È recente la notizia dell’uscita dal contratto di Dwyane Wade con i Chicago Bulls, che approfitta di un buyout sul suo secondo anno di contratto passando a una “liquidazione” di 15.3 milioni di dollari a discapito dei 23.8 milioni di dollari previsti per la sua seconda stagione ai Bulls.
Sicuramente dopo una telenovela durata per tutta l’estate, ovvero dopo la cessione di Jimmy Butler ai Minnesota Timberwolves la notte del Draft, si erano capiti i piani della “scellerata” dirigenza Bulls, ovvero un tentativo di rebuilding svecchiando il roster per poter così puntare al medio periodo vista la presenza a Est di due contender come Cleveland e Boston e viste le loro poche chances di playoff. Di conseguenza la presenza di un veterano come Wade non era necessaria nel piano di rebuilding. Ora Wade è a tutti gli effetti un free agent e nelle prossime ore dovrà decidere dove giocare per la stagione 2017-2018. Ovviamente ci sono già delle franchigie interessate a mettere sotto contratto il tre volte campione NBA con i Miami Heat. Le franchigie che hanno pronta un’offerta sarebbero quattro al momento, dai Miami Heat hanno proposto un annuale di $4.2 milioni di dollari sfruttando una mid-level Exception, ai San Antonio Spurs con un contratto annuale da $3.3 milioni di dollari, fino ai Cleveland Cavaliers un anno a $2.5 milioni di dollari, e gli Oklahoma City Thunder un annuale a $2.3 milioni di dollari. Analizziamo le quattro offerte e cosa potrebbero offrire queste quattro squadre al giocatore a livello di ruolo in squadra.
MIAMI HEAT: questa sarebbe la soluzione economicamente più vantaggiosa per Wade per ammortizzare gli $8 milioni di dollari di taglio per il buyout, nonché sarebbe anche la soluzione più “romantica”, il ritorno alla base di un’icona degli Heat, ma paradossalmente sarebbe la meno idonea visto che Wade ha dichiarato che a 36 anni sente di nuovo la necessità di competere per il titolo. I Miami Heat, dopo aver riconfermato gran parte del roster della stagione 2016-2017 che ha compiuto l’impresa dopo una prima parte di stagione altalenante, ed è arrivata a un record di 30 vittorie e 11 sconfitte nella seconda parte di stagione mancando i playoff per un soffio, visto il livello piuttosto statico delle franchigie a Est potrebbero accedere ai playoff ma non sono molte le speranze di vederli arrivare a competere per l’anello NBA.
SAN ANTONIO SPURS: questa sarebbe a mio parere una buona scelta per Wade, essere allenato da coach Popovich e giocare insieme a uno dei migliori giocatori come Kawhi Leonard, ottimo interprete della fase offensiva e soprattutto difensiva del sistema Spurs. Questo ingaggio permetterebbe agli Spurs di riprendersi dopo una free agency vissuta molto sotto tono dalla franchigia texana, che si è fatta scappare giocatori importanti come Chris Paul e George Hill, visto anche l’infortunio di Tony Parker che lo terrà lontano dal parquet minimo fino dicembre. Probabilmente potrebbero fare più strada ai playoff rispetto all’ipotesi Heat.
CLEVELAND CAVALIERS: altra meta sentimentale per Wade, in quanto andrebbe a ritrovare l’amico fraterno LeBron James con cui ha vinto due titoli e cercare di portare a casa il quarto titolo nonché il terzo insieme a King James. In quest’ipotesi Wade avrebbe sempre un ruolo importante nel roster, partendo in quintetto al posto di JR Smith oppure in uscita dalla panchina pronto a giocare minuti importanti. L’unico problema è il sovraffollamento della panchina dei Cavs piena di giocatori che ricoprono lo stesso ruolo di Wade, ovvero guardia-ala piccola, come Shumpert, Korver e JR Smith.
OKLAHOMA CITY THUNDER: questa sarebbe la ciliegina sulla torta per Sam Presti. Dopo aver stravolto gli equilibri della Eastern Conference portando a ovest Paul George e Carmelo Anthony, questo potrebbe essere l’ennesimo capolavoro della dirigenza dei Thunder. Ancora da capire il ruolo che ricoprirebbe nelle rotazioni, cioè se sarebbe in quintetto al posto di Roberson o se, ipotesi più plausibile, partisse dalla panchina facendo il sesto uomo in una panchina per il momento non troppo lunga e senza troppi gregari di qualità. Di sicuro partendo dalla panchina i minuti non gli mancherebbero e i Thunder potrebbero impensierire un po’ di più i Warriors.
Si prevedono 48 ore movimentate per Wade, sperando che la decisione che prenderà non si risolverà in un nulla di fatto come quella dello scorso anno di ritornare a Chicago.
Per NBAPassion,
Giovanni Rinaldi

