Prima Steve Kerr: “Non inseguiremo qualche vittoria in più“, poi Draymond Green: “Giocare per i play-in non mi entusiasma“, e quindi l’infortunio di James Wiseman che potrebbe avere l’effetto collaterale positivo di togliere i Golden State Warriors dall’imbarazzo.
Una stagione nata male, con l’infortunio di Klay Thompson che ha costretto gli Warriors a ricalibrarsi. Da potenziale (pur con diversi dubbi) squadra da top 4 a Ovest a squadra che avrebbe finito per giocare – alla meglio – per i play-in e col rischio di dover spremere più del dovuto il 33enne Stephen Curry.
James Wiseman era partito bene per poi sbattere contro il temuto “rookie wall” e sentire tutto il peso delle sole 3 partite di college giocate in carriera. Chiedere di più al prodotto di Memphis al suo primo anno, in una squadra prestigiosa e che di tempo per aspettarlo non ne ha neppure tantissimo, non si poteva proprio.
Ora, col suo infortunio al ginocchio destro rimediato contro gli Houston Rockets sabato, la stagione dei Golden State Warriors pare avere davvero poco ancora da dire a 5 settimane dalla fine della regular season, e con la squadra con un record perdente (25-28).
Non avrebbe senso per Golden State forzare il recupero di Wiseman. Meglio chiudere qui la sua stagione e rimettere in campo l’ex Tigers alla Summer League e al prossimo training camp. Per gli Warriors è però troppo tardi per darsi al tanking, mettere Curry e Draymond Green al caldo e rimandare tutto all’anno prossimo (per di più una scelta al draft 2021 oltre la numero 20 finirebbe agli Oklahoma City Thunder), ma lo stop di James Wiseman ha tolto alla squadra buona parte delle motivazioni per spingere davvero sul gas e provare a mettere al sicuro la classifica.
Provando a guardare la situazione da un angolo diverso, anche un sollievo per gli Warriors che termineranno la stagione senza dannarsi l’anima e – c’è da scommetterci – con tanto spazio da dare a giocatori come Jordan Poole e Nico Mannion. Tra gli infortunati c’è anche Eric Paschall e Golden State in questo momento semplicemente non ha abbastanza uomini e difesa per provare a resistere, un infortunio (scongiuri) a Stephen Curry sarebbe un cataclisma.
Kerr ha sempre parlato di “visione a lungo termine“, gli Warriors sono in un momento di transizione anche nel front office con Rick Welts che saluterà a fine stagione. In estate ci sarà da decidere sul futuro di Kelly Oubre Jr (che non ha fatto abbastanza per meritarsi il rinnovo che ritiene di meritare, va detto), un draft importante soprattutto se Golden State beneficerà anche della prima scelta dei Minnesota Timberwolves (protetta solo per le prime 3 posizioni) e annesso al draft anche il mercato, con le posizioni di Andrew Wiggins, specialista con un contratto da re, e di Draymond Green da valutare.
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