fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Pacers preview 2019/20: Victor, vittoria?

Pacers preview 2019/20: Victor, vittoria?

di Luigi Ercolani

Nel 1960 in cui Adriano Celentano nel suo singolo “Che dritta” cantava, di una tale Gabriella, “ha le curve del circuito d’Indianapolis“, costruito una cinquantina d’anni dopo. Gli Indiana Pacers, che proprio dal famoso impianto automobilistico mutuano il nome, sarebbero stati fondati solo sette anni dopo. A loro ora tocca tenere alto l’onore dello stato dell’Indiana, ora che il circuito è stato dismesso sia per la Formula 1 che per il Motomondiale.

Poco male, a pensarci, perché di luoghi che vivono di pallacanestro come l’Indiana è quasi impossibile trovarne, almeno a giudicare dai racconti che ne vengono fatti.

Cosa è successo nella stagione 2018/19

  • Record: 48-34
  • Piazzamento: #seed 5, Eastern Conference
  • Rendimento playoff: sconfitta 4-0 al primo turno, vs Boston Celtics
  • Offensive rating: 109.9
  • Defensive rating: 106.5
  • Team leaders: Victor Oladipo (18.8 PTS), Domantas Sabonis (9.3 REB), Darren Collison (6 AST)
  • Numero chiave: 59%, la percentuale dal campo di Domantas Sabonis che certifica la crescita offensiva del lungo lituano.

I movimenti estivi

I Pacers hanno salutato per motivi diversi sei degli otto giocatori più presenti per minuti nei playoffs, ovvero Bogdanovic, Collison, Young, Matthews, Joseph ed Evans. In entrata sono invece arrivati CJ Wilcox, Brian Bowen, JaKeenan Gant e Jeremy Lamb, che sarà un utilissimo cambio per gli esterni.

brogdon-pacers

Malcolm Brogdon marcato da Klay Thompson, in un match Bucks-Warriors

Dimentichiamo qualcuno? Ah, già, ci sarebbe Malcolm Brogdon, che in tutte le 64 gare disputate di stagione regolare con i Bucks l’anno passato è sempre partito in quintetto. Non è stato così nei playoffs, e attraverso una sign and trade il prodotto di Virginia è approdato nello stato più cestofilo. Grazie la sua efficacia in penetrazione insieme alla visione di gioco gli permetteranno spesso di creare la superiorità in area per poi scaricare fuori ai compagni di squadra. E, nonostante sia stato il quinto giocatore nella storia a raggiungere il 50-40-90, non sarà altresì da sottovalutare la sua incisività in difesa.

Pacers preview 2019/20: il gioco

Nate McMillan entra nel suo quarto anno da padrone della panchina dei Pacers, dopo averne trascorsi cinque su quella dei Seattle SuperSonics e sette ai Portland Trail Blazers. È sempre stato un coach abile nel tirare fuori il massimo da quello che aveva, anche se magari meno celebrato più qualche mezza figura che poi ha raggiunto risultati migliori. È più vicino a Rick Carlisle che a Erik Spoelstra, per dire.

È probabile che sceglierà una sorta di spread offense che permetta di creare tanto a Victor Oladipo (quando tornerà, e si parla comunque di dicembre/gennaio) quanto a Brogdon, con il tiro compatto di Warren pronto a punire le difese che collassano sui penetratori. Proprio per questo motivo importante sarà la capacità di attaccare il ferro dell’ex Milwaukee Bucks: è un giocatore molto rapido e, come già detto, dotato di una buona mano grazie alla quale potrà confezionare degli importanti scarichi. E non solo, perché Brogdon giocherà molti pick and roll assieme ai lunghi, presumibilmente.

I pick and roll per attaccare il ferro… e costruire anche soluzioni dal perimetro.

Questo semplice schema si è rivelato importante per i Pacers nella passata stagione, basti pensare agli 11.3 punti di media messi a referto in tale situazione di gioco (piazzandosi in cima alla graduatoria ad hoc). Tutto grazie alla fisicità e alle doti di lettura di Domantas Sabonis e Myles Turner, granitiche torri che saranno utili anche in post basso, dove possono garantire reattività, in quanto non saranno proprio sotto i tabelloni ma tra le tacche e il mid-range. I blocchi serviranno inoltre per liberare l’attaccante designato a tentare la gloria proprio con un tiro dalla media, una vera e propria arma caldeggiata da McMillan: 13.7 punti di media segnati a partita nella passata stagione, risultato frutto di un sistema che si basa molto sul collettivo che sull’individualismo.

Per quel che concerne la fase difensiva, il castello eretto da McMillan dovrebbe poggiare su una prima linea di aggressione alta, con i marcatori che stanno ben attaccati alle proprie controparti. Sulle penetrazioni i Pacers a volte faticano per via dell’area non troppo chiusa, tuttavia le abilità di rim protector di Turner e gli aiuti tempestivi nel pitturato ci hanno messo (e metteranno) le cosiddette pezze: basti pensare che Indiana è stata, nella stagione 2018/2019, una delle squadre a concedere meno punti nella suddetta zona di campo (44.8). Da non escludere l’utilizzo dei cambi sugli attaccanti, seppur questi non dovrebbero avvenire nei pick and roll, dove si è sovente seguire il portatore di palla.

Turner è una garanzia quando si tratta di far la guardia al canestro.

Un potenziale fattore: Domantas Sabonis

Domantas Sabonis. Sì, ci sarebbe anche Myles Turner, che è legato a doppio filo alla franchigia. Entrambi hanno dimostrato di essere giocatori solidi, ma il lungo lituano presto diventerà restricted free agent, quindi c’è da capire se la convivenza con il prodotto di Texas sarà produttiva non solo in regular season ma anche nei playoffs e, in caso contrario, se provare a imbastire una trade che coinvolga il baltico, per non rischiare di perderlo a zero.

Dove possono arrivare i Pacers?

McMillan-Pacers

Nate McMillan.

Indiana è una squadra seriale. Ha fatto una semifinale e due finali di Conference tra il 2011 e il 2014, nel 2015 non è entrata nei playoffs e poi dal 2016 non ha mai superato lo scoglio del primo turno.

L’obiettivo sarà quindi tornare oltrepassare quelle colonne d’Ercole, e proprio in questo senso si può leggere la parziale rivoluzione avvenuta in sede di mercato. Per fare ciò quest’anno anche la chiave di volta sarà la difesa, dalla cui solidità la capacità di scatenare in attacco i puledri summenzionati. Una volta che eventualmente si sia giunti al secondo turno nessuna via pare preclusa. Anche un viaggio fino alle Finals, potenzialmente, se tutti gli elementi andranno a posto. E chissà se lì…

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi