NBA Prediction 2015-2016: Brooklyn Nets

di Luigi Ercolani

Brooklyn Nets: record  26-56

Non sono i cugini di campagna, perché non si può considerare campagna un quartiere che dà lavoro a 410.000 persone soprattutto in ambito tecnologico e finanziario, ma comunque nella mente degli appassionati e non solo i Nets restano il back-up dei Knicks, come d’altronde Brooklyn è considerata il back-up di Manhattan.

Peraltro, la percezione non è stata scalfita neanche nel periodo in cui la franchigia si era rifugiata in New Jersey, dopo che il board NBA, al momento della annessione della ABA, aveva espresso perplessità (eufemismo) sull’andare a intaccare la zona di mercato di New York, dove allora giocavano i Nets, che era già coperta dai Knicks. E non è questione di record vincenti o meno, o di tituli, sezione in cui entrambe le squadre latitano enormemente, per la posizione geografica che occupano. In fondo si sa che la Grande Mela ha una tradizione più florida nel basket di strada che in quello professionistico, con qualche lampo nel college che si perde nell’alba dei tempi.

Una magnifica vista notturna del ponte di Brooklyn

Una magnifica vista notturna del ponte di Brooklyn

È questione di prestigio: come già detto, i Knicks simboleggiano Manhattan, ovvero il cuore del mercato globale (quanto questa definizione durerà, non è dato saperlo). Da questo punto di vista, la triade Prokhorov – Billy King – Jay-Z ha lavorato per dare lustro alla franchigia e aiutarla a costruirsi un’identità propria, e in questo senso passi avanti ne sono stati fatti. Arrivando, nelle ultime stagioni, persino a una gestione meno scriteriata rispetto a quella dei manhattaniani.

Movimenti di mercato
Su questo fronte si sono fatti passi indietro rispetto all’anno passato. Si sono persi Deron Williams, che resta un signor numerosi playmaker, Alan Anderson, sempre pronto a garantire minuti di qualità, e Mason Plumlee, che potrà non essere un fenomeno però ha la forza giusta e il physique du rôle per battagliare nelle intasate aree NBA. I sostituti sono tutto sommato insufficienti per poter sperare di agguantare i playoff: se infatti Bargnani, finalmente legittimato da un Eurobasket ad alto livello agonistico, rappresenta un upgrade rispetto a Plumlee in termini di possibilità di mismatch e di pericolosità, non si possono definire tali né Wayne EllingtonThaddeus Young, due che calcano da anni i parquet della Lega senza avere ben definito il loro ruolo. Dahntay Jones è venuto a portare esperienza e difesa ma non è un risolutore, e di sicuro non si può chiedere subito a Ryan Boatright o a Rondae Hollis – Jefferson di dare una mano subito.

Il back-court dei Nets, Jarrett Jack - Joe Johnson

Il back-court dei Nets, Jarrett Jack – Joe Johnson

Quintetto Base
Non si scappa, la coperta è cortissima. Il back court sarà composto da Jarret Jack e Bogdanovic, in ala piccola capitan Joe Johnson e come lunghi Bargnani e Brook Lopez. Va detto a onor del vero che ESPN mette Young nello spot di ala forte ma, vista la predilezione di coach Hollins per i “4” con mani dolci (cioè Z-Bo) è plausibile che Andreone nostro possa lecitamente aspirare a un posto nello starting five.

Aspettative prossima stagione
Non ci nascondiamo, basse. Il record previsto è un 26-56, e non ci dovrebbe discostare molto, in positivo o in negativo. Un numero così alto, per una franchigia che ha perso molto, è dovuto soprattutto alla assoluta qualità del quintetto di partenza, composto da giocatori che potrebbero benissimo far parte del roster di qualsiasi pretendente al titolo.

Andrea Bargnani ad inizio della suo nuova avventura nella Grande Mela

Andrea Bargnani ad inizio della suo nuova avventura nella Grande Mela

Giocatore Chiave
Andrea Bargnani. Le critiche di Phil Jackson sono piovute dopo la firma del Mago con i Nets, ma sono apparse un po’ingenerose per la verità, visto soprattutto che sembravano frutto di una etichetta che gli si è appiccata addosso (quella di giocatore perdente, morbido e lavativo) senza mai staccarsi, quasi che persino coach Zen avesse adattato i fatti alle teorie, invece che le teorie ai fatti.
Resta però una cosa, ribadita dall’estate in maglia azzurra: Bargnani resta un’ala di profonda qualità, capace di partire da lontano, mettere palla per terra e creare difficoltà ai pariruolo, grazie soprattutto alla qualità delle sue mani e alla sua intelligenza cestistica, che gli suggerisce il tiro migliore da prendere o il passaggio più pericoloso da servire al compagno. Se metterà a frutto tutto ciò, Brooklyn potrebbe ritagliarsi un angolo di luce. Non grande, ma in grado di scaldarla in attesa di tempi più proficui.

Possibile Sorpresa
Oltre all’esplosione di Bojan Bogdanovic, la sorpresa potrebbe essere il veterano Jarrett Jack. Una vita spesa a passare la palla e a fare da cambio a compagni più famosi, Jack ha una la chance di un posto da titolare. Non è mai stato troppo creativo né realizzatore, ma ordinato sì, generoso sì, solido sì. Potrebbe bastare, per mettere in ritmo tutte le bocche da fuoco dei Nets. La classe operaia va in paradiso, no?

Per NBA Passion

Luigi Condor Ercolani

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