Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMinnesota TimberwolvesAnthony Edwards: “Mi raddoppiano, cosa dovrei fare?” E Barkley: “Stai regredendo”

Anthony Edwards: “Mi raddoppiano, cosa dovrei fare?” E Barkley: “Stai regredendo”

di Carlo Conforti

I Minnesota Timberwolves erano senz’ombra di dubbio una delle squadre più divertenti della lega. Lo scorso anno, infatti, la squadra allenata da Chris Finch ha sfiorato il primo seed, chiudendo con un record di 56-27 nella Western Conference e ottenendo il terzo posto finale. Un cammino importante che si è interrotto alle Conference Finals contro i Mavericks.

Quest’anno, invece, Minnesota, dopo la trade di Karl-Anthony Towns a New York e l’arrivo di Julius Randle, sembra essere partita col freno a mano tirato. Il record della squadra di Finch è tutt’altro che positivo: 17-16, con il nono posto a Ovest, in piena zona play-in. Va detto che siamo solo a metà stagione, con la trade deadline che rivoluzionerà il mercato NBA e con un post-All-Star Game ancora da disputare. Storicamente, molte squadre riescono a ripartire forte dopo l’All-Star Game, puntando a un finale di stagione competitivo in vista dei playoffs.

Nell’ultimo match disputato al Target Center di Minneapolis, tra i Timberwolves e i Celtics, terminato con il punteggio di 115-118 per i neo-campioni, è intervenuto nel post-gara la stella di Minnesota, Anthony Edwards. Il giovane talento ha chiuso la partita con 15 punti, 4 rimbalzi e 6 assist, con un modesto 5 su 16 dal campo. Statistiche non propriamente brillanti per il giocatore che dovrebbe rappresentare la squadra di Finch. Edwards si è espresso riguardo alla marcatura stretta adottata dalla difesa di Boston nei suoi confronti: “È un buon tipo di basket, ma non è come voglio giocare, ovviamente. Ho solo 23 anni, non voglio solo passare la palla tutta la notte… Ma, dal modo in cui mi stanno marcando, penso che dovrei farlo.”

Edwards ha poi aggiunto quanto possa essere difficile giocare in queste condizioni: “Quando mi raddoppiano, è sicuramente tipo, ‘Fratello, cosa sta succedendo?’ Cerco di capirlo… Non so cosa fare, onestamente, ma non è divertente. Non voglio sembrare che non ci sto provando o che non sono bravo come sono, perché lo sono, ma non posso dimostrarlo perché mi stanno raddoppiando.” Il giovane talento ha poi parlato anche della chimica della squadra di Boston, riconoscendo la loro forza:
“È decisamente frustrante vedere questi ragazzi che ci ‘cucinano: e io non riesco a ‘cucinare’ loro“, come si dice in gergo.

Prima della gara, l’ex stella NBA Charles Barkley aveva commentato ancora una volta il paragone tra Michael Jordan e Edwards, un argomento che non manca mai di sollevare dibattiti. “Una cosa che facciamo in televisione è così stupida”, ha dichiarato Barkley. “Come l’anno scorso, abbiamo detto che questo tizio è come Michael Jordan, solo perché sono entrambi neri.

Non è la prima volta che Barkley esprime la sua opinione su questo paragone, nato soprattutto grazie alla capacità di Edwards di attaccare il ferro in maniera dominante, ricordando le giocate di MJ ai tempi dei Bulls. Da lì è nata la “leggenda” del figlio illegittimo di Michael Jordan. Non solo per le giocate in campo, ma anche per una possibile somiglianza tra i due.

“Per favore, smettetela con la roba di Michael Jordan”, ha esortato Barkley. “Questo ragazzo ha avuto una buona corsa ai playoffs”, ha ricordato, facendo riferimento alla scorsa stagione, quando Edwards è stato protagonista fino all’eliminazione contro Dallas in gara 5 delle Conference Finals. “Non è Michael Jordan, e penso che sia un bravo ragazzo”, ha aggiunto Barkley. “Ha avuto la possibilità di diventare un grande giocatore, ma personalmente penso che stia regredendo, diventando un tiratore in sospensione. Non è più aggressivo come prima. Dovrà diventare più un leader. Quando hai un’esplosione, non diventa più facile. Diventa più difficile.”

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