Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors Volete allenarvi come Stephen Curry? Ecco cosa rischiate secondo il suo preparatore

Volete allenarvi come Stephen Curry? Ecco cosa rischiate secondo il suo preparatore

di Michele Gibin
stephen curry

Quanto si allena Stephen Curry, e come per essere ancora in forma MVP a quasi 35 anni?

Domanda a cui ha risposto il suo preparatore atletico Brandon Payne, che da anni cura il fisico di Steph e ne conosce ogni aspetto. Per Payne, Stephen Curry è oggi a 34 anni un una forma molto migliore rispetto alle annate in cui vinse due premi di MVP NBA consecutivi, nel 2015 e 2016 quando di anni ne aveva 28 e 29.

Lo Steph di oggi vince a mani basse, nessun dubbio. Questo Curry avrebbe surclassato fisicamente quello dei due MVP di 7 anni fa, lo avrebbe controllato. Entrambi sono molto forti, intendiamoci, ma lo Steph Curry di oggi è qualcosa che non si è mai visto (…) è un palleggiatore migliore, un tiratore migliore, prende decisioni migliori in campo, è più forte, più veloce, migliore in qualunque cosa“.

Tanto si è scritto sul modo di giocare unico, e contro-intuitivo di Stephen Curry, che per quanto paradossale possa sembrare viste le sue cifre, è al suo meglio lontano dal pallone, tra movimenti di relocation, blocchi e tagli improvvisati nel sistema offensivo di Steve Kerr ai Golden State Warriors. Tra i responsabili in senso buono c’è anche Payne, che ha saputo inventare per Curry degli esercizi che esaltano le sue capacità di leggere e decidere in campo in pochissimi istanti di secondo: “La sua capacità di riconoscere una situazione e prendere la decisione più corretta è a un livello più altro di chiunque altro. Mentalmente ha sempre viaggiato a una velocità diversa dagli altri ma ora il gap tra lui e il resto si sta facendo sempre più largo. Ora che si gioca tantissimo sul perimetro e con tanti giocatori giovani, si vede davvero quanto in controllo sia“.

Il trainer di Curry ha anche raccontato del lavoro specifico fatto con Steph in estate, dopo il titolo NBA 2022 vinto contro Boston e al termine di una stagione in cui aveva tirato col 38% da tre punti, percentuale più bassa mai tenuta in carriera. “Non eravamo contenti di quanto fatto (…) abbiamo curato l’atterraggio dopo il tiro e la rotazione col busto, come si finisce il movimento di tiro. Anche la sua selezioni di tiri non è stata perfetta, ma lì ci ha pensato tutto da solo“.

Per definire quindi l’etica del lavoro e l’esigenza verso sé stesso di Stephen Curry in allenamento, Payne ha citato l’esempio di un giocatore NBA “ancora in attività” che si era sottoposto alla routine di allenamento del numero 30 di Golden State: “dopo 5 minuti del primo esercizio, si è seduto per terra per 30 secondi e poi ha finito per vomitare dalla fatica. Poi ha piantato tutto. Ed era anche un buon giocatore“.

Anche Trae Young degli Atlanta Hawks, ha raccontato sempre Payne, si era sottoposto agli esercizi di corsa e tiro da ogni posizione di Curry: “All’inizio l’ha accusato un bel po’ ma dopo essersi ripreso ha completato tutto l’esercizio senza problemi“.

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