Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors, Steph Curry “si augura” gruppo intatto anche nel 2023-24

Warriors, Steph Curry “si augura” gruppo intatto anche nel 2023-24

di Michele Gibin
klay thompson, draymond green e stephen curry

Potrebbe anche leggersi come un messaggio, quello di Stephen Curry che mentre la stagione regolare bizzarra dei Golden State Warriors volge al termine, si è augurato che la squadra possa tenere intatto il suo nucleo storico e vincente anche l’anno prossimo.

Gli Warriors hanno perso a Denver una partita alla portata contro i Nuggets per 112-110, respinti da Michael Porter Jr e Jamal Murray che ha persino stoppato il secondo tentativo di Steph da tre punti per la vittoria, nei secondi finali. Il fatto che i Nuggets fossero senza Nikola Jokic, e che a Golden State non sia riuscito il sorpasso al quinto posto ai Clippers, ha reso ancora più amaro il KO. Senza contare che ora anche i Lakers di Davis e LeBron sono più vicini.

Curry ha tirato male contro Denver, con 2 su 14 da tre punti, lui e Klay Thompson sono andati praticamente di pari passo quasi la loro intesa perfetta lo sia anche quando il pallone non vuol saperne di entrare. Sconfitta che ha fatto precipitare il già magro record in trasferta dei campioni in carica a 9-30, con 2 delle restanti 3 partite ancora da giocare che saranno fuori casa.

Ai playoffs, sperando se siete dei giocatori o dei tifosi dei Golden State Warriors di non aver bisogno dei play-in, è possibile che per dei campioni conclamati possa iniziare una stagione tutta nuova. Soprattutto se dovesse rientrare anche Andrew Wiggins. Stephen Curry proverà a ripetere il numero riuscito nel 2022, e nel frattempo ha già detto la sua sul futuro prossimo dei suoi Warriors.

Io penso ancora che possiamo tenere tutti qui, sappiamo tutti quanto Bob (Myers, ndr) sia importante, quanto coach Kerr sia importante e quanto lo sia il nostro intero nucleo, con Dray, Klay, io, Andre Iguodala che anche se ha avuto un anno difficile con gli infortuni è stato importante dietro le quinte per la nostra cultura di basket qui. Perché abbiamo dimostrato che possiamo ancora vincere e su questo non ci può essere dubbio. Perciò, finché continueremo a provare che possiamo vincere di nuovo, questo renderà ogni discorso più semplice“.

Quali discorsi? Per prima cosa il rinnovo del Gm e presidente della squadra Bob Myers, in scadenza di contratto e che dovrà prendere una decisione.

Per secondo, i contratti di Draymond Green e Klay Thompson che entreranno nel 2023-24 nell’ultimo anno, e di Donte DiVincenzo, mossa più che azzecata dell’estate 2022 in free agency. Green e Thompson saranno eleggibili entrambi per un’estensione di contratto pluriennale e Draymond Green potrebbe già uscire dal suo accordo attuale che prevede una player option.

I rinnovi di Thompson e Green potrebbero costare carissimi in termini di luxury tax ai Golden State Warriors, e dal 2024 entrerà in vigore sul salary cap NBA il nuovo contratto CBA e il già temuto “Upper Spending Limit“. Una seconda soglia salariale oltre quella della luxury tax (posta a 17.5 milioni di dollari oltre) che se superata limiterà profondamente le possibilità di manovra sul mercato, come cedere via trade una futura prima scelta o beneficiare della midlevel exception. Per accogliere gli eventuali nuovi contratti di Green e Thompson, gli Warriors potrebbero dover mettere mano al loro monte salari, magari valutando una trade per Jordan Poole o Gary Payton II, se non addirittura per Andrew Wiggins.

 

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