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Goran Dragic: il “drago” di South beach incanta durante Eurobasket

di Pierluigi Ninni
Goran Dragic.

Il giocatore dei Miami Heat Goran Dragic è il principale artefice della cavalcata slovena in quest’inizio d’Europeo ed è già un idolo in quel di Helsinki. Dragic che, sui social, si è ormai soprannominato il “drago”. (the_1_dragon su Instagram)

Negli ultimi anni, in Europa, le grandi manifestazioni continentali sia di club che delle nazionali sono state quasi sempre risolte dai playmaker. Basti pensare che tra gli ultimi 5 MVP di Eurolega vi sono 4 playmaker (Spanoulis, Rodriguez, De Colo e Llull) e che negli ultimi anni le  vincitrici dell’ Europeo, ovvero Spagna e Francia, sono state pilotate in cabina di regia da playmaker sempre decisivi come Tony Parker e Juan Carlos Navarro.

Ecco, Goran Dragic è in questo momento il faro di una nazionale, la Slovenia, che sta stupendo tutti ad Helsinki per la mole di gioco prodotta e per le varie soluzioni d’ attacco che esprime. E Goran è proprio l’ esempio più limpido di duttilità. Segna da tre, conclude azioni corali, attacca il ferro, assiste e smarca i compagni in posizione 3-4 per la tripla. Fa semplicemente tutto quello che un playmaker di qualità può e deve fare. Proprio dal suo risveglio dopo una pausa presa nel primo tempo, che è iniziata la rimonta slovena che ha portato alla terza vittoria consecutiva contro la Grecia. Goran Dragic, finora in questo torneo, tira con il 49% dal campo ed ha la media punti più alta della manifestazione ( 26.3): numero da trascinatore, che se mantenuti permetterebbero alla Slovenia di centrare un risultato storico e al “folletto” ex Phoenix Suns di lottare per l’ MVP.

Sprazzi di assoluta qualità si erano già intravisti nella scorsa stagione NBA, la seconda per lui ai Miami Heat. Goran Dragic, infatti, ha concluso la stagione regolare con la media di punti più alta della sua carriera NBA (20.3), portando gli Heat ad un ottimo record di 41 vittorie e 41 sconfitte per una squadra in via di rinnovamento dopo l’era James, Wade e Bosh. A South Beach è amatissimo e ha già fatto intendere alla piazza di puntare ai play-off la prossima stagione, migliorando ancora di più la fase offensiva e il suo lavoro a servizio della squadra, incrementando la sua media di assist. Per un giocatore che in carriera ha vinto il Most Improved Player of the Year nel 2014, il processo di crescita e miglioramento è sempre ben accetto e soprattutto non termina mai in tutta la carriera.

Chissà se la prossima stagione NBA non possa essere quella della consacrazione per Goran Dragic che, approfittando di un notevole indebolimento della Eastern Conference, potrebbe riportare gli Heat ai play-off dopo un solo anno di assenza. Intanto ce lo godiamo all’opera all’ Europeo, perché il “drago” è pronto per diventare grande e non vuole smettere di entusiasmare la platea.

Pierluigi Ninni

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