Danuel House, da punto interrogativo a pedina insostituibile
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Danuel House, da punto interrogativo a pedina insostituibile

Danuel House, da punto interrogativo a pedina insostituibile

Approdato a Houston a stagione già iniziata con l’etichetta di incompiuto, Danuel House non è stato soltanto in grado di ritagliarsi uno spazio tra le file dei vicecampioni della Western Conference, ma addirittura di divenire in brevissimo tempo un elemento a dir poco imprescindibile per il sistema di gioco degli Houston Rockets. Merito anche e soprattutto di Mike D’Antoni, un vero e proprio mago nel rivitalizzare i giocatori in difficoltà: ci era riuscito con Eric Gordon due anni fa, con Gerald Green e P.J. Tucker lo scorso anno e ce l’ha fatta anche in questa stagione con i vari Kenneth Faried, Austin Rivers e, appunto, House.

Quest’ultimo non era riuscito a imporsi né ai Washington Wizards né ai Phoenix Suns e nemmeno il provino con i Golden State Warriors gli aveva fatto ottenere la tanto agognata chance in NBA, tanto da girovagare per la G-League (tre squadre nel giro di due anni nel campionato di sviluppo della NBA), prima di essere convocato da D’Antoni per sopperire alle defezioni di un roster che a inizio anno faceva ancora i conti con il rendimento altalenante di James Ennis, i problemi fisici di Chris Paul, Eric Gordon e Nenê e la scarsa capacità ad adattarsi al nuovo contesto di Carmelo Anthony e Michael Carter-Williams.

Il classe ’93 non delude, mettendo in mostra tutto il suo talento e la sua grinta da vendere che gli ha permesso di coronare il suo sogno, peraltro nella sua città natale. Da novembre a gennaio, il suo rendimento sale di livello partita dopo partita, in linea con i progressi della squadra: in 25 gare disputate, di cui 12 nel quintetto titolare, House fa registrare 9 punti, 3.6 rimbalzi e un assist per gara col 46% dal campo e il 39% da dietro l’arco, facendosi valere su entrambi i lati del campo.

Dopo aver lasciato temporaneamente la squadra per far ritorno ai Rio Grande Valley Vipers, in G-League (per ragioni economiche e non tecniche), in seguito alla scadenza del suo two-way contract, il quasi 26enne è tornato alla base poco più di una settimana fa, facendo il suo secondo debutto in maglia Rockets nel match vinto 108-102 contro i Phoenix Suns, in cui risulta decisivo con 18 punti, 3 rimbalzi e un recupero col 54.5% al tiro (6/11) e il 50% da tre (4/8) e la tripla che certifica la vittoria dei suoi, per poi ripetersi con 14 punti, 7 rimbalzi e 2 assist con l’83% dal campo (5/6) e il 67% dalla lunga distanza (2/3) nel successo per 117-102 coi Minnesota Timberwolves, stavolta in uscita dalla panchina.

Nella recente vittoria per 121-105 con gli Atlanta Hawks, invece, il numero 4 dei Razzi ha messo a referto 19 punti, 3 rimbalzi e 2 assist tirando col 54.5% da tre (6/11, eguagliato il suo massimo in carriera): da quando è tornato alla corte di D’Antoni, House sta viaggiando a medie di 17 punti, 4.3 rimbalzi e 1.3 assist col 59% al tiro e il 54.5% da dietro l’arco. Numeri che testimoniano la sua importanza all’interno del sistema dei Rockets, ma che di certo non bastano ad esaurire il discorso sul suo ruolo nel progetto.

Grinta, personalità, talento e fiducia: il mix vincente firmato Danuel House

Danuel House continua a crescere e a rivelarsi una pedina più che affidabile per i suoi Houston Rockets.

In merito al suo ruolo, infatti, bisogna considerare anche ciò che le statistiche non dicono o che comunque spesso e volentieri tendono a oscurare. House non è soltanto un gran tiratore bravo in difesa, ma è anche capace di penetrare e prendersi il fallo, crearsi un tiro dal palleggio e concludere in step-back da dietro l’arco o smarcare i compagni con passaggi che spiazzano le difese avversarie. Oltre a ciò, è anche un ottimo stoppatore, in grado di contenere avversari dalla stazza fisica superiore, e legge benissimo il gioco in entrambe le fasi.

“Ho molta più fiducia in me stesso. Studio di più il gioco rispetto a prima, analizzo ogni dettaglio. Se miglioro partita dopo partita devo ringraziare i miei compagni e il coaching staff, hanno riposto tantissima fiducia nei miei confronti.”, ha dichiarato il diretto interessato in un’intervista rilasciata a Jonathan Feigen, giornalista del Houston Chronicle. House, insomma, ha finalmente trovato la sua dimensione nella NBA, indossando i colori della sua Houston, che ora si appresta a difendere anche ai playoff.

Dennis Izzo
dennisizzo13@icloud.com
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