Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn NetsI Nets ripartono, ma al Barclays Center è protesta anti Kyrie Irving

I Nets ripartono, ma al Barclays Center è protesta anti Kyrie Irving

di Michele Gibin
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I Brooklyn Nets provano a ripartire con una vittoria, più sofferta del dovuto, per 116-109 contro gli Indiana Pacers al Barclays Center e dopo l’ennesimo caso mediatico attorno a Kyrie Irving.

Irving che dopo aver fatto parlare di sé per un suo post social promozionale di un libro contenente tesi pseudo-storiche e con richiami antisemiti, e dopo aver litigato con i reporter in conferenza stampa sull’opportunità o meno di fare da megafono a opere controverse (come minimo), ha deciso di rimuovere il tweet della polemica, ieri.

In campo, Kyrie ha segnato 28 punti con 6 assist e 4 recuperi, Kevin Durant di punti ne ha aggiunti 36 con 9 rimbalzi e 7 assist e Nic Claxton ha chiuso con 19 punti e 9 rimbalzi con 4 assist.

Quella contro i Pacers è stata appena la seconda vittoria in stagione per Brooklyn, che anche lunedì ha mostrato lacune difensive a centro area, soprattutto nel secondo e quarto quarto, e accumulato 19 palle perse totali, troppe. Non ha giocato Ben Simmons, out per un fastidio al ginocchio e seduto in panchina in abiti civili con i compagni, al suo posto in quintetto base coach Steve Nash ha schierato Joe Harris.

Irving non ha parlato con i giornalisti dopo la partita, a bordo campo al Barclays Center alcuni spettatori, di fede ebrea ortodossa, delle prime file hanno indossato delle magliette con la scritta “fight antisemitism”. Secondo un membro del gruppo, citato dal NY Post, Irving avrebbe incontrato brevemente il gruppo in uno scambio definito “non privo di sarcasmo” da parte del giocatore.

I Brooklyn Nets hanno scelto di non sanzionare Kyrie Irving e hanno preso formalmente le distanze dal post del giocatore, sia come squadra che tramite il proprietario Joe Tsai, e non hanno commentato oltre la vicenda.

Steve Nash si è augurato che l’ennesimo caso mediatico possa trasformarsi “in un’occasione per crescere e capire nuove prospettive“, sia per Irving che per il suo gruppo, e secondo lui il fatto che Kyrie Irving abbia cancellato il post “è certamente d’aiuto. Io non sono stato coinvolto in discussioni a riguardo, io devo pensare ad allenare e preparare la squadra alle partite, Ma come organizzazione so che ne abbiamo parlato“.

I membri della comunità ebrea ortodossa presente al Barclays Center hanno voluto chiedere di più ai Nets, che a loro detta “non hanno fatto abbastanza” per condannare l’episodio “e il fatto di avere un antisemita tra i loro ranghi“. Per il portavoce del gruppo, Aaron Jungreis, “Irving deve capire quanto antisemitismo aiuta a diffondere supportando una cosa del genere, così apertamente anti ebrea. Pensiamo che dovrebbe essere sospeso, ma non so se (i Nets, ndr) si rendono davvero conto“.

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