Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsChris Paul “senza strappi” nel sistema Warriors: “Vogliamo la stessa cosa”

Chris Paul “senza strappi” nel sistema Warriors: “Vogliamo la stessa cosa”

di Michele Gibin
chris paul

Il processo di inserimento di Chris Paul nella macchina Golden State Warriors è stato “senza strappi” finora per l’ex Phoenix Suns, che ha già instaurato un legame stretto con la nuova realtà.

CP3 è sceso in campo anche nell’ultima uscita di preseason di Golden State contro i Los Angeles Lakers, una vittoria per 129-125 in cui tutte le star di Warriors e Lakers – Paul, Steph Curry, Klay Thompson e LeBron James e Anthony Davis – hanno giocato qualche minuto. Chris Paul è partito in quintetto senza Draymond Green infortunato e ancora ai box a causa di una caviglia malmessa, e ha segnato 6 punti con 4 assist ma anche 5 palle perse.

Per Curry prova da 18 punti in appena 21 minuti, tanto spazio dalla panchina per Jonathan Kuminga che ha chiuso con 26 punti, 3 su 5 da tre e 3 rimbalzi con 3 assist in 27 minuti di gioco. Coach Steve Kerr ha concesso tanto spazio anche a Moses Moody e Brandin Podziemski che ha segnato 10 punti con 10 assist.

Per i Lakers 12 punti con 5 assist per LeBron James e 13 punti con 6 rimbalzi e 4 assist per Anthony Davis, in gialloviola tra i migliori ci sono Taurean Prince e Austin Reaves autori di 17 e 16 punti rispettivamente. Christian Wood dalla panchina ha segnato 13 punti.

Prima di scendere in campo contro i Lakers, Chris Paul ha parlato delle sue prime settimane da giocatore dei Golden State Warriors. “Ciò che mi ha sorpreso in positivo di più è quanto senza strappi sia stato il mio ingresso. Ricordo già dal primo giorno a Los Angeles in palestra, i ragazzi erano tutti lì, io avevo voluto portare mio figlio e un paio di suoi amici, così per vedere… abbiamo tanti volti nuovi e sono tutti entusiasti di quello che vogliamo costruire qui“.

Il basket è sempre lo stesso, è un gioco semplice e anche dopo 19 anni di esperienza. Il cambiamento maggiore è arrivato col tiro da tre così esteso, io ho giocato due anni al college e non è certo la prima squadra che cambio. Vedremo, ogni volta che ho cambiato squadra ho dovuto sentire gente dire che non avrebbe funzionato. Ma qui agli Warriors tutti vogliamo e inseguiamo una sola cosa, non è che io abbia obiettivi diversi dagli altri. Non saremo gli Warriors del 2017 e neppure quelli del 2022, siamo un gruppo nuovo, con caratteristiche nuove e che deve trovare le cose che funzionano per sé“.

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