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Non è mai troppo presto: i restricted free agent 2018

di Jacopo Di Francesco

Ma come? Neanche una settimana, infortuni da finire in analisi, i pugili di Chicago, Carmelo in versione Dante che annuncia l’ascesa dall’inferno, e qui si parla già di free agent e robe varie?

L’NBA è anche questo: il contract year è quello più importante per un giocatore in sviluppo, ma anche per uno sul viale del tramonto. Un role player in una squadra da playoff può acquisire un nuovo status e aiutare a riportare sulla mappa una città in ricostruzione; se sei un gm della lega più seguita al mondo, preferisci pensare con un anno d’anticipo, piuttosto che con un giorno di ritardo.

E la prossima estate sarà molto movimentata: della draft class 2014, solo in quattro hanno già monetizzato: Andrew Wiggins e Joel Embiid hanno già ottenuto il massimo salariale, e alzi la mano chi non li avrebbe blindati. Denver punta forte su Gary Harris (84 milioni in 4 anni) stesso dicasi per i Suns con TJ Warren, (50×4).

E’molto difficile fare previsioni delle offerte, come nel caso di Tim Hardaway Jr, beneficiario di un contratto che probabilmente neanche lui si sarebbero aspettato. Ma prendiamoci il rischio.

1) Jabari Parker

Per l’interesse di entrambe le parti, non si è neanche parlato di un prolungamento nell’ultima offseason: il ginocchio del ventiduenne da Chicago non dà certezze, ma nelle 30 partite consecutive che ha giocato nel finale della passata stagione i Bucks sono andati 21-9. Il talento del prodotto di Duke non si può discutere, è passato al piano di sopra con un hype clamoroso e giustificato. Mette in campo il tiro su cui Giannis Antetokounmpo sta lavorando,e ha il primo passo che manca al sempre più efficace Khris Middleton, mentre questi ultimi spesso riescono a compensare le mancanze difensive del numero 12.

From Simeon Hs, giocatore moderno se ce n’è uno

Questo sarà l’anno decisivo, soprattutto per valutare quali saranno le reali prospettive fisiche per Jabari. Il front office di Milwaukee ha già fatto sapere che la decisione non sarà troppo influenzata da questa stagione, essendo Parker “il presente e il futuro della franchigia”.Mark Bartelstein, il suo agente, l’anno scorso ha fatto firmare dei massimi a Bradley Beal e Gordon Hayward, e di certo troverà chi avanzerà quest’offerta: i Bulls per il ritorno a casa e il progetto giovani? Washington per diventare davvero una contender? Di certo in Wisconsin non hanno in mente di pagarlo più del 34, ma faranno un’offerta vicina, che probabilmente lo tratterà ancora per molto tra laghi e boschi, sotto la guida di Jason Kidd.

Offerta: 108×4 pareggiata da Milwaukee.

 

2) Jusuf Nurkic

Il tempismo, in NBA, conta molto. Jusuf Nurkic è per certi versi un giocatore d’altri tempi, ma la disperata necessità di Portland di avere un terzo violino insieme al jolly McCollum l’ha aiutato a trovare un ottimo habitat tra i pini dell’Oregon, quando a Denver viveva all’ombra di Nikola Jokic.

Fisico imponente e mani educate

Scelta che si è rivelata l’ideale anche per la dirigenza dei Trail Blazers. Tuttavia, nonostante le medie di livello (15 punti, 10 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate)  sarà difficile che arrivino offerte migliori di quella che farà Portland, nonostante il bosniaco si nettamente uno dei miglior centri tra quelli disponibili da giugno, aldilà del sempre più enigmatico DeMarcus Cousins: gli altri saranno Capela, Jordan, Brook Lopez e Kanter. Considerando le velleità mai sopite di Portland di fare l’ultimo passo verso la vetta, apparentemente sempre più irraggiungibile, della Western Conference, un annuale a cifre alte potrebbe essere l’opzione migliore, anche tenendo in conto che quella dei Blazers non è la soluzione salariale più comoda della lega.

Offerta: 3×57 da Portland.

 

3) Aaron Gordon

No, non è solo spettacolare. Il prodotto di Arizona ha solo 22 anni, e oltre ad aver avuto un periodo complicato a livello fisico, gli ultimi quattro allenatori di Orlando hanno, anche anacronisticamente, caricato il pitturato con lunghi pesanti. Sta lavorando sul tiro, diventare efficace in catch and shooting darebbe una grande spinta al suo gioco, aprendo strade verso il ferro che sicuramente saprebbe sfruttare a dovere. Nella scorsa stagione, quando è tornato nel suo naturale spot da 4, ha fatto registrare 16 punti e 6 rimbalzi (anche qui ci sono grandi margini di miglioramento) col 50.6% dal campo. A questo, possibile grazie ad una conclamata etica del lavoro, vanno aggiunte una difesa solida che ha sempre avuto e una buona capacità di palleggio.

Gordon è un giocatore potenzialmente polivalente.

C’è troppo per non tentare qualche franchigia dei bassifondi a non offrire il massimo, ma in Florida non sono nelle condizioni di perdere uno dei pochi pezzi pregiati.

Offerta: 108×4 pareggiata da Orlando.

 

4) Clint Capela 

Classico dubbio amletico: Capela ha cifre da centro di medio-alto livello per il sistema di Mike D’Antoni e la presenza di un James Harden finalmente uomo squadra, o sarebbe capace di rivelarsi importante anche altrove? Un 2.07 da 100 chili, con quell’atletismo, non può passare inosservato, soprattutto considerando che ha aumentato del 16% la sua statistica di tiri dal campo, mentre ai liberi ha raggiunto il 67%.

Capela è funzionale come pochi in questo sistema.

Solo dodici giocatori in NBA hanno portato più blocchi del nativo di Ginevra, e quest’anno avrà in squadra due dei migliori cinque gestori del pick and roll, grazie alla firma di Chris Paul. Quindi potrebbe unirsi a Andre Drummond e DeAndre Jordan nel club degli unici al 70% dal campo. Clint probabilmente non ha la minima intenzione di lasciare il Texas, così come i Rockets non vogliono salutarlo, dovendo rifirmare Ariza e CP3. Difficilmente troveranno di meglio alle cifre che il prodotto dell’Elan Chalon accetterebbe.

Offerta: 3×42 pareggiata da Houston.

 

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