Home NBA, National Basketball AssociationNBA News“Senza Duncan ho un buco nello stomaco”

“Senza Duncan ho un buco nello stomaco”

di Giovanni Cardarello
tim duncan

Ebbene si anche Gregg Popovich prova dei sentimenti. Dopo aver trascorso le ultime 19 stagioni dell’NBA insieme a Tim Duncan, quest’estate è arrivato il momento, sportivamente parlando, di separarsi.

Ho un buco nello stomaco“, ha detto Popovich al giornalista Buck Harvey del San Antonio Express-News. “La maggior parte delle persone non sono sposate da 19 anni.

Insieme, Popovich e Duncan, hanno formato una delle più grandi coppie allenatore-giocatore nella storia della NBA, vincendo ben cinque titoli NBA (1999, 2003, 2005, 2007, 2014), essendo inoltre gli unici della franchigia, con una percentuale complessiva di vittorie dello di 0,71%.

Mentre il Capo Allenatore degli Spurs ammette senza vergogna che la vita senza Duncan sarà difficile, sta però per iniziare una nuova sfida, sperando che l’attuale roster di San Antonio sia in grado di sopperire l’assenza di Duncan.

Come allenatore ho a che fare con il materiale umano che mi mette a disposizione il management – ha detto Popovich – e io sono entusiasta di quello che abbiamo. Abbiamo sempre la stessa cultura e la stessa filosofia. Una buona fase difensiva e una gran voglia di vincere nonostante non ci sia più una delle più grandi ali di tutti i tempi a giocare con noi“. I San Antonio Spurs dopo la brutta delusione dell’uscita dai Play-off nella scorsa stagione inizieranno il campionato il 25 Ottobre contro l’altra grande delusa del 2016, i Golden State Warriors che avranno però nel motore un Kevin Durant in più.

Tim Duncan nel frattempo, a parte una veloce intervista concessa un suo amico giornalista, è completamente scomparso dai radar. Il suo ritiro è avvenuto in silenzio, senza pubblicità e riflettori, come del resto è stato lo stile di tutta la sua carriera. Duncan però non è ancora di fatto mai uscito dagli Spurs e da qualche giorno sta girando la clamorosa voce che in futuro possa esserci per lui un posto all’interno dell’organizzazione. Non è difficile immaginare che non sarà mai allenatore ma è ipotizzabile che possa dedicarsi allo scouting di nuovi campioni da portare nella franchigia seguendo il metodo di Popovich e Buford per selezionare talenti, un metodo che lo ha sempre affascinato.

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