Andrew Wiggins dei Golden State Warriors ha chiesto alla NBA di essere esentato dal vaccino “per motivi religiosi”, come previsto dai protocolli, ma la sua richiesta è stata respinta.
Wiggins risulta al momento l’unico giocatore degli Warriors ancora non vaccinato contro il Covid, un potenziale problema per la squadra. Stando alle misure anti contagio introdotte a San Francisco, l’accesso a eventi e strutture pubbliche al chiuso, come arene NBA e centri di allenamento, è concesso solo a chi si è completamente vaccinato e sia munito di certificazione, il nostro green pass in pratica. Obbligo valido per tutte le persone maggiori di 12 anni, e senza motivi validi e accertati di salute o appunto religiosi.
Wiggins resterebbe pertanto fuori oggi anche dai training camp che si aprono tra il 28 e 29 settembre per le squadre NBA.
La NBA ha comunicato di aver respinto la richiesta dell’ala di Golden State: “Andrew Wiggins non potrà prendere parte alle partite casalinghe dei Golden State Warriors fino a quando non si adeguerà alle misure introdotte dalla città di San Francisco in materia di vaccino“. Nel marzo scorso, all’inizio della campagna di vaccinazione di massa negli Stati Uniti contro il Covid-19, Andrew Wiggins aveva dichiarato che avrebbe fatto il vaccino solo se costretto. “Niente contro chi decide di farlo, la mia è una decisione personale e decido di non vaccinarmi“, aveva detto allora.
La NBA non ha introdotto alcun obbligo vaccinale per i suoi giocatori, e a oggi solo San Francisco e New York hanno introdotto le misure più severe su vaccinazione e luoghi pubblici e eventi. Non è detto però che altre città non possano seguire tale strada: la campagna vaccinale negli Stati Uniti prosegue a ritmo meno elevato di quanto sperato, con il 55.6% di popolazione vaccinata con due dosi, e alcuni stati in cui non si è ancora raggiunto il 50%. E se l’obbligo di green pass per la libera circolazione delle persone di dovesse dimostrare elemento di persuasione efficace, altri stati o città potrebbero seguire l’esempio di New York e San Francisco.
Per quanto riguarda la NBA, l’obbligo vaccinale è esteso a allenatori, staff, media e lavoratori delle arene, e agli arbitri.

