Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsSu Phil Jackson Kerr non ha dubbi: “Ci vuole anche fortuna in NBA per vincere”

Su Phil Jackson Kerr non ha dubbi: “Ci vuole anche fortuna in NBA per vincere”

di Claudio Zagara
Phil Jackson Kerr

Nella National Basketball Association niente e nessuno dura per sempre. La regola per vincere, per rimanere sulla cresta dell’onda, è anche avere fortuna. Lo assicura Steve Kerr, che dal canto suo giusto qualcosa della NBA dovrebbe averla capita. Intervistato sulla questione Phil Jackson Kerr, coach dei Golden State Warriors, all’attivo cinque titoli da giocatore e due da allenatore, ha espresso affetto e solidarietà per l’ormai ex boss dei Knicks. Ma non senza precisare che il destino gioca sempre un ruolo importante.

Per Kerr Phil Jackson non ha condotto i Knicks nel baratro da solo, così come molti sostengono. Piuttosto, inquadrando questo momento della carriera di Jackson in un contesto molto più ampio e quasi esistenziale, il carismatico coach dei Warriors ha definito il suo amico e allenatore ai tempi dei Bulls “probabilmente destinato alla fase di declino”.

Per l’allenatore campione in carica quindi, in questo dibattito che da mesi attanaglia i newyorkers nonostante l’abbandono di Jackson ormai alle spalle, non c’è un vero ed unico responsabile se non un misto tra una cattiva gestione, un gioco non all’altezza degli standard e una buona dose di sfortuna. “Phil questo lo sa meglio di chiunque altro” – precisa con certezza Kerr – “Puoi essere davvero fortunato ed essere l’erede di Michael Jordan e puoi essere anche sfortunato e le cose non vanno a modo tuo. Fa tutto parte del gioco”.

Con Phil Jackson Kerr ha più che un semplice legame giocatore-allenatore. I due insieme sono stati vincenti, campioni, parte di quei Chicago Bulls circondati da un alone di magia e desiderio. Bulls che ad oggi, a detta dei nostalgici, nemmeno gli “splash brothers” e KD possono eguagliare in termini di successi e prestazioni.

Che Jackson sia un vincente per definizione è indubbio. 11 titoli da allenatore, 2 da giocatore: il totale recita 13 titoli in carriera. Non male per uno che è stato cacciato dalla porta principale dopo aver draftato Porzingis e Ntilikina ed invertito un trend negativo con la scelta di Jeff Hornacek come head coach. Cacciato sì, ma da una franchigia che è stanca di non vincere e che per storia e fascino non è seconda davvero a nessuno. E Phil Jackson nemmeno, è solo un po’ di sfortuna.

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