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Nuggets preview 2019/20: the Joker and the young core

di Enrico Nolfo

La stagione 2018/19 ha riservato tante sorprese sia in negativo che in positivo, dal fallimento Lakers con LeBron James fuori dai Playoffs, alla vittoria del titolo di Leonard con i Raptors dopo solamente un anno passato dalla loro parte, alla vittoria dell’MVP da parte della superstar greca Antetokounmpo. Per passare ai giovani Denver Nuggets, squadra rivelazione che con un gioco ben organizzato ed un Jokic formato MVP sono riusciti ad ottenere un record di 54 vittorie e 28 sconfitte secondi assoluti nella Western Conference. La grande annata dei Nuggets ha visto arrivare i ragazzi guidati da coach Malone alle semifinali di conference, fermati sul 4-3 dai Portland Trail Blazers.

Questa cavalcata ha fatto vedere tante cose positive, la conferma in superstar della “Point Center” Nikola Jokic sempre più al centro del progetto, l’esplosione definitiva di un ottimo attaccante come Jamal Murray che ha impensierito le difese avversarie sin dall’inizio della stagione finendo con una media di 18.2 punti in stagione regolare e 21.3 nei Playoffs. Si sono viste anche grandi cose dal veterano Millsap efficiente al massimo come sempre, anche da giocatori come Morris, Beasley, Plumpee, Barton, Hernangomez, tutti giocatori che hanno disputato molte partite sia in quintetto titolare sia partendo dalla panchina, che si sono fatti trovare pronti alla chiamata di coach Malone.Ora alle porte c’è una nuova stagione, e ci si aspetta la riconferma delle prestazioni della scorsa stagione da questi giovani Nuggets.

Nikola Jokic, protagonista dell’ottima stagione 2018/19 Denver Nuggets

  Cosa è successo nella stagione 2018/2019

  • RECORD: 54-28, 2nd in NBA Western Conference
  • NBA 2019 PLAYOFFS: Vittoria nellNBA Western Conference First Round (4-3) VS San Antonio Spurs  (Series Stats), sconfitta nelle NBA Western Conference Semifinals (3-4) VS Portland Trail Blazers  (Series Stats).
  • OFFENSIVE RATING: 113.0 (6th of 30)
  • DEFENSIVE RATING: 108.9 (10th of 30)
  • TEAM LEADERS: Jokic(Punti 20.1), Jokic(Assist 7.3), Jokic(Rimbalzi 10.8)
  • NUMERO CHIAVE: Con 20.1 punti, 7.3 assist, 10.8 rimbalzi e 1.4 rubate a partita Jokic è il migliore in tutte le più importanti statistiche dei Denver Nuggets. La squadra per migliorare o riuscire ad eguagliare l’ottima regular season fatta l’anno passato ha bisogno necessariamente della riconferma delle ottime prestazioni del centro/playmaker serbo.

I movimenti estivi .

Per i Denver Nuggets l’estate non è stata molto movimentata. Oltre l’arrivo della possibile “Steal of the Draft”, Bol Bol alla n°44, gli innesti sono stati Jerami Grant(trade per scelta primo turno draft), con un two-way contract lo sloveno Vlatko Čančar(Free Agent), Tyler Cook (Free Agent), PJ Dozier( Free Agent), Cody Zeller(Free Agent). Per quanto riguarda le partenze le uniche sono state quella di Isaiah Thomas per i Washington Wizards e Trey Lyles per i San Antonio Spurs.

Michael Porter Jr, possibile fattore determinante di una cavalcata verso i primi posti ad Ovest e concorrente per il Rookie of the year.

Il vero innesto in più sarà Michael Porter Jr. Il giovane rookie proveniente dai Missouri Tigers se in forma e non sotto infortuni, avendo un anno di esperienza all’interno della lega può essere il fattore determinante per la stagione, con il suo grande talento offensivo disturberà molto le difese avversarie. Potrà apportare molti punti dalla panca, e sopratutto farà respirare qualche minuto i migliori giocatori offensivi della squadra e aiuterà la second unit nel gioco offensivo(Jokic, Murray, Millsap), dato che la loro uscita dal campo diminuisce di molto le soluzioni offensive dell’attacco dei Denver Nuggets.

Un altro fattore molto importante se pure lui non bloccato dagli infortuni, è Bol Bol.Il Sudanese è stato tutto il suo primo anno di college ad Oregon in infermeria, ma questo non lo ha fermato nel dichiararsi eleggibile al Draft NBA. Bol Bol se in condizioni di poter scendere in campo con il suo gioco dinamico e la sua grande abilità sia nel tiro da fuori che nel gioco dentro l’area, potrà impensierire le squadre avversarie e dare un motivo a coach Malone per poterlo schierare anche nel quintetto titolare.

Porter insieme al Sudanese Bol Bol e tutto il resto dello young core dei Nuggets, potrebbero rendere orgogliosa la società che ha scelto di continuare a puntare su una squadra giovane guidata dal veterano Millsap e il loro punto di riferimento offensivo Nikola Jokic, vogliosi di imporsi ai vertici della lega come la passata stagione.

Nuggets preview 2019/20: il gioco

Coach Malone punta solo ad un obiettivo, ripetere ciò che si è fatto di buono nella passata stagione.Ovviamente una stagione da secondo posto con 54 vittorie sarà difficile da ripetere, soprattutto con la concorrenza che è venuta a crearsi quest’anno. Dalle due squadre di Los Angeles, ai soliti Warriors, passando a Houston con il nuovo duo Harden e Westbrook e le più sottovalutate quando si parla di titolo ma lo stesso ben attrezzate per arrivare fino in fondo, ovvero gli Utah Jazz e Portland Trail Blazers. Proprio i Blazers l’anno scorso hanno eliminato nelle semifinali di conference la squadra di coach Malone, imponendosi per un risultato di 4-3.

Il gioco offensivo dei Nuggets quest’anno per essere efficiente come la scorsa stagione dovrà essere sempre guidato dal campione serbo. Lui anche questa stagione sarà al centro del progetto di coach Malone. Jokic, essendo un centro atipico, legge il gioco come i migliori playmaker e questo fa si che la maggior parte delle azioni offensive passino sempre dalle sue mani. Con 7.3 assistenze a partita il Serbo è il miglior passatore della squadra, il coach cerca di tenere Jokic al centro del campo e con gli altri giocatori sempre agli esterni cerca di sfruttare questa sua grande qualità.

Le qualità da passatore di Nikola Jokic

Jokic in questi casi ha la possibilità di scegliere se usare le sue doti di passatore con un Pick and roll, un passaggio in transizione, no look e scarichi negli angoli ai tiratori o poter decidere di attaccare il ferro o tirare da fuori. Un altro giocatore su cui coach Malone punterà tanto in attacco è Jamal Murray.Il canadese dopo l’estensione di contratto da 170 milioni di dollari in 5 anni dovrà rispondere alle aspettative ed essere uno dei migliori marcatori della squadra se non il primo. Con le qualità offensive che ha, Murray potrà accompagnare Jokic alla guida del reparto offensivo. La shooting guard sfrutta molto la situazione di Pick and roll con il serbo, con momenti in cui Murray porta il blocco e Jokic a gestire il pallone e momenti in cui è Murray a portare palla con Jokic che fa il blocco.

Inediti giochi a due tra Jokic e Murray

Qui vediamo come Jamal Murray e NIkola Jokic usino spesso il Pick and roll, sfruttando le difficoltà avversarie nel prevedere l’agilità nell’andare a canestro e il tiro sugli scarichi del primo e la visione di gioco e la forza fisica del secondo. Altro fattore molto importante per il gioco della squadra del Colorado è l’apporto che la stagione passata è riuscita a dare la second unit. Spiccano i nomi di Monte Morris e Malik Beasley che per colpa/merito degli infortuni si sono visti aumentare di più del doppio il minutaggio a partita, dove si sono fatti trovare preparati e hanno avuto un notevole aumento del loro rendimento offensivo arrivando a fare 10.4 punti di media Morris e 11.3 Beasley. Anche Hernangomez ha visto aumentare il suo minutaggio di molto, partendo in quintetto per 25 partite su 82, questo ha permesso a coach Malone di avere una squadra forte sia a rimbalzo che dal perimetro dato che lo spagnolo oltre che essere un giocatore forte fisicamente sa tirare molto bene da fuori (39%).Tutta questa qualità tecnica nel quintetto titolare e in uscita dalla panchina e la grande gestione dei giocatori da parte di coach Malone li ha portati ad avere il 7° record offensivo(113.0) di tutta l’NBA, con lo stesso approccio nella stagione 2019/20 gli “Outsider” Denver Nuggets potrebbero aspirare ad andare fino in fondo.

Altro fattore molto importante del gioco dei Nuggets è ripetere ciò che si è fatto in difesa nella scorsa stagione, l’idea di difendere aggressivamente sul perimetro, con il lavoro dispendioso degli esterni nei close-out mettono in grande difficoltà sul tiro da 3 le squadre avversarie(39% 3P%). L’utilizzo da parte di coach Malone di quintetti con almeno due giocatori molto fisici in campo, come Hernanmogez, Plumlee, Jokic, Millsap rendono la squadra molto forte e presente nel rimbalzo difensivo e questo concede poche seconde occasioni agli avversari.

Un’altra grande caratteristica della difesa dei Denver Nuggets è l’intensità che riescono a mettere i giocatori che sono in campo durante l’ultimo quarto, i Nuggets sono primi per minor punti concessi alle squadre nell’ultimo quarto con 25.2 di media. Questo vuol dire che la squadra nei momenti importanti sa alzare il livello del suo gioco anche in difesa, ed è questo quello che coach Malone vuole. Soprattutto dal giovane Jokic, che ha già la squadra nelle mani ed il suo apporto difensivo che delle volte lascia a desiderare non potrebbe essere molto produttivo per la squadra. Quindi la buona applicazione del serbo nella fase difensiva potrebbe essere molto importante per il gioco e gli schemi ideati da Malone.

Un potenziale fattore: Will Barton

Barton potrà essere un fattore molto importante se gestito al meglio da coach Malone. Il dubbio più grande è se farlo partire nel quintetto titolare o dalla panchina, il giocatore è in possesso di un grande arsenale offensivo e in entrambi i casi sarà fondamentale nell’apporto offensivo della squadra. Nella scorsa stagione Will Barton è stato schierato molto spesso come ala piccola anche nel quintetto titolare, per avere un secondo portatore di palla insieme a Murray in situazione di Pick and roll con Jokic. Il problema offensivo di Barton è che non è un grande attaccante senza palla in mano e non si muove molto, e in più spesso e volentieri preferisce scegliere  la giocata individuale con jumper dalla media o provando ad attaccare il ferro che servire i compagni. Questo ha portato coach Malone a decidere di farlo partire dalla panchina, in modo tale da lui poter giocare possessi più nelle sue corde ed essere il faro offensivo della second unit tirando liberamente.

Will Barton è una fonte di punti dalla panchina

Qui vediamo come Barton attacca spesso il canestro in tutti i modi a lui più congeniali, libero di prendersi i suoi tiri e guidare il reparto offensivo con la second unit il suo gioco potrebbe essere più spensierato e più fruttuoso.Quindi la soluzione di farlo partire dalla panchina potrebbe esse una buona mossa per coach Malone, che si ritroverebbe un grande attaccante entrare dalla panca che potrebbe portare molti punti e continuare il buon lavoro offensivo fatto dai titolari.

Molto importante potrebbe essere anche il suo mettersi a servizio della squadra totalmente e fare quello di cui la squadra ha bisogno, ovvero prendersi i tiri che servono, aumentare l’intensità difensiva e fare tutto quello che serve alla squadra per arrivare alla vittoria senza manie di individualismo.

Importante sarà la disponibilità di Barton a mettersi a disposizione della squadra

Qui vediamo un Barton totalmente a disposizione della squadra nelle scorse semifinali di conference sia in fase offensiva che difensiva, facendosi trovare pronto sia per gli scarichi arrivatigli trasformati in 3 punti e sia nella difesa uno contro uno con diversi blocchi che hanno fermato gli attaccanti dei Blazers. Da qui vediamo come Barton se gestito in maniera corretta da coach Malone potrà essere un’arma in più per la squadra, supportando i giocatori di punta del team sia offensivamente che difensivamente.

Dove possono arrivare i Nuggets?

Con la grande concorrenza di quest’anno nella Western Conference, arrivare di nuovo come secondo team assoluto sarà molto difficile.Tutto quello che si è fatto di buono la passata stagione dovrà ripetersi se non essere anche fatto in maniera migliore dato che molte squadre si sono attrezzate al meglio in questa “Offseason”, e invece i Nuggets non hanno operato molto durante questa fase.

I buoni propositi per fare una grande stagione ci sono, il coach è un uomo di molta esperienza pronto a guidarli al meglio.I giocatori anche se molto giovani, vengono da una grande stagione terminata alle semifinali di playoff, quindi con un po’ di esperienza in più potrebbero imparare dagli errori passati e dimostrare che non sono gli “Outsider” che tutti pensano. Quindi per la prossima stagione 2019/20 si prospettano i Denver Nuggets agli alti posti della Western Conference, e perché no anche in fondo ai playoff per puntare al tanto desiderato Larry O’Brien Trophy.

 

 

 

 

 

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