Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsIndiana PacersNBA Prediction 2015-2016: Indiana Pacers

NBA Prediction 2015-2016: Indiana Pacers

di Morgan Sala

Record: 41 – 41

I Pacers arrivano da una difficile stagione, in cui non sono riusciti ad accedere ai playoffs, dopo aver passato le due precedenti a giocarsi il titolo di campioni della Eastern Conference.
La causa principale di questo brusco calo la ritroviamo con l’assenza di Paul George, fuori quasi tutto lo scorso anno per un gravissimo infortunio rimediato la scorsa estate durante un allenamento con il team USA.
Ma non è solo questo il motivo infatti: con PG13 fuori dai giochi ci si aspettava un Roy Hibbert diverso, con più leadership, ma cosi non è stato.
Le uniche due cose positive registrate sono state il grande miglioramento di Solomon Hill (dovuto anche al maggior minutaggio) e George Hill, che ha fatto un ulteriore step dimostrandosi quasi sempre all’altezza di poter dirigere le operazione sul parquet.
Era chiaro che sarebbe stata necessaria una svolta, e Larry Bird durante quest’ultima estate ha cambiato radicalmente look e mentalità alla squadra.

Nella notte del Draft i Pacers selezionano con la 11^ chiamata assoluta Myles Turner, interessantissimo lungo classe ’94 con una mano molto morbida e gran stoppatore. E con la 43^ chiamata Joseph Young, playmaker classe ’92 da tenere d’occhio per il futuro e non solo (possibile steal of the draft?).

MOVIMENTI DI MERCATO

La prima mossa che il front office compie durante la offseason è quella di spedire senza troppi complimenti Roy Hibbert ai Los Angeles Lakers in cambio di una scelta.
Infastidito dal comportamento che la dirigenza ha riservato all’ormai ex centro, David West ha decide di non accettare l’offerta dei Pacers e si trasferisce in Texas, sponda San Antonio Spurs. Successivamente arriva Chase Budinger dai Minnesota Timberwolves in cambio di Damjan Rudez.
La squadra non  ha poi proposto nuovi contratti a Chris Copeland, Luis Scola, Donald Sloan ed Andrew Bynum che quindi sono andati via da Indianapolis.
Il 15 luglio viene firmato l’ex Lakers Jordan Hill, ma è il giorno dopo che gli Indiana Pacers fanno il colpo grosso: quadriennale da $44 milioni per Monta Ellis. Da molti considerato il più grosso affare concluso in questa calda estate, secondo solo a quello di LaMarcus Aldridge.
Altra mossa fondamentale è stata la rifirma di Rodney Stuckey, ed in minor parte quella di Lavoy Allen.
Oltre ai 2 rookie sopracitati, se ne aggiunge un terzo arrivato da Cleveland: il lungo Rakeem Christmas.
Con l’acquisto di Toney Douglas, Glenn Robinson III e la rifirma di Shane Whittington il nuovo roster è al completo.

I tre rookie, da sinistra Christmas, Young e Turner

I tre rookie, da sinistra Christmas, Young e Turner

STARTING FIVE

La scelta dei cinque titolari è stato uno dei temi più caldi delle ultime settimane. Se non c’è nessuna ombra di dubbio che Paul George sia uno dei cinque, lo stesso non si può dire riguardo al suo ruolo: la dichiarazione di Larry Bird che vorrebbe l’ex Fresno nel ruolo di 4 ha fatto scalpore creando molta attenzione da parte dei media. All’inizio il diretto interessato si è mostrato dubbioso, ma ha poi cambiato idea rendendosi disponibile a qualsiasi cosa per il bene della squadra.
Lo starting five dovrebbe (usare il condizionale è d’obbligo) quindi essere:
– George Hill
– Monta Ellis
– C.J. Miles
– Paul George
– J. Hill / I. Mahinmi

Un quintetto basso improntato quindi ad un basket veloce, anche i Pacers hanno deciso di andare nella direzione che molte squadre hanno deciso di seguire negli ultimi anni: la filosofia small ball.

ASPETTATIVE

La squadra avrà non poche pressioni, soprattutto George, che al rientro dall’infortunio dovrà dimostrare di essere ancora in grado di giocare ai livelli a cui ci ha abituato.
L’obiettivo minimo sono i Playoffs, ma  molto dipenderà da come e da quanto in fretta riusciranno ad adattarsi al nuovo sistema di gioco: il talento non manca e la voglia di riscatto nemmeno.
Il problema principale della squadra è la difesa contro squadre con lunghi dominanti, che d’altronde è il difetto/caratteristica dello small ball. Tuttavia, se durante la stagione arrivasse in Indiana un vero rim protector allora si potrebbe aspirare anche al fattore campo nella postseason.

GIOCATORE CHIAVE

Dire che il futuro è nelle mani di Paul George è scontato: se torna quello di un tempo allora avremo un futuro roseo, in caso contrario sarebbe un grosso problema e l’NBA avrebbe perso uno dei suoi top player.
Escludendo quindi PG13, il giocatore chiave potrebbe essere
Monta Ellis.
Il nuovo arrivato ha portato con se un bagaglio offensivo enorme, ball handling, regia, attributi nei momenti chiave e tanta energia.
Insomma una boccata d’aria fresca e, se si inserisce bene, può essere l’elemento che fa fare lo step necessario alla squadra per tornare ai vertici della Eastern Conference.

Monta Ellis in preseason contro i Detroit Pistons.

Monta Ellis in preseason contro i Detroit Pistons.

Glenn Robinson III dopo aver passato la sua prima stagione tra Minnesota e Philadelphia giocando pochi minuti in sole 35 partite, sembra aver trovato la quadratura del cerchio in questa sua nuova avventura in maglia Pacers.
Se il figlio d’arte continua a giocare come sta facendo in questa preseason potrebbe essere una sorpresa inaspettata e si guadagnerebbe finalmente un posto nelle rotazioni.

Quella che sta per arrivare è una stagione importantissima per Larry Bird e la sua squadra, non ci resta che fare il conto alla rovescia!

Per NBA Passion,
Morgan Sala

 

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