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Rockets, netta vittoria coi Warriors. D’Antoni: “Presto saremo al top”

di Dennis Izzo

Seconda vittoria consecutiva per gli Houston Rockets, che sembrano essersi ormai definitivamente alle spalle il pesantissimo ko per 129-100 riportato pochi giorni fa sul campo dei Miami Heat. Privi dell’infortunato Eric Gordon, i texani superano per 129-112 i giovanissimi Golden State Warriors al Toyota Center, mandando in doppia cifra ben sei giocatori (tutto il quintetto titolare più Austin Rivers, autore di 12 punti con un perfetto 4/4 da dietro l’arco).

Prestazione da incorniciare per James Harden, autore di 36 punti, 4 rimbalzi, 13 assist, 3 palle recuperate e altrettante stoppate col 43.5% dal campo (10/23) e il 37.5% da dietro l’arco (6/16), ma il Barba non è solo. Bene, infatti, anche gli altri compagni di squadra, che sembrano aver imparato la lezione dopo alcune prestazioni che hanno lasciato a desiderare in quest’avvio stagionale, soprattutto nella metà campo difensiva. Capela stravince il duello con Cauley-Stein, chiudendo con una doppia doppia da 19 punti, 16 rimbalzi e 6 stoppate col 64% al tiro (9/14).

“Stiamo migliorando tantissimo in fase difensiva, abbiamo fatto molto meglio. Questo ci ha permesso di segnare tanti canestri in transizione, triple facili e cose simili. Siamo una grande squadra e quando difendiamo al massimo possiamo fare dei parziali pesantissimi. Non siamo partiti benissimo e abbiamo dato loro fiducia, ma abbiamo chiuso la pratica grazie alla difesa. I tiri possono entrare o meno, l’importante è essere solidi nella nostra metà campo.”, ha dichiarato Harden in merito all’atteggiamento difensivo dei suoi Rockets, una delle chiavi della vittoria interna coi Warriors.

Houston tira con ottime percentuali sia dal campo (49.5% con 48/97) che da dietro l’arco (47% con 21/45), soprattutto grazie all’apporto degli specialisti P.J. Tucker e Danuel House, che mettono a referto rispettivamente una doppia doppia da ben 22 punti, 11 rimbalzi, 4 assist e un recupero col 64% al tiro (9/14) e il 50% dalla lunga distanza (4/8) e una prova da 17 punti e 6 rimbalzi col 60% dal campo (6/10) e l’83% da tre (5/6). Prestazione molto solida su entrambi i lati del campo anche per Russell Westbrook: per lui 18 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 2 palle rubate col 44% al tiro (8/18). The Brodie, inoltre, supera Bob Cousy per numero di assist in carriera, portandosi a quota 6958 passaggi vincenti al diciannovesimo posto all-time.

Rockets solidi in attacco e difesa, Warriors asfaltati

“Abbiamo iniziato a segnare di più quando abbiamo alzato il livello in difesa. Se fossimo stati più decisi dall’inizio, probabilmente avremmo potuto chiudere la partita con largo anticipo. Al momento non siamo in grande forma, ma continueremo a lavorare per arrivare ad avere la miglior condizione possibile. In pre-season ho gestito i minuti in modo che possiamo arrivare più freschi alla fine della stagione. Non posso arrabbiarmi perché i giocatori non sono ancora del tutto in forma, sarà un processo graduale ma ci arriveremo al meglio.”, il commento di coach Mike D’Antoni sulla prestazione dei suoi. Il coach dei Rockets si sofferma in particolar modo sulla condizione fisica dei suoi, apparsi ancora piuttosto lontani dai livelli abituali, ma comunque in netta ripresa rispetto alle scorse gare.

Tra le file dei Warriors, invece, si segnala in particolar modo Alec Burks, che in uscita dalla panchina fa registrare ben 28 punti, 8 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi col 56% dal campo (10/18) e il 37.5% da dietro l’arco (3/8) in 31′ sul parquet. 13 punti a testa per Damion Lee e Omari Spellman (quest’ultimo con un perfetto 6/6 al tiro), mentre continua a sorprendere il rookie classe ’96 Eric Paschall, autore di 19 punti, 6 rimbalzi e 3 assist col 50% dalla lunga distanza (2/4) e dà il suo contributo anche Glenn Robinson III con una bella doppia doppia da 15 punti e 11 rimbalzi col 46% dal campo (6/13) e il 50% da tre (3/6).

Golden State deve fare i conti con le pesantissime assenze di Stephen Curry, Klay Thompson, Draymond Green e D’Angelo Russell, ma risulta comunque essere una squadra piuttosto difficile da affrontare, con tantissimi giovani talenti da forgiare che viaggiano sulle ali dell’entusiasmo e scendono in campo ogni notte con l’obiettivo di lasciare il segno nella lega (basti pensare al fatto che pochi giorni prima della sconfitta coi Rockets siano addirittura riusciti a battere i Portland Trail Blazers di Damian Lillard e C.J. McCollum, ottenendo la prima vittoria al nuovo Chase Center).

I Rockets, dal canto loro, dimostrano che quando offrono il meglio del proprio repertorio sia in attacco che in difesa sono una squadra difficilissima da affrontare per chiunque. Se è vero che parlare di obiettivi stagionali sarà necessario aspettare ancora un bel po’ di settimane, se non addirittura mesi, è pur vero che la reazione di carattere e d’orgoglio della squadra di Mike D’Antoni fa capire quanto potenziale abbia questo gruppo.

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