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Luka Doncic: “NBA? Per ora penso solo al Real”

di Luca Grassetti

Ad Istanbul c’è una stella di talento che brilla e che è pronta ad illuminare lo spettacolo della finale (ahimé per il Real Madrid) per il terzo/quarto posto delle Final Four: quella di Luka Doncic.

Il talentino sloveno classe 99′ è in assoluto il giocatore più giovane ad approdare ad una Final Four con un ruolo così determinante per la sua squadra; molte delle possibilità del Real di alzare al cielo il trofeo dipendevano dalle sue performance.

Riporre così tante speranze in un ragazzino così giovane potrebbe essere considerato un azzardo; Doncic qualche settimana fa ha però dimostrato una notevole energia mentale passando nel giro di 48 ore dal soffrire in lacrime in panchina nella sconfitta di gara 2 contro il Darussafaka ad essere MVP delle due successive partite di Istanbul che hanno regalato al Real le Final Four.

Le lacrime di Doncic in gara 2 di playoff testimoniano la fragilità di un 18enne

Sempre ad Istanbul, ma in un altro palazzetto, prosegue la strepitosa avventura del talentino che, davanti alle telecamere, si mostra come al solito disinvolto e per nulla impaurito di un’ impresa che a soli 19 anni sembra più grande di lui.

I temi toccati sono sempre i soliti quando si ha a che fare con dei talenti assoluti: i paragoni, le ambizioni e le aspettative.

A proposito delle emozioni e delle impressioni che suscitano le Final Four di Eurolega rimanda al ricordo di quando solo due anni fa disputava la Next Generation Tournament e ammirava da lontano i campioni con cui, a sua insaputa, si sarebbe dovuto contendere il torneo qualche anno dopo.

Doncic alla sua stagione d’esordio nei professionisti, quando ancora indossava la maglia numero 17

Davanti al paragone con Toni Kukoc e Dejan Bodiroga e associato ad un imminente futuro in NBA si sente davvero stupito e meravigliato ma pare non voler staccare la testa dal pensiero che ora occupa la sua testa: conquistare un trofeo con i Blancos nei prossimi anni. Le sue ambizioni si percepiscono anche quando parla del suo ruolo in campo, dove non si considera soltanto in grado di garantire freschezza ed energia ai veterani della squadra, ma preferisce tenere la palla in mano e prendersi responsabilità.

Il fatto di sentirsi già un leader in campo, abbinate ad un talento fuori dal comune sono i fattori che gli hanno permesso un così sorprendente salto di qualità e che rendono Doncic così speciale rispetto a tanti suoi coetanei: semplicemente un predestinato

 

 

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