Da anni ormai una delle squadre più criticate della lega, i Brooklyn Nets riconfermano (nel bene e nel male) la loro nomea di squadra a dir poco altalenante in prestazioni.
I cambiamenti nel roster
La squadra quest’anno è ripartita con alcuni accorgimenti rispetto alla passata stagione, primo su tutti il tanto atteso ritorno al gioco dell’ex Philadelphia 76ers Ben Simmons, arrivato a Brooklyn in una trade che ha portato James Harden nella città dell’amore fraterno. Oltre a lui importanti sono le aggiunte di Royce O’Neale, TJ Warren, Edmond Sumner, Yuta Watanabe e Markieff Morris. Nonostante il roster abbia subito alcune perdite, tra cui quella di Bruce Brown, Andre Drummond, Blake Griffin e LaMarcus Aldridge, sulla carta la squadra sembra comunque essersi rinforzata. Ma i problemi non si sono fatti attendere in questo inizio di stagione.
I problemi di inizio stagione
Primo su tutti, l’apparente insoddisfazione di Kevin Durant e il desiderio di essere ceduto a inizio stagione. La rottura tra squadra e giocatore sembrava ormai netta, ma nessuna possibile trade si è poi concretizzata (causa soprattutto l’altissimo valore di mercato del numero 7), e Durant sembra aver dunque accettato la situazione ed essere ripartito in quarta in maglia bianconera, dove finora sta realizzando una stagione degna più che degna del suo nome, da 30 punti, 6.6 rimbalzi e 5.4 assist di media in 27 partite.
L’esonero improvviso di Steve Nash ha poi creato un’ennesima lacuna in casa Nets, che sembra però essersi risolta subito al meglio con la promozione a head coach dell’ex vice di Nash, Jacque Vaughn. Sotto la sua guida non solo le vittorie sono aumentate, ma la squadra sembra aver finalmente trovato un equilibrio difensivo, aspetto che è rimasto il punto debole della squadra di Brooklyn negli ultimi due anni. Da quando sono sotto la guida di Vaughn, infatti, i Nets sono la quinta miglior difesa della lega per defensive efficiency rating.
L’ultimo problema che si è poi aggiunto alla lista è il caso Irving, finito al centro di numerose polemiche per aver condiviso un link di un film chiamato “Hebrews to Negroes: Wake Up Black America”, documentario che al suo interno riporta tematiche antisemite. Kyrie è stato dunque sospeso dalla squadra per 8 partite, e la star campione NBA nel 2016 si è poi pubblicamente scusata per l’accaduto.
Arrivano però i primi segnali positivi da parte della squadra: le acque sembrano ora essersi calmate e i giocatori stanno pian piano ritrovando la tranquillità necessaria per performare al meglio: tutto ciò è dimostrato dal quarto posto attualmente conquistato dai Nets con un record di 17-12 (15-7 sotto la guida di Vaughn), e una striscia di 9 vittorie e 2 sconfitte nelle ultime 11 partite.
I protagonisti e i giocatori chiave
Numerosi sono i nomi protagonisti dei recenti successi dei Brooklyn Nets.
Oltre al già citato Durant, leader assoluto ed indiscutibile della squadra, il compagno e amico Kyrie Irving gira ad una media di 25.3 punti, 4.7 rimbalzi e 4.5 assist a partita, a ricordare che, sebbene il personaggio di Irving sia alquanto discutibile fuori dal campo, sul parquet la sua tecnica e la sua eleganza hanno pochi eguali.
Ben Simmons, dopo il lento inizio, sta pian piano recuperando confidenza con il campo e ciò è dimostrato dalle sue medie in costante aumento (è passato da una media di 5.2 punti a partita nelle prime 9 apparizioni a 11.1 nelle successive 10); il 26enne australiano è diventato parte importante dell’attacco grazie alla sua ottima visione di gioco, ma soprattutto il fulcro difensivo della squadra: 1.4 rubate e 0.7 stoppate a partita sono solo la punta dell’iceberg del suo straordinario rendimento difensivo; Ben è infatti un difensore fisico e scattante, caratteristiche che lo rendono in grado di marcare indistintamente qualsiasi ruolo in campo.
Royce O’Neale, arrivato quest’estate a Brooklyn dagli Utah Jazz, è riuscito subito a conquistarsi un posto da titolare in squadra. La sua esperienza, la sua fisicità sia offensiva che difensiva, unite a un 41 % da tre in stagione, lo hanno reso uno dei pilastri della stagione Nets fino ad adesso.
Nic Claxton, al suo quarto anno in bianconero, a inizio anno sembrava essersi guadagnato il posto da titolare solo a causa della carenza di centri all’interno del roster. Sta invece dimostrato di trovarsi lì per merito: un ulteriore salto di qualità rispetto all’anno scorso lo rende uno dei migliori difensori della squadra, e in prospettiva futura anche uno dei migliori della lega. Ad evidenziare le sue prestazioni ci pensano le 2.2 stoppate a partita che lo posizionano come quarto nella lega in questa statistica (davanti a lui solo Brook Lopez, Myles Turner e Anthony Davis).
La panchina
Nella panchina dei Brooklyn Nets troviamo poi abbastanza qualità da non far rimpiangere l’assenza in campo del primo quintetto. Seth Curry (arrivato da Philadelphia l’anno scorso nella stessa trade che ha coinvolto Ben Simmons) continua a regalare prestazioni sontuose, con una media di 11.2 punti e il 44% dall’arco in stagione; recentemente ha inoltre fatto registrare un season high da 29 punti in 29 minuti contro i Trail Blazers (11 su 15 al tiro con il 70% da tre punti). Edmond Sumner, dopo aver saltato la precedente stagione per infortunio, nella sua prima stagione ai Nets è riuscito a ritagliarsi spazio in un reparto, quello delle guardie, già altamente saturo di talento in casa Brooklyn. Il ritrovato Joe Harris, l’ormai veterano della squadra ,alla sua settima stagione ai Nets, era fermo da quasi anno per infortunio, e nonostante la fatica Harris dimostra ancora la sicurezza dal perimetro che lo aveva contraddistinto negli scorsi precedenti (Harris ha fatto registrare il 48% da tre nella stagione 2020/2021, miglior percentuale nella lega in stagione).
La panchina conta inoltre elementi fondamentali quali Yuta Watanabe, che quest’anno sta tirando con il 53% dall’arco; TJ Warren, fermo per infortunio da circa 2 anni, che al suo rientro si è subito inserito al meglio nelle rotazioni; Patty Mills, che nonostante un inizio di stagione sottotono resta una pedina importante nel gioco della squadra; Cam Thomas, 27esima scelta del draft 2021, che continua a farsi notare e guadagnare minuti, sfida piuttosto ardua se si pensa alla difficoltà per un rookie scelto così in basso al draft di trovare spazio in una franchigia che punta alle vette della classifica.
I Nets restano dunque una squadra di alti e bassi, che però sembra poter essere ora in grado di far fronte alle difficoltà per arrivare a sognare, nonostante quest’anno le concorrenti restino numerose.
Gli scorsi playoffs
La corsa ai playoff dell’anno scorso si è bruscamente interrotta sul nascere con un 4-0 inflitto dai Boston Celtics al primo turno, risultato insolito ma che non sorprende affatto: Boston si è presentata con un secondo posto ed un record di 51-31, contro il 44-38 dei Nets e un magro settimo posto a Est. Il momento di straordinaria forma dei Celtics li ha poi condotti fino alle NBA Finals, dove hanno dovuto arrendersi di fronte ai Golden State Warriors di Steph Curry per 4 a 2.
Tornando indietro ancora di un anno (stagione 2020-2021), vediamo l’ennesima sfida al primo turno tra Boston e Brooklyn, questa volta a parti invertite (Nets da secondi e Celtics da settimi), che si concluse con un 4-1 per i bianconeri. Nets che crollarono per 4-3 contro i futuri campioni dei Milwaukee Bucks in una delle serie più belle e combattute degli ultimi anni, una vera e propria finale anticipata.
Infortuni permettendo, visti anche i problemi fisici riscontrati fino ad ora da Ben Simmons in stagione, i Nets sono una squadra che ai playoff può dare molto fastidio alle concorrenti, ora che i riflettori sono puntati verso altre squadre apparentemente più solide.
Le star ci sono, il roster anche. È però tutto ancora da dimostrare per Kevin Durant e compagni, e la strada è tutta in salita.
