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Finisce la corsa playoffs dei Nuggets, Jamal Murray: “Oggi poche energie”

di Michele Gibin

Si è fermata in finale di conference la corsa entusiasmante dei Denver Nuggets, troppo grande l’ostacolo LeBron James in gara 5 della serie per una squadra arrivata con le energie al lumicino dopo due turni di playoffs durissimi, ma comunque ancora in partita fino al quarto periodo.

Nell’ultima recita del 2020 dei Nuggets, il simbolo della squadra è stato Jamal Murray, acciaccato ma non battuto e che per sua stessa ammissione a fine gara ” si è trascinato” in campo, con due infortuni a ginocchio e piede destri. Il canadese ha giocato 43 minuti anche in gara 5 e chiuso con 19 punti e 8 assist: “Ho un livido gigante sul piede destro, mia ha fatto male per tutta la gara, ho provato a cambiare scarpe ma non è servito a molto. Ma non cerco scuse e non ho detto nulla. Un po’ di dolore ma ho giocato, certo il fastidio c’era“.

Guai fisici, stanchezza e problemi di falli che hanno limitato ancora una volta Nikola Jokic, in campo per soli 30 minuti in gara 5, ma che non hanno impedito ai Denver Nuggets di recuperare ben 16 punti di svantaggio nel terzo quarto di gioco, e di recuperare sull’84-84 la partita. Jerami Grant e Monte Morris hanno saputo supportare il duo Murray-Jokic, Paul Millsap non ha mai trovato il canestro dal campo ma si è guadagnato 11 tiri liberi, ma la supremazia a rimbalzo dei Lakers e la scarsa mira al tiro da tre punti (8 su 30) hanno finito per fare la differenza.

Noi sappiamo combattere, anche oggi eravamo andati sotto di 16 punti ma non abbiamo smesso di giocare. E questa sarà la nostra mentalità anche per gli anni a venire“, così Nikola Jokic “Non staccare, lottare e credere di avere sempre una chance di vincere la partita“.

La rimonta dei Nuggets è stata stoppata in prima persona da LeBron James (tripla doppia numero 27 ai playoffs per King James), con 14 punti nel solo quarto periodo ed un assist per una rara quanto decisiva tripla di Danny Green a metà quarto.

Che cosa chiedere di più a un gruppo come questo?” Si chiede coach Mike MaloneChi ha messo più dedizione, impegno e sacrificio in 82 giorni di bolla di questo gruppo? Abbiamo fatto la storia, abbiamo affrontato avversità di ogni sorta e non ci siamo mai tirati indietro… non potrei essere più orgoglioso“.

Nuggets eliminati, Jamal Murray: “Grandi playoffs, oggi poche energie”, Jokic: “Jamal il nostro leader”

Un viaggio che per i Denver Nuggets sembrava finito già dopo la disfatta totale di gara 3 della serie di primo turno contro gli Utah Jazz. Un 124-87 che è stata una delle peggiori sconfitte nella storia della franchigia ai playoffs, con la squadra che sotto per 3-1 dopo gara 4 ha saputo rimontare e vincere, e prendersi persino il lusso nel turno successivo di umiliare i favolosi LA Clippers delle tante star, infilandosi al momento giusto nelle crepe della squadra di Doc Rivers, Kawhi Leonard e Paul George.

Tanti tra i media non ci hanno mai considerati come una cosa seria“, ancora Jamal MurrayCi hanno sempre descritto come la squadra giovane, del futuro… oggi non ho avuto abbastanza energie per aiutare i miei compagni. 82 giorni di bolla, tanti minuti, tanti infortuni (…) avrei potuto giocare molto meglio stasera, per cui abbiamo percorso un grande viaggio ma stare dalla parte di chi perde non mi piace, odio perdere e non c’è molto altro da aggiungere“.

Jamal Murray si è imposto in questi playoffs come una delle star NBA più brillanti: 26.5 punti e 6.6 assist di media con il 50% al tiro ed il 45% al tiro da tre punti, due partite oltre quota 50 punti, a soli 23 anni e con un ruolo da leader e uomo immagine della sua squadra, sia in campo che fuori con l’impegno per la grande causa civile dei giocatori NBA per Black Lives Matter e la giustizia sociale. Dalla prossima stagione, anche il suo contratto al massimo salariale farà di Murray una star NBA a tutti gli effetti, i suoi playoffs 2020 sono stati un battesimo del fuoco eccellente.

E’ stato incredibile, è stato il nostro leader per tutti i playoffs” così Nikola Jokic sul compagno di squadra “Ha giocato infortunato sin dall’inizio della ripresa nella bolla (Murray aveva saltato le prime partite di mini-regular season, ndr), ma lui è un animale da combattimento, un vincente, un grande tiratore (…) 4 anni fa avevamo vinto solo 33 partite, e oggi siamo in finale di conference. E’ bello vedere quanto siamo migliorati, come giocatori e come squadra e organizzazione“.

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