Stephen Curry ha rinunciato alle Olimpiadi di Tokyo 2020 nonostante la sua disponibilità alla convocazione data nei mesi scorsi, ma secondo Marc Stein la star dei Golden State Warriors potrebbe “recuperare” a Parigi, tra 3 anni.
Curry compirà 34 anni a marzo, a Parigi ne avrà 36 e sarà ancora perfettamente eleggibile per giocare alle Olimpiadi a meno che la USAB a gestione Grant Hill, che sostituirà dal 2022 Jerry Colangelo, non decida di puntare sulla nuova generazione di talenti NBA che con Jayson Tatum, Bam Adebayo e Devin Booker si è affacciata a Tokyo al palcoscenico olimpico.
Secondo Stein, Curry godrà di una sorta di “ticket” guadagnatosi con le sue due partecipazioni ai Mondiali FIBA 2010 e 2014, vinti da Team USA. Una manifestazione tradizionalmente ostica per gli USA, con le grandi star NBA che si solito sono più interessate alle Olimpiadi.
Curry non ha mai giocato alle Olimpiadi, non ce n’è mai stata l’occasione ma la porta non si è ancora chiusa. In un certo senso l’anno di rinvio (dal 2020 al 2021) per Tokyo gioca a favore di Stephen Curry, “che è il miglior tiratore di tutti i tempi” come ricordato dal suo allenatore Steve Kerr, assistente di Gregg Popovich a Tokyo e medagliato olimpico, “Steph potrà assolutamente giocare alle Olimpiadi fra tre anni“.

