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NBA, Danilo Gallinari: “Vorrei restare agli Hawks ma non dipende da me”

di Michele Gibin
danilo gallinari

Due passi indietro, e pure belli ampi, per gli Atlanta Hawks di Danilo Gallinari che sembrano tornati loro malgrado quelli perdenti di due stagioni fa.

Domenica contro gli LA Clippers senza Paul George, Kawhi Leonard, Luke Kennard e Justise Winslow è arrivata alla Crypto.com Arena di Los Angeles una sconfitta per 106-93 che sa quasi di resa. Mai davvero in partita, gli Hawks hanno incassato i 21 punti con 5 triple a bersaglio di Amir Coffey e i 16 punti con 7 su 8 al tiro di un redivivo Serge Ibaka senza mai dare l’impressione di voler reagire, ancor prima che di poter farlo.

7 su 26 da tre punti per Atlanta che mette in scena la solita difesa distratta e che concede ai Clippers 24 assist di squadra. L’assenza di Clint Capela e DeAndre Hunter è un problema tecnico, ma è l’atteggiamento degli uomini di coach Nate McMillan a lasciare perplessi.

Trae Young forza troppe soluzioni e suoi rientri difensivi continuano a essere un problema che sbilancia l’intera squadra, dopo un secondo quarto da 30 punti l’attacco degli Hawks si ferma del tutto, 40 punti in 24 minuti nel secondo tempo sono troppo pochi per pensare di vincere in trasferta contro chiunque, nella NBA.

Danilo Gallinari chiude con 8 punti in 18 minuti, Bogdan Bogdanovic è il migliore in campo con 19 punti e 6 rimbalzi. Male invece John Collins, per lui 3 su 9 al tiro e appena 9 punti.

Addirittura fuori dalla zona play-in al momento, gli Atlanta Hawks (17-22) saranno una delle squadre più attive sul mercato per cercare rinforzi e soprattutto equilibrio. Atlanta è diventata una delle mete possibili per Ben Simmons, Daryl Morey permettendo, e gli Hawks hanno i contratti e i giocatori giovani e interessanti per mettere insieme una trade. Tra questi c’è Gallinari, che a Sky Sport ha parlato del suo futuro e della trade deadline del mercato NBA in arrivo.

Le voci ci sono sempre, sono situazioni che nel mio caso si vivono un po’ da spettatore, perché le decisioni non sono prese da me ma da chi decide questi movimenti o se ci devono essere dei cambiamenti. Io sono chiaramente pronto a rimanere, mi farebbe piacere restare fino a fine stagione anche perché cambiare in corsa non è mai facile, per tanti motivi. Però tutto può succedere” dice il Gallo a Zeno Pisani “La stagione? Non mi aspettavo un inizio così e un record così, e non mi aspettavo che la nostra difesa fosse così scarsa. Stiamo facendo molta fatica, sappiamo che offensivamente possiamo fare tanti punti ogni volta che scendiamo in campo. Parliamo della difesa tutti i giorni ma poi i risultati in campo non arrivano, ma sappiamo che è la cosa che dobbiamo migliorare (…) La cosa fondamentale che è cambiata è che avevamo la squadra al completo, con il ritorno di due giocatori come De’Andre Hunter e Cam Reddish che lo scorso anno non avevano praticamente mai giocato. Quest’anno sono rientrati chiaramente con dei ruoli importanti e ci sono state nuove chimiche da costruire e stabilire. Sfortunatamente ci sono stati ancora troppi alti e bassi, tanti infortuni sia ‘normali’ che Covid, perciò la squadra non è praticamente mai stata al completo“.

Sulla difesa disastrosa degli Hawks vista fin qui, soprattutto nei finali di partita: “La spiegazione (…) è perché non ci sono gerarchie chiare e schemi di gioco chiari. Lo scorso anno erano molto più definiti: all’inizio eravamo la peggior squadra nei quarti periodi, ma dopo il cambio di allenatore siamo diventati la migliore. È una cosa che possiamo ancora fare, ma dobbiamo migliorare: quando si parla di partite punto a punto è fondamentale sapere chi deve avere la palla e quali schemi chiamare“.

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