Blake Griffin parla della trade che lo portò ai Detroit Pistons
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Blake Griffin parla della trade che lo portò ai Detroit Pistons

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Blake Griffin parla della trade che lo portò ai Detroit Pistons

Le reazioni di un giocatore NBA alla notizia di una trade possono essere variegate: era la trade nell’aria? In che città in che squadra questo o quel giocatore finirà? Tutte considerazioni che incidono sui pensieri dei giocatori coinvolti.

La trade che spedì nel gennaio 2018 Blake Griffin ai Detroit Pistons arrivò come una sorpresa. La prima scelta assoluta del draft NBA 2009 aveva siglato solo 7 mesi prima un contratto al massimo salariale da 173 milioni di dollari con i Los Angeles Clippers nell’anno zero dell’epoca post “lob city”, e da star e perno della sua unica (allora) squadra NBA in carriera, Griffin si ritrovò a fare le valige in direzione Michigan.

La reazione di Blake Griffin e dei suoi colleghi e amici all’epoca? Ce la racconta lo stesso giocatore: “Quando fui scambiato, in tanti mi chiamarono e mi dissero: ‘mi dispiace… ma com’è Detroit?’ ed io dissi loro che Detroit andava benissimo. E loro: ‘No, davvero, com’è Detroit?’. Ci pensavo perché un mio amico (Reggie Bullock? ndr) fu scambiato da una città e squadra che non dirò, ai Lakers: tutti su Instagram si complimentarono con lui, ‘sono contento per te, è fantastico, ce l’hai fatta!’ (…) ora quel giocatore non gioca nemmeno più ai Lakers, questo per spiegare la differenza di percezione e le differenti reazioni“.

Questo mio amico e collega rimase ai Lakers due mesi e mezzo e non fece nemmeno i playoffs, io l’anno scorso ho giocato i playoffs con i Pistons, ho giocato una buona stagione. Eppure lo schema mentale rimane sempre questo

Blake Griffin ha dimostrato da subito di non considerare i Detroit Pistons come una fermata di transizione nella sua carriera. In 16 mesi la sua intesa con Andre Drummond ha portato una squadra con limiti offensivi ai playoffs della Eastern Conference, ed un intempestivo problema al ginocchio per l’ex Clippers non ha permesso alla squadra di coach Dwane Casey di competere al completo contro i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo.

Io sono un giocatore NBA” prosegue Griffin “La mia giornata tipo è semplice: allenamento, casa, cena, riposo e pallacanestro, tutti i giorni. Qui in Michigan è la situazione perfetta, ho i miei spazi e non mi sento in trappola ed inseguito“.

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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