Era ancora un Thunder Enes Kanter, quando è arrivata la più grande delusione della sua vita extra-cestistica: il regime turco sulle sue tracce, il passaporto revocato, la possibilità di tornare nel suo paese d’origine e riabbracciare la famiglia totalmente vanificata. Per il capo di Stato Erdogan Enes Kanter è un dissidente pericoloso, un sovversivo che sfrutta una posizione di rilievo mediatico e sociale per attaccare il sistema presidenziale turco. Il big man ora è un giocatore dei Knicks, ma qualsiasi casacca possa indossare e qualunque possa essere la terra in cui vive, sembra determinato a combattere il regime sottolineando e commentando ogni giorno gli orrori e le cattiverie che la Turchia sta vivendo.
Lo fa a modo suo, Kanter, sui social network e con prese di posizione tra il serio e l’ironico, per far conoscere al mondo cosa significhi opporsi ad un sistema politico senza pietà né valori. Di recente, si è diffusa la voce che Erdogan stia cercando di processare il giocatore in absentia e condannarlo: si parlerebbe addirittura di 4 anni di reclusione in terra turca. Ma la replica del 25enne ex Fenerbahçe arriva ancora una volta in linea con la sua filosofia: “Ho pensato ‘Tutto qui? Solo 4 anni? Per tutte le schifezze che ho detto?’”, ha dichiarato Kanter a Ian Begley di ESPN prendendo una chiara posizione di contrasto e non-accettazione dell’ipotetico verdetto a lui riservato.
Continua quindi la lotta attiva ma pacifica dello “Stache Brother” di Steven Adams. Con il potente mezzo della parola, Kanter prosegue come sempre nella sua campagna: “La gente non capisce, chiede ‘Perché continui a fare tutto questo? Perché parli ancora?’ Sto solo cercando di essere la voce di tutti questi innocenti. Perché tutta questa gente innocente sta passando momenti davvero duri”. Questa consapevolezza di essere importante per i più deboli è d’aiuto anche sul parquet, e su quali siano gli stimoli per il prosieguo della stagione il turco non ha dubbi: “Se faremo i playoff, questo lo farà impazzire”, dice di Erdogan, “Perciò su questo sono concentrato al momento, semplicemente fare i playoff e far diventare matto quest’uomo”. Per quanto possa essere agguerrito Erdogan Enes Kanter lo sembra anche di più, e combatte la guerra dei giusti a suon di parole e pallacanestro.

