Hunter
Dopo l’ultima gara di ieri, nella quale i candidati al taglio hanno mal figurato contro i Knicks, sarà molto difficile decidere chi rilasciare. Ricordiamo che ad oggi i Celtics contano 16 contratti garantiti a roster, più il non garantito di Bentil. Appreso che Bentil dovrà quasi sicuramente salutare, Ainge dovrà decidere chi rilasciare ancora per portare il roster a 15 elementi. Young e Hunter nella gara di ieri sono parsi ancora in difficoltà, viaggiando a correnti alterne, rendendo così la scelta del GM biancoverde ancora più difficile.
Qualche insider inserisce tra i possibili indiziati al taglio anche Gerald Green, ma arrivati a questo punto sembra proprio che uno tra Hunter e Young dovrà lasciare la franchigia del trifoglio. Hunter, nonostante la prestazione altalenante di ieri, sembra aver dato qualcosina in più rispetto al prodotto di Kentucky, che ha all’attivo anche una stagione in più.
Rotazioni: ancora tutto da definire
Il quintetto base della franchigia di Brad Stevens sembra piuttosto scontato: Thomas e Bradley formeranno il back-court titolare, mentre la front-line sarà composta da Crowder nello spot di SF, con Horford e Johnson a spartirsi il minutaggio negli spot di 4 e 5. I problemi arrivano nella definizione delle rotazioni dalla panchina, soprattutto alla luce dell’infortunio di Smart, che nella gara di ieri si è procurato una distorsione ad una caviglia che lo terrà lontano dal parquet almeno un paio di settimane.
La second unit, tuttavia, dovrebbe essere composta da Rozier e Smart nel back court, con Brown, Jerebko e Zeller sulla front-line, nonostante quest’ultimo abbia convinto ben poco. Pronti a dare il loro contributo dalla panchina ci saranno sicuramente Demetrius Jackson e Gerald Green (che avranno un minutaggio più elevato sino al ritorno di Smart), in attesa di sapere chi verrà tagliato e di recuperare il lungo canadese Kelly Olynyk.
Da chiarire invece, come già detto, le situazioni di Hunter, Young e Jordan Mickey, sempre nell’ipotesi più probabile che Bentil non faccia parte del roster che affronterà la Regular Season. Se Mickey dovesse restare a roster, e quindi non finire nel Maine, potrebbe trovare qualche minuto a discapito dello smarrito Zeller.
Per NBAPassion.com,
Gabriel Greotti & Salvatore Caligiuri
Follow us on Twitter:
