Carmelo Anthony è diventato ufficialmente un giocatore dei Los Angeles Lakers, e dopo 18 lunghe stagioni un compagno di squadra dell’amico di sempre e collega di draft LeBron James.
Nel 2021\22 Melo andrà alla caccia ai Lakers del titolo NBA mai vinto in 17 anni. Anni in cui Anthony è stato una delle star NBA più brillanti, stella della nazionale USA alle Olimpiadi, una carriera che nel 2018 sembrava essersi interrotta in modo davvero poco glorioso, col il flop agli Oklahoma City Thunder e addirittura il taglio dopo 11 partite agli Houston Rockets.
I Portland Trail Blazers travolti dagli infortuni nel novembre del 2019 avevano dato una seconda chance a Melo, che messo da parte l’orgoglio a 35 anni suonati era riuscito a ritornare su un parquet NBA dopo oltre un anno, per dimostrare di non aver perso una goccia del suo talento e carisma.
La “chiusura del cerchio” con LeBron James, scelto al draft NBA 2003 con la prima chiamata assoluta appena due posizioni prima di lui, sembrava il capitolo finale logico della carriera di Carmelo Anthony, come confermato dallo stesso Melo.
“LeBron mi ha contattato dicendomi: Melo, è ora di farlo“, così Anthony “Ti voglio qui, possiamo fare qualcosa di importante. E io mi sento proprio come se il momento sia quello giusto“.
Ai Lakers, Carmelo Anthony ritroverà anche Russell Westbrook con cui le cose in campo nel suo unico anno passato ai Thunder non furono semplici. Quattro anni più tardi Melo è un giocatore meno “ingombrante” in attacco, che ha imparato a sue spese ad accettare un ruolo minore a 37 anni.
“Alla fine si tratta solo di giocare, giocare a basket e niente altro. Siamo vecchi? Non ci importa, siamo noi a decidere che cosa accadrà e in un certo senso mi piace che si parli della nostra età. E noi abbiamo talento, esperienza e abilità a sufficienza (…) Io e LeBron siamo sempre stati su traiettorie diverse in carriera, ma ora il cerchio si è chiuso, possiamo dire così“.
Dopo aver raggiunto via trade Russell Westbrook i Lakers hanno provveduto a rinforzare il roster con tanti veterani al minimo salariale come Trevor Ariza, Wayne Ellington, Kent Bazemore (già compagno di squadra di Melo a Portland) e Dwight Howard, e con due giocatori giovani e di talento come Malik Monk e Kendrick Nunn che hanno accettato la sfida di LeBron James. Il rinnovo di Talen Horton-Tucker ha completato la squadra.
“Io vengo qui per giocare per il titolo NBA, questa è la mia mentalità“, ancora Anthony “Sappiamo tutti che è l’unica cosa che mi manca, giusto? E’ l’unica cosa che mi motiva ancora e che mi spinge, mi manca e voglio conquistarla“.

