Anche Draymond Green, colonna dei Golden State Warriors ha voluto dire la sua sul nuovo metro arbitrale adottato in questa stagione dai fischietti NBA, che premia meno gli attaccanti che cercano i contatti con i difensori in situazioni di tiro.
E l’opinione di Green è tutta a favore del nuovo corso, che a suo dire ha migliorato la qualità del basket visto sui parquet NBA nelle ultime due settimane.
“Vedere le partite senza più quelle ca**o di chiamate arbitrali da più soddisfazione, è davvero più appagante guardare senza dover vedere tutti quei fischi, quei giocatori che provano ad agganciare le braccia dei difensori e procurarsi dei falli. Si, quest’anno mi sto proprio divertendo“. Così Green dopo la facile vittoria dei suoi Warriors (5-1) sugli Oklahoma City Thunder per 103-82, per Dray una partita da 14 punti, 11 rimbalzi e 8 assist.
“Avevo smesso di guardare le partite, perché c’era davvero troppo flopping, troppi giocatori che si guadagnavano troppi tiri liberi. Per cui credo sia stata una cosa fantastica questa nuova regola, se così non fosse non sarei qui a dirlo. Si stava trasformando tutto in una gara a chi tirava più liberi“, esagera poi Green “E a nessuno interessa guardare una cosa così. In campo si sente la differenza, ed è una bella cosa per il nostro sport“.
Della stessa idea di Green non sono stati James Harden e Trae Young, su tutti, che hanno invece chiesto agli arbitri di non esagerare nel senso opposto, e di fatto “mangiarsi” dei falli evidenti assieme a quei contatti non più da sanzionare. Dopo la partita contro OKC, Stephen Curry ha parlato di una “zona grigia” in cui è ancora difficile orientarsi, per gli arbitri, e che anche i grandi attaccanti dovranno “adattarsi” al nuovo corso. “Personalmente, non ci sono problemi“.
Draymond Green ha citato proprio James Harden come grande esempio di cosa sia cambiato: “Lui è sempre stato il migliore a procurarsi tanti falli, ricordo tutte quelle partite da 24 su 24 ai tiri liberi, e quando giochi contro un giocatore così abile e non puoi neppure toccarlo, diventa difficile (…) tutti hanno imparato l’arte da Harden, lui è stato il maestro in questo”.
“Ora non stiamo più vedendo partite che finiscono 147-139 (…) per cui diamo alla NBA il suo merito“.

