Prima settimana di difficoltà per i Cleveland Cavaliers
Dopo un inizio molto convincente (13-2), i Cleveland Cavaliers hanno affrontato la prima settimana difficile della propria stagione. Le tre partite contro Bucks, Bulls e Clippers sono state tutte perse, due di queste anche nettamente. Sicuramente il calendario si è fatto più fitto e complesso, ma non è questo una buona giustificazione per un calo così netto. Ovviamente stiamo parlando comunque di una squadra molto solida. Risulta perciò chiaro che non sia il caso di sventolare la bandiera della crisi. Tuttavia è bene mettere in evidenza cosa non ha funzionato per i Cavs in questi primi veri banchi di prova.
Il netto calo in attacco
Salta subito all’occhio che nelle ultime tre partite i Cleveland Cavaliers hanno segnato 100 punti di media. Nei primi quindici incontri il dato era di quasi 113 punti a partita. Alla base del tutto sta sicuramente l’aumento delle palle perse. Le 13 di media dei precedenti quindici match sono diventate 18,3 negli ultimi tre. Ovviamente i Big Three sono quelli che più alimentano questa statistica, ma, avendo spesso la palla in mano, è normale. Ecco, le tre star però sono anche costrette a forzare spesso e volentieri, soprattutto nei momenti di difficoltà. Era chiaro che mantenersi su cifre elevatissime per tutta la stagione fosse impossibile per i tre tenori dei Cleveland Cavaliers. Il calo di James, Irving e Love ha portato la squadra ad una diminuzione della produzione offensiva. Il supporting cast spesso è troppo cast e poco supporting. Eccezion fatta per Frye, gli altri spesso non riescono a dare un contributo tangibile in attacco. Pretendere che i Big Three viaggino sempre a 70 punti di media è d’altronde utopistico. Forse è il caso di pensare ad un rinforzo della panchina.
La difesa, questa sconosciuta
Nelle tre sconfitte dell’ultima settimana, i Cavs hanno concesso 114 punti a partita, quasi 14 in più rispetto alla media delle prime quindici partite. E se è evidente che Irving e Love commettono molti errori tecnici in difesa e che James spesso tende a riposarsi, è invece preoccupante la mancanza di concentrazione e spesso anche l’abbondanza di pigrizia. Emblematico l’episodio di Smith che perde l’uomo per andare a salutare Jason Terry. A parte ciò, spesso i Cleveland Cavaliers sono alti sulle gambe e accettano cambi difensivi in maniera frettolosa per pigrizia. Inoltre, le molte palle perse in attacco non vengono compensate da una buona transizione difensiva. In difesa è ora di cambiare atteggiamento, e vale anche per le tre superstar.
Da dove devono ripartire i Cleveland Cavaliers?
Da un difesa migliore e dai Big Three, con un atteggiamento diverso. A Cleveland deve essere chiaro che contro le big non si vince solo grazie al talento delle proprie stelle. E’ necessario dare il massimo in difesa e coinvolgere tutti in attacco grazie al movimento di palla, quello che tanto ci ha incantato fino a questo momento. Il calendario prevede ora due gite a Toronto ed a New York, tutt’altro che semplici. Imperativo rialzarsi per i Cleveland Cavaliers, per far capire che i favoriti per il titolo sono ancora loro. Tre sconfitte non fanno crisi, ma sono un chiaro avvertimento.

I Cleveland Cavaliers avranno anche bisogno dell’apporto della panchina per riprendersi

