Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsAtlanta HawksInvoluzione Hawks, John Collins: “Non ci sono scuse”

Involuzione Hawks, John Collins: “Non ci sono scuse”

di Mario Alberto Vasaturo
John Collins hawks

Anche in meno di un anno possono cambiare tante cose, ne sono un esempio gli Atlanta Hawks, che la scorsa primavera erano riusciti ad arrivare addirittura in finale di Conference da quinta testa di serie, fermati soltanto dai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo.

Oggi però la musica è ben diversa per la squadra di coach Nate McMillan, il roster non ha subito grossi cambiamenti eppure non sembra esserci più l’armonia dello scorso anno, in particolare la difesa sembra essere il più grosso problema. Infatti gli Hawks al momento sono tra le peggiori squadre difensive della lega con 111.6 punti di media subiti (25esimi), l’ultima uscita contro i Lakers ha portato infatti la squadra della Georgia a subirne ben 134, per quella che è stata la sesta sconfitta nelle ultime 9 gare facendola precipitare al 12esimo posto della Eastern Conference.

Per questo motivo nel post-partita John Collins, ala grande e uomo chiave per McMillan, si è espresso cosi: “Ho sbattuto più volte la testa contro il muro per capire la causa del problema, non ci sono scuse“. Tali dichiarazioni denotano quindi un’atmosfera per niente serena, alla cui base c’è un problema di fondo al quale non si riesce, a quanto pare, nemmeno a trovare la soluzione. 

Non sempre la soluzione è nell’attacco

Spesso, come si dice in gergo, “l’attacco è la miglior difesa”, basti pensare ai Brooklyn Nets che hanno la 21esima miglior difesa ma sono il miglior attacco della lega ed infatti si ritrovano primi nella Eastern Conference.

A quanto pare per Atlanta non vale lo stesso discorso, la quale pur avendo un ottimo attacco (settimi per punti segnati) non basta a compensare tutti i problemi nella metà campo difensiva.  D’altronde gli Hawks non dispongono di superstar del calibro di Kevin Durant e James Harden che, almeno in attacco, faranno sempre la differenza, per cui forse pagano anche questo fattore. Trae Young ha bisogno che tutti gli ottimi giocatori che i vari Bogdanovic, Collins, Reddish, Gallinari , facciano del loro meglio.

La giovane star di Atlanta sta provando ogni partita a prendersi la squadra sulle spalle e i numeri parlano chiaro: 28 punti di media con 21 tiri presi a partita, ma soltanto col 45% dal campo, ciò vuol dire che è costretto sicuramente a forzare e caricarsi di troppe responsabilità in relazione ad una stagione intera.

Se le cose continueranno cosi per Young e compagni l’esito della stagione sarà molto deludente e a maggio potrebbero già smettere di calcare il parquet della State Farm Arena.  

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