Scriveva George Eliot, scrittrice nell’età vittoriana:
“Gli angeli vengono a trovarci, e li riconosciamo solo quando se ne sono andati”
Quell’angelo però deve ancora arrivare..
All’anagrafe Kevin Wayne Durant, viene al mondo il 29 settembre 1988, da madre Wanda Durant e papà Wayne Wyatt
I Durant vivono a Prince Town, periferia parte dell’agglomerato urbano di DC.
Gran parte di quella zona periferica di Washington è nera : la parte più a Nord è carattetizzata dalla presenza di individui prevalentemente benestanti.
Più a Sud, a poco più di qualche miglio, è il tasso di crimininalità a dare il benvenuto prim’ancora delle inserzioni pubblicitarie sulla tangenziale.
Com’è più che logico aspettarsi da storie di questo tipo, il signor Durant fa le valige poco dopo aver dato il benvenuto all’ultimo dei propri pargoli : tocca a Mamma Wanda tirar su Kevin, Tony e sorellina in quella DC ben poco tranquilla.
Kev diventa ben presto il più alto della scuola, tanto da spingere gli insegnanti a piazzarlo in fondo alla fila.
“Essere così alto ti tornerà utile nella vita, Kevin”: gli ripeteva sempre Nonna Barbara, indubbiamente una delle figure più sagge ed importanti nell’adolescenza del ragazzo.
Il Seat Pleasant Recreation Center rappresenta per Kevin il punto nevralgico della sua formazione come giocatore : mamma Wanda lo affida nelle le sapienti mani di Charles Craig (e Taras Brown, detto “Stink”) allenatore del centro sportivo polifunzionale.
Il giovane Kevin mira immediatamente a fare impressione a Chucky, e ci riesce grazie ben presto : il talento cristallino unito all’indole calma ed attenta del coach fa si che tra i due si crei ben presto un rapporto che va oltre la pallacanestro.
Chucky c’era quando Kevin non riusciva a permettersi il pranzo, era lì quando non poteva permettersi il biglietto per il cinema o per una partita dei Wizards.
Chucky c’era sempre per lui, esattamente come un angelo custode
Chucky, assistito dal collega Stink, non risparmia nulla al giovane, nonostante lo adori : allenamenti intensi, corse in notturna su per la collinetta nei pressi del Rec, il tutto senza dimenticare “The Frozen Shot Of Dead”: semplicemente un’ora sdraiato con palla medica da 8 chilogrammi che piega il polso e fa non poco dolore a chi ne è sottoposto.
Craig fa fa tutto ciò che è necessario per perfezionare tutto quel talento.
Alle medie la situazione non era tra le più facili : i compagni di squadra non lo vedono di buon’occhio, spesso non gli passano la palla o semplicemente invidiosi di lui.
Al punto tale che il piccolo Kevin decide di abbandonare, è solo grazie a a mamma Wanda che decide di continuare a combattere, incoraggiandolo e motivandolo.
Il ragazzo fa tesoro di tutto ciò che gli viene detto, tiene duro onorando i i sacrifici che compie per tirar su lui ed il fratello Tony.
Promette che, un giorno non molto lontano, sarebbe diventato un giocatore NBA.
A soli 11 anni conduce i Prince George Jaguars alla doppietta per il titolo nazionale, portandone a casa due di fila, coach Craig gli fa indossare il numero 24, mamma Wanda urla divertita dagli spalti :
“Give him 23!”
Il talento è di quelli cristallini, ne piazza 20/25 con facilità disarmante, il tutto sotto l’occhio dell’intera nazione.
Chucky e Stink sanno già che il futuro per il giovane sarà roseo e brillante.
A proposito di 23, Kevin avrà modo di conoscere Michael Jordan in persona durante la premiazione di un torneo estivo in quel di DC, inutile dire che lo stesso ragazzo andava matto per quei Wizards di jordaniano stampo.
Durant è ormai quasi un adolescente, la grazia che mette in campo non è la medesima che utilizza nella vita quotidiana : ben lungi dall’essere un cattivo ragazzo, ha alcune volte modi di fare piuttosto duri e burrascosi con i compagni, d’altronde siamo nell’inferno nero della Town di DC e non a Disneyland.
Proprio in quella maledettissima tangenziale a qualche miglio a Sud di Prince George, Chucky viene brutalmente freddato da tre proiettili : stava tentando di raffreddare gli animi nel corso di una rissa sul posto, a soli 35 anni.
Mamma Wanda è incredula, incapace di realizzare appieno quanto accaduto a non più di qualche isolato dal Rec, per quanto riguarda Kevin non esistono termini sufficenti per far comprendere l’esagerato livello di atroce sofferenza da sopportare.
Promette a se stesso di non essere mai più aggressivo o provocatorio nei confronti di chiunque, Big Chucky com’era solito chiamarlo per via della robusta stazza, sarebbe stato fiero di tutto ciò.
Kevin diventa in breve tempo amico di Michael Beasley, ragazzone conosciuto durante il campionato, con cui condivide ogni sacrosanta mattina brioches e latte caldo preparati da mamma Wanda a casa Durant.
Stink, nonostante la perdita del rispettato collega ed amico fa si che il giovane talento continui impertettito verso la propria strada : con l’aiuto della signora Wanda, Kevin viene sottoposto ad un duro programma preparativo attuo a sviluppare il più possibile il talento donatogli da madre natura.
Supera i due metri durante il secondo anno di liceo, venendo eletto giocatore dell’anno.
KD è dannatamente letale sul campo, nonostante i centimetri è agile, veloce e tecnico quanto una guardia con arti estremamente lunghi e rapidità di gambe notevole.
la lunghezza degli arti, unita ad una notevole velocità di gambe lo rendono molto difficile da contenere.
In veloce ascesa, Kevin approda dapprima alla Montrose Christian per due anni,
successivamente decide di spostarsi verso la Oak Hill Academy, facendo coppia col futuro playker dei Nuggets TY Lawson.
Non ha il minimo interesse nell’indossare numeri altisonanti come il 15 dell’adorato Vince Carter o il 23 di MJ preferendo qualcosa al cui ricordo tiene di più, molto di più : il 35, in memoria di Chucky.
Qui non solo fa registrare cifre notevoli (19.6 punti e quasi 9 rimbalzi di media a gara), viene anche incluso nel secondo quintetto ideale USA.
Decide per la terza volta di cambiare ateneo : arriva alla corte di Coach Vetter alla National Christian Academy.
Nulla al caso : Durant passa dal secondo quintetto ideale degli Stati Uniti dell’anno precedente all’All-America McDonald’s diventando l’MVP della manifestazione.
Con ancora un anno necessario prima dell’approdo tra i pro, Kevin decide nuovamente di cambiare lido : University Of Texas, casa dei Longhorns.
L’impatto nella NCAA non può che essere ai soliti, devastanti, livelli : sotto la guida di Coach Barnes, il nativo di DC ne rifila 26 di media conditi da 11 rimbalzi, Freshman Of The Year nonostante la sconfitta rimediata dai Trojans dell’Hackett nostrano.
Quelle mani deliziose, unite a movenze tanto coordinate quanto imbarazzanti e finissima intelligenza cestistica per un 206 centimetri, fanno gola alla quasi totalità delle franchigie destinate ad una scelta alta nell’imminente draft.
Chucky sarà sicuramente fiero di tutto ciò
Draft 2007,
Prima del 35 c’è qualcun’altro, forse, più desiderato di lui : questo porta il nome di Gregg Oden, selezionato come prima scelta assoluta da Portland.
Kevin approda tra le fila dei SuperSonics come seconda scelta.
Debutta con 18 punti, rimbalzi e tre palle rubate.
Ad ogni tiro realizzato alza il dito al cielo, la dedica è di quelle pure, sincere ma dannatamente serie e motivanti.
43% dal campo, 20 punti e 4.5 rimbalzi di media gli permettono di ricevere il premio di Rookie dell’anno (l’unico assieme a Carmelo Anthony e LeBron James a toccare soglia 20 da rookie), mai in dubbio ad ogni modo.
La seconda stagione nella lega viene segnata dal trasferimento della franchigia : passa da Seattle ad Oklahoma City cambiando nome in Thunder.
Durant è il bravo ragazzo che ogni allenatore ambisce ad avere tra i suoi : è gentile e di indole buona, mai un lamento o sbuffo..il tutto crea il connubbio tra uno dei maggiori talenti di ogni tempo ed il tipico giovane dalla testa sulle spalle.
Nel secondo anno tra i pro viene inserito al terzo posto per il premio di Most Improved Player, 25 punti in 29 partite affilate la dicono lunga sul potenziale offensivo mostruoso del fanciullo.
Sul piano difensivo, nonostante i decisi miglioramenti rispetto agli anni passati, patisce la maggiore fisicità e mole strutturale dei pariruolo : uno su tutti LeBron James, con più di 10 kg in più rispetto al figlio di Wanda.
Se la struttura fisica poco massiccia ed una capacità difensiva non eccelsa rappresentano, con ogni probabilità, le uniche “note dolenti” sul cartellino di KD, tutto il resto rasenta lo stupefacente.
Dotato di notevole visione di gioco, capacità atletiche e senso acrobatico che gli permettono di schiacciare, saltare ed essere elegante nelle movenze come pochi altri.
“Quando uno del suo talento scalda la mano, è dura fermarlo”
disse Manu Ginobili, riferendosi a Durant, di certo non uno il cui mancino stenta ad infuocarsi
L’anno successivo rappresenta la definitiva esplosione del prodotto di Texas University : (e per dirla tutta anche Oak Hill, Montrose e NCA) partecipa al suo primo All-Star Game, porta i Thunder ad un incremento di 27 vittorie rispetto all’anno precedente diventanto il miglior marcatore della lega ed approdando ai Playoffs.
Risultati inaspettati, giunti anche grazie all’abilità del general manager Sam Presti, capace di assemblare un ottimo roster aggiungendo tasselli notevolissimi quali Russell Westbrok, James Harden ed il nativo congolese Serge Ibaka.
Nonostante la sconfitta in sei gare rimediata con i Lakers, la giovane armata di Coach Brooks inizia a far preoccupare non poco le altre franchigie.
Kevin torna ad essere il miglior marcatore nella lega con i quasi 28 punti, arriva in finale di conference dopo aver superato Grizzlies e Nuggets, qui troverà la via di casa contro i Mavericks, futuri campioni.
L’anno seguente diventa l’MVP dell’All-Star Game 2012 con 36 punti, per la terza volta di fila miglior scorer della lega con 28 punti di media in regular season.
Con un roster temibile e dopo aver abbattuto sul cammino in post season Dallas, Lakers e Spurs, Durant e i suoi si ritrovano faccia a faccia con il Big Three di Miami.
Gli Heat arriveranno al titolo grazie ad un LeBron James impeccabile, lo stesso Durant non sarà da meno tirando con il 54% e realizzandone 30.6 di media nella serie.
A soli 24 anni, Kevin Wayne Durant ha dimostrato al mondo di poter competere anche ai livelli più alti in una lega dominata da fisicità incredibile.
L’anno successivo non arriva ciò che si attende : nonostante il record 60 – 22, e dopo aver superato Houston al primo turno, Durant e compagni s’infrangono al secondo turno con i Grizzlies nonostante i 30 punti di media del 35.
You Are The Real MVP, Ma
Il record di 59 – 23 per i Thunder, uniti a cifre stratosferiche come 32 punti, 7.4 rimbalzi e 5.5 rimbalzi di media gli conferiscono il premio di Most Valuable Player dell’annata 2013/2014.
In conferenza stampa, sotto forte carico emotivo, ringrazierà in lacrime la madre.
Per la quarta volta miglior realizzatore NBA, verrà sconfitto assieme ai suoi in finale di conference dai futuri campioni NBA San Antonio Spurs.
Nella stagione corrente Kevin è stato costretto a due stop causa infortuni, l’ultimo risalente a pochissimi giorni fa, nonostante ciò non gli è stato impedito di divenire il primo di sempre a realizzare 30 punti in meno di 20 minuti.
Il talento è di quelli immensi e della più rara tipologia in circolazione, i mezzi a disposizione ed i presupposti per raggiungere il titolo ci sono tutti.
Presto o tardi Durant arriverà al suo obiettivo, sempre con un occhio al cielo e con Chucky nel cuore.
Per NBA Passion,
Teto Ceneri







