Da quando è in NBA, Lonzo Ball ha avuto un netto percorso di crescita. Già ai New Orleans Pelicans si era dimostrato un giocatore imprescindibile e ai Chicago Bulls ha dimostrato lo stesso.
Nella stagione passata ha giocato appena 35 partite registrando 13 punti , 5 rimbalzi e 5 assist di media a partita, con una incredibile percentuale record del 42% da tre punti su una media di 7.4 tentativi. Cifre ben lontane dal suo inizio di carriera.
Purtroppo Ball ha dovuto affrontare la lesione del menisco al ginocchio sinistro che lo ha fermato per il resto della stagione. L’ex Lakers, dopo l’infortunio ha promesso: “Farò di tutto per giocare tutte 82 le partite la prossima stagione”. Tale promessa però, ad oggi, sembra difficile da mantenere.
La società, nei giorni scorsi, ha annunciato che il giocatore salterà il training camp da poco iniziato e probabilmente anche l’inizio di stagione, che partirà il 18 ottobre. E nella giornata di ieri ha annunciato che Lonzo Ball si è sottoposto a una seconda operazione al ginocchio in artroscopia, che ha allungato i tempi di rientro ad altre 6-8 settimane, come minimo
È chiaro che nessuno nel roster può portare esattamente ciò che porta Lonzo Ball. Oltre ad essere un grande “parassita” in difesa, capace di deviare i palloni con le sue mani veloci, Lonzo Ball è anche bravissimo a spingere la manovra dei Bulls in palleggio, riuscendo a leggere la miglior soluzione offensiva. In compenso, qualche alternativa potrebbe esserci?
Ayo Dosunmu è stato titolare in 40 partite lo scorso anno e, a detta di tutti, ha avuto una offseason mostruosa in cui è migliorato significativamente. Alex Caruso ha iniziato in 18 delle sue 41 presenze e ha mantenuto le aspettative I Bulls hanno anche ingaggiato il veterano Goran Dragić, 36 anni, che sembrava tutt’altro che finito durante il suo EuroBasket con la Slovenia, recentemente concluso. E infine c’è Coby White, titolare in 17 partite la scorsa stagione e che ha trascorso un po’ di tempo con il suo mentore Chris Paul durante la offseason.

