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Around the Garden: l’anno dei Boston Celtics finisce con ottimi auspici

di Nicola Bogani

Un terzo della stagione per i Boston Celtics è ormai passato, e con la virata di boa di fine anno si possono fare alcune considerazioni.

L’inizio è stato più che buono, ed a parte la recente sconfitta contro i Toronto Raptors, tutte le partite perse sono sempre state combattute sino agli ultimi istanti, sinonimo di voglia di non mollare mai, una delle migliori caratteristiche di questa squadra dall’inizio stagione sino ad oggi.

La corsa alle prime posizioni continua, e ad oggi i Celtics (23-8) restano con Milwaukee Bucks e Miami Heat incredibilmente in ritmo per finire sopra le 60 vittorie stagionali, che sarebbe il classico marchio di fabbrica di una stagione eccellente. Nonostante tutto questo c’è ancora un grande scetticismo generale che circonda questa squadra, proprio il contrario dello scorso anno quando l’ottava sconfitta arrivò un mese e mezzo prima, ma la squadra continuava ad avere un grande credito presso media e tifosi, che la ritenevano una delle contendenti per il successo finale.

A dare maggior merito alla bellissima cavalcata sin qui, il fatto che ad oggi pochissime partite sono state giocate con l’intera rosa a disposizione, con parecchie partite perse dai cosiddetti big della squadra. Marcus Smart, Gordon Hayward, Jaylen Brown e anche Kemba Walker (tutti tranne Jayson Tatum) hanno avuto problemi che li hanno costretti a perdere una o più partite, ma questo non ha influito più di tanto sulle prestazioni della squadra: anzi a volte è sembrato che la squadra ne beneficiasse.

Il piano di Stevens è stato abbastanza chiaro da subito, il peso dell’attacco è finito quasi interamente sulle spalle di Kemba Walker (22.5 punti di media a partita), Jayson Tatum (21.5) e Jaylen Brown (20.6). Un perfetto equilibrio determinato dai tanti minuti distribuiti lungo il cammino e dalla lungimiranza della squadra nel cavalcare di volta in volta il o i giocatori più in serata. Questo ha permesso ai tre di mettersi in mostra e di trascinare la squadra oltre ostacoli insidiosi.

Boston celtics; uno sguardo alle rivali

In prospettiva futura con l’apertura della possibilità di scambiare i giocatori sino alla trade deadline di febbraio, crescono le discussioni su come migliorare un roster che ad oggi non sembra ancora all’altezza per puntare il bersaglio grosso.
Guardando ad est ed ai possibili ostacoli ai playoffs, facciamo un piccolo confronto su quello che potrebbe essere:

Milwaukee Bucks: probabilmente l’unica che al momento sembra fuori portata per la squadra di Stevens. Roster costruito per esaltare lo strapotere fisico di Giannis Antetokounmpo che di per suo sta cercando di ampliare il suo gioco prendendosi anche il tiro dalla distanza. Raddoppiarlo significa lasciare che gli esterni ti puniscano con il tiro da fuori, e permettergli l’uno contro uno finirebbe per mettere le ali in costante rischio di problemi di falli, senza considerare il dispendio di energie.

Ad oggi, con gli attuali roster a disposizione, probabilmente una serie di playoffs contro i Bucks regalerebbe poca possibilità di successo.

Philadelphia 76ers: erano accreditati all’inizio dei favori dei pronostici, invece stanno trovando tantissime difficoltà specialmente contro squadre sulla carta battibili. Sembrano un po’ la nuova versione dei Celtics dello scorso anno, all’interno della squadra sono iniziati i primi scricchiolii, con lamentele varie.

Contro i Celtics vantano al momento un record di 2-0, che spiega molto di come sembrino costruiti proprio per mettere in difficoltà la squadra. Brutti match-up difensivi e offensivi al quale per il momento Stevens non è riuscito a trovare una risposta, le continue difficoltà però potrebbero finire per portarlo su di un altro cammino che a questo punto sarebbe lo scenario migliore.

Una serie contro i Sixers, a mio parere, vedrebbe i Boston Celtics sfavoriti anche con il fattore campo, ma non in maniera così netta come pareva ad inizio anno.

Toronto Raptors: mai sottovalutare il cuore di un campione, e questo sembra il motto che raccoglie la stagione sorprendente dei Raptors. Squadra data per finita, ha finito invece per stupire e nonostante i tanti infortuni continua a regalare prestazioni a volte al di là dei loro limiti. Battuti a Natale abbastanza facilmente, si sono presi la rivincita tenendo aperta la mini serie stagionale che li vede sotto 2-1 contro i Celtics, con un’ultima sfida ancora da giocare, in Canada.

In un’ipotetica serie, considerata la maggior esperienza dei Raptors, potrebbe risultare decisivo il fattore campo che al momento sembra decisamente dalla parte dei Celtics.

Miami Heat: la vera sorpresa della NBA di questa stagione, senza ombra di dubbio. Dopo aver mancato i playoffs lo scorso anno in pochi credevano che l’aggiunta di Jimmy Butler, e di qualche rookie pressoché sconosciuto (Tyler Herro, Kendrick Nunn) e la crescita di Bam Adebayo sarebbe bastata a trasformare questa squadra in una delle più pericolose avversarie da affrontare.

Equilibrati in tutti i reparti, con una panchina che produce punti, gli Heat sarebbero un’altra di quelle sfide che probabilmente sarebbero decise in 6 o 7 partite, in cui sarà importantissimo il fattore campo. Heat Bravissimi tra l’altro a vincere le partite sul filo di lana.

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🔥 Continua la sfida a distanza tra Boston Celtics e Miami Heat per la scalata al vertice della Eastern Conference, stabilmente occupato dai Milwaukee Bucks. I biancoverdi vincono e convincono contro i non irresistibili Cleveland Cavaliers (117 a 129) grazie alle ottime performance di Brown e Tatum (34 e 30 punti). La squadra della Florida, invece, passa Indiana al fotofinish per 113 a 112, con l'ausilio di una buona prova complessiva del roster (6 giocatori in doppia cifra, su tutti i 20 punti di Butler). Due franchigie che, ad inizio stagione, erano accolte da scetticismo e poca fiducia: ora però, al termine dei primi due mesi di Regular Season, la situazione sembra sorridere ad entrambe. Quale tra Boston e Miami preferite? Chi vedete maggiormente favorito in ottica playoff per arrivare in fondo? ° ° ° ° #nbapassion #bostonceltics #miamiheat #nba #nbaseason

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Indiana Pacers: da qualche anno, grazie a coach Nate McMillan sono una delle migliori squadre da regular season. In attesa di capire come saranno al rientro della loro star Victor Oladipo, fermo da quasi un anno, i Pacers sembrano oggi i meno pericolosi in ottica playoffs. Resterà da vedere come riusciranno a reintegrare Oladipo, e quanto veloce sarà il giocatore a ritrovare la forma che due anni fa lo aveva reso una delle guardie più forti della NBA su entrambi i lati del campo. Ricordando la serie dell scorso anno, la sfida con i Pacers non sembra oggi una di quelle che possa preoccupare più di tanto i Celtics. nonostante la momento la mini-serie in stagione dica 1-0 per Indiana.

Mai come quest’anno pare importantissimo cercare di arrivare il più in alto possibile, così da regalarsi la possibilità in una serie equilibrata il vantaggio del campo di casa. In questa ottica inizia per i Boston Celtics un mese importante, con 16 partite da giocare in 31 giorni.

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