Notte NBA ricca di emozioni: la più grande impresa avviene a Boston, dove Jared Sullinger, nella vittoria per 88-83 su Toronto, diventa il primo giocatore dei Celtics dopo sua maestà Larry Bird (1987) a realizzare 25 punti, prendere 20 rimbalzi e fornire 4 assist ai compagni.
Vittoria clamorosa e rumorosa quella dei Nuggets in casa Golden State: Curry ne mette 24, 21 Thompson e 28 (il top scorer della gara) Lee, ma non bastano contro un Hickson da 24 rimbalzi, 2 assist e 13 punti, aiutato da il solito Lawson e Chandler con 22 punti. Risultato finale 123-116, con la ventesima vittoria stagionale per la franchigia che aspetta ancora il nostro Danilo Gallinari.
Fiato sul collo per i Mavericks, che perdono a Los Angeles e cominciano a sentire la pressione di Denver: i Clippers passano per 129-127, con super Redick da 33 punti, coadiuvato da Barnes (25) e Griffin (23).
L’altra pretendente per i PO, Phoenix, vince in casa, 121-114 contro i disastrosi Lakers, arrivati sul fondo del barile, con la 6a sconfitta consecutiva; la botta decisiva la prendono però i Timberwolves che impattano in casa contro Rudy Gay e Cousins, e chiudono 108-111 con la seconda sconfitta consecutiva. Male ancora Nola che perde a New Orleans contro i Rockets, per 100-103, e restano ancorati a quota 15 vittorie, troppo poche per rientrare in corsa per l’ottavo posto.
Le vittorie di Spurs e Blazers sono invece scontate: San Antonio suda però sette camice contro Utah, imponendosi per 105-109 con Belinelli a quota 15 punti e 7 rimbalzi; per Portland vittoria agile in casa su Cleveland, per 108-96. Passano anche i Grizzlies a Milwakee, dove i Bucks perdono la settima gara consecutiva e rientrano in corsa prepotentemente, visto l’andamento non costante di Dallas e Phoenix, e grazie soprattutto ad un ritrovato Marc Gasol, sempre più leader di Memphis.
Ad Est vittoria di Washington su Miami, per 114-97, neanche troppo inaspettata, visto che gli Heat stanno tirando il fiato (3 sconfitte consecutive). Vincono 76ers per 95-92 sui Bobcats e i Bulls 128-125 ad Orlando dopo 3 tempi supplementari.
M.T.



