Kyrie Irving promuove sul suo profilo Twitter il controverso libro “Hebrew to Negroes: wake up Black America!” di Ronald Dalton Jr, e relativo docufilm da esso tratto, e il proprietario dei Brooklyn Nets Joe Tsai condanna il gesto del giocatore.
A sollevare il caso del supporto di Irving al libro e film di Dalton, definiti “zeppi di riferimenti antisemiti“, è stato il magazine Rolling Stone. Nella sua opera, l’autore vorrebbe “svelare la vera identità del Popolo d’Israele” e sposa le tesi pseudo-storiche propugnate dal movimento dei Black Hebrew Israelite in America, un’organizzazione che sostiene come gli afroamericani siano “i veri discendenti” degli antichi israeliti pre-diaspora e che non è riconosciuto dalla comunità ebraica internazionale. E movimento “eterogeneo” che secondo l’organizzazione internazionale non governativa ebraica Anti-Defamation League diffonde idee “apertamente razziste e antisemite”.
Su Twitter, Irving ha promosso il link d’acquisto su Amazon del libro, che tra le altre tesi rilancia in un capitolo la teoria della tratta degli schiavi verso le Americhe, praticata in epoca coloniale tra 1500 e 1800, sostenuta anche “da schiavisti ebrei, verso porti di proprietà di ebrei“, per poi attaccare – come di consueto – i mass media quale strumento globale di “indottrinamento, lavaggio del cervello e propaganda” e che avrebbero “aiutato Satana a ingannare il mondo intero“.
L’opera di Dalton Jr è in fondo solo l’ennesimo esempio di pubblicazione pseudo-storica e provocatoria, creata a tesi e che è parte della “agenda” come si definisce in inglese, di un movimento socio-religioso come ne esistono diversi negli Stati Uniti. Il tempismo con cui Kyrie Irving ha scelto di appoggiare tale produzione non potrebbe però essere peggiore, con le recentissime polemiche attorno al musicista e produttore Kanye West, scaricato da Adidas e nell’occhio del ciclone per le sue dichiarazioni antisemite.
Tempismo imperfetto tanto che il proprietario dei Nets Joe Tsai, la cui pazienza Irving ha già messo a dura prova in passato, ha voluto prendere le distanze dal giocatore: “Sono deluso dal fatto che Kyrie sembri appoggiare un libro pieno di disinformazione antisemita. Vorrei fermarmi e assicurarmi qui e ora che capisca quanto questo ci faccia male, e che da uomo di fede, è sbagliato propugnare l’odio razziale, etnico e religioso. Tutto questo conta di più della pallacanestro“.
Un messaggio duro da parte di Tsai, dai Nets per il momento non sono arrivati commenti nel merito se non un comunicato generico: “La nostra organizzazione condanna e ha tolleranza zero per la diffusione di qualsiasi forma di hate speech. In queste situazioni, noi crediamo per prima cosa nel dialogo aperto e onesto. Ringraziamo quanti ci hanno sostenuto in questo momento particolare“.

